Un bilancio di metà legislatura

Dic 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 896 Views • Commenti disabilitati su Un bilancio di metà legislatura

Pierre Rusconi Consigliere nazionale UDC

Pierre Rusconi
Consigliere nazionale UDC

Sono già passati due anni dall’insediamento del primo consigliere nazionale UDC ticinese ed è tempo di un primo bilancio.

La presenza di un rappresentante ticinese all’interno del gruppo ha sicuramente portato una maggiore attenzione da parte della deputazione UDC alle Camere verso i problemi delle regioni periferiche, che spesso passano inosservati o non sono compresi appieno. Anche il lavoro all’interno della commissione per la politica estera può servire a portare una maggiore attenzione ai difficili rapporti tra il nostro paese e l’Italia, cosa che i ticinesi vivono quotidianamente ma che il Consiglio federale pare non comprendere appieno.

La permanenza a Berna in Consiglio nazionale fa altresì capire e toccare con mano che il Ticino è solo uno dei 26 Cantoni e che i tempi della politica sono lunghi. È vero che ci aspettiamo spesso risposte immediate; purtroppo non sempre queste sono possibili, anche se è auspicabile uno snellimento delle procedure.

La possibilità di sedere in Consiglio nazionale mi ha permesso di sollevare ripetutamente temi che preoccupano il nostro Canton Ticino: la questione sicurezza, in particolare in merito allo sciagurato accordo di Schengen e alle frontiere sempre meno sorvegliate, le questioni relative ai frontalieri e agli accordi con l’Italia, la partecipazione (anche finanziaria) della Svizzera ad Expo 2015. Un occhio di riguardo ho cercato di averlo anche per quel che riguarda la protezione degli animali, con vari interventi volti in particolare alla revisione della “Strategia orso” dopo i tristi fatti riguardanti l’orso M13.

Alcune proposte sono purtroppo state respinte, ma per ottenere dei risultati è importante perseverare nel lavoro sia all’interno del gruppo UDC, sia della deputazione ticinese.

Il lavoro di lobby interno al partito è particolarmente importante e permette anche al partito nazionale di meglio veicolare i propri messaggi in Ticino, tramite un proprio interlocutore diretto. Anche per quel che riguarda la rappresentatività del nostro partito cantonale, un seggio al Consiglio nazionale dà l’opportunità di portare avanti anche in sede mediatica i propri messaggi e le proprie proposte, ciò che in passato veniva fatto solo indirettamente e a singhiozzo dai rappresentanti leghisti nel gruppo UDC.

Il Ticino avrà quindi bisogno di un consigliere nazionale UDC anche nei prossimi anni, per poter rafforzare la propria credibilità e proseguire nel lavoro svolto finora!

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