UE, gli sprechi dell’Eeas: pioggia di milioni per Figi, Samoa e Barbados.

Gen 27 • L'opinione, Prima Pagina • 617 Visite • Commenti disabilitati su UE, gli sprechi dell’Eeas: pioggia di milioni per Figi, Samoa e Barbados.

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

Il “ministero degli esteri” di Bruxelles regala fondi e risorse alle 139 delegazioni in giro per il mondo. Dalle auto solari agli antifurto, le spese dello scandalo.

Per l’Unione europea, Isole Samoa, Figi e Barbados contano di più di Lampedusa. O almeno, è questa l’impressione che si ricava dai rendiconti dell’Eeas, il Servizio europeo per l’azione esterna dell’UE guidato dalla britannica Catherine Ashton. Una sorta di “ministero degli Esteri UE”, con sede a Bruxelles e incaricato di fornire fondi e risorse economiche alle 139 delegazioni dell’Unione europea in giro per il mondo.

Non solo: l’Eeas emette bandi anche per incentivare iniziative in linea con le politiche UE e invia aiuti ai paesi sottosviluppati.

In tutto, nel 2014 si sono spesi 524 milioni di euro, 16 in più rispetto ai 508 del 2013. 

La rassegna degli sprechi – Luigi Offreddu sul Corriere della Sera fornisce una rapida carrellata. Per esempio, l’Eeas ha emesso un bando da 2,5 milioni per gli uffici e le case del capo-delegazione e dei suoi funzionari a Suva, nelle Isole Figi, “al fine di evitare intrusioni e attacchi, per il controllo dei visitatori e l’installazione di sistemi d’allarme”.

Sempre restando in Oceania, va ancora meglio alle Isole Samoa, che dal 2008 a oggi hanno incassato dall’UE 37 milioni, addirittura 130 dal 1975. Spesa decisamente minore, ma altrettanto discutibile, quella per sostenere l’approdo delle energie rinnovabili alle Barbados: 30mila euro pagati da Bruxelles a un’azienda tedesca per costruire 102 automobili alimentate da pannelli solari. Non male, per un’organizzazione, l’UE, nata per tutelare e sostenere l’Europa. 

Ma per vedere sprechi non serve varcare gli oceani. Basta dare un’occhiata a quanto l’Eeas spende per mantenere le proprie strutture interne. Se le delegazioni in giro per il mondo costano all’Europa 312 milioni (più della metà di quei 524 milioni totali), il personale presso la sede principale di Bruxelles richiede un esborso di 154 milioni di euro. Sono 7, i milioni stanziati in più rispetto al 2013 per “immobili, materiali e spese di funzionamento” della sede centrale, più o meno gli stessi destinati alle “missioni” internazionali dei diplomatici. Per gli “asili nido e le scuole materne” dei figli dei funzionari, l’Eeas ha speso invece più del doppio rispetto all’anno passato: 500 milioni nel 2013, 1,2 milioni di euro nel 2014.

 

Da Libero, quotidiano.it

 

La casta europea 12 anni prima

 

I dipendenti dell’Unione possono ritirarsi a vita privata già a 55 anni. E con il 70% dell’ultima retribuzione.

L’Eldorado pensionistico c’è ancora. Un po’ nascosto, per pochi privilegiati, ma resiste imperterrito agli assalti delle crisi, ai tagli del welfare, a qualsiasi campagna di rinnovamento. Vi piacerebbe ritirarvi a vita privata a 55 anni con il 70% dell’ultima retribuzione? Ebbene fate un bel concorso per una delle istituzioni dell’Unione europea. E con 55 anni di età potrete chiedere, come i 32’140 dipendenti oggi in servizio, il pensionamento anticipato. In verità, già nel 2004 una riforma degli ordinamenti comunitari avrebbe dovuto far innalzare a 63 anni l’età minima. Però, nelle more dei “diritti acquisiti”, oggi è ancora possibile andare in pensione a 55 anni. 

 

Da Libero quotidiano.it

 

Forse non tutti sanno…

 

Che ognuno dei 766 eletti dei 28 Paesi europei può far venire a Bruxelles 110 visitatori all’anno facendosi rimborsare le spese di viaggio un tanto a chilometro (circa 262 euro da Roma a Bruxelles).

Che gli eletti si mettono in tasca uno stipendio di 6’200 euro netti.

E che ogni giorno di presenza, per vitto e alloggio (la diaria) ricevono 304 euro.

Nonostante il trattamento economico non sia proprio da buttar via, nella scorsa legislatura europea gli Italiani non brillarono per le presenze: peggio di loro fecero solo ciprioti, greci, lituani e maltesi.

 

Claudio Marincola Corriere della sera.it 24, 0ttobre 2014

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