UDC Ticino: raccomandazioni di voto per il 24 settembre 2017

Lug 28 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 171 Visite • Commenti disabilitati su UDC Ticino: raccomandazioni di voto per il 24 settembre 2017

Il comitato cantonale di UDC Ticino si è riunito martedì 11 corrente a Rivera, decidendo, fra le altre cose, le parole d’ordine per le votazioni federali del prossimo 24 settembre. Praticamente senza discussione, il comitato ha deciso di sostenere il controprogetto proposto dal Consiglio federale per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare. I due oggetti inerenti all’AVS – il progetto Previdenza vecchiaia 2020 e l’aumento del tasso d’IVA per il suo finanziamento – hanno invece necessitato di una chiara spiegazione da parte del consigliere nazionale Marco Chiesa, il quale ha spiegato, fra altri motivi che ne giustificano il rigetto, l’inghippo insito nel presunto aumento di 70 franchi della rendita AVS, al quale si attaccano i sostenitori dell’insano progetto per, una volta di più, additare l’UDC come quel branco di cattivoni socialmente insensibili che rifiutano di dare un piccolo aiuto “ai nos vecc”. In realtà, come bene ha spiegato Chiesa, l’aumento riguarderebbe solo i nuovi pensionati (ossia coloro che raggiungeranno l’età AVS nel 2018-2019 quando entrerà in vigore la nuova legge), mentre tutti gli altri – sebbene colpiti dall’aumento dell’IVA come tutti – non ne beneficeranno. Si tratta dunque di un regalo avvelenato da respingere, per affrontare poi una vera riforma andando a compensare la perdita con le rendite del II° pilastro. Ma se passa questa legge, una nuova riforma sarà solo rimandata di pochi anni, quando le magagne di questo progetto avranno provocato ulteriori danni. Meglio dunque rifiutare la proposta, obbligando Consiglio federale e Parlamento ad affrontare fin da subito il problema dal lato giusto. Le raccomandazioni del comitato cantonale UDC sono pertanto chiare: SÌ alla sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, NO alla Previdenza vecchiaia 2020 e NO all’aumento del tasso d’IVA per finanziare la riforma dell’AVS.

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