UDC Ticino ha proposto formalmente la piena deducibilità fiscale dei premi di cassa malati

Nov 2 • Dal Cantone, Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 110 Views • Commenti disabilitati su UDC Ticino ha proposto formalmente la piena deducibilità fiscale dei premi di cassa malati

Iniziativa parlamentare del nostro gruppo in Gran Consiglio

Paolo Pamini
Deputato in Gran Consiglio

La proposta dei deputati UDC in Gran Consiglio e le prime reazioni

I premi dell’Assicurazione malattia continuano ad aumentare? In primis una questione politica federale, ma sono pure possibili azioni mirate cantonali. Il 5 ottobre 2018 il gruppo UDC in Gran Consiglio ha depositato un’iniziativa parlamentare elaborata scritta dal sottoscritto, con una concreta proposta di modifica della Legge tributaria: alzare a 10’000 franchi per persona (20’000 franchi per i coniugi) la soglia di esenzione dei premi di cassa malati, di fatto rendendoli pienamente deducibili. In più si aggiungerebbe lo stesso meccanismo per ogni persona a carico, generalmente i figli, nella misura di 3’000 franchi per persona. Trattandosi di una proposta di articolo di legge fatta e finita (iniziativa elaborata), può subito essere dibattuta in Gran Consiglio ed entro 18 mesi si può chiedere il voto in aula anche se la politica ha fatto melina.

La misura va a favore dei contribuenti anziché dei sussidiati, e la sua coerenza è stata confermata da due immediate reazioni politiche. La sinistra ha subito iniziato a dire che servono più sussidi anziché continui sgravi fiscali. Naturalmente più sussidi significa più statalismo, più casi amministrativi da gestire e pertanto più funzionari da assumere, tanti nuovi cittadini da far dipendere dallo Stato, e naturalmente ancor maggiori imposte sottratte a chi si impegna a camminare sulle proprie gambe e a produrre ricchezza. La seconda interessante reazione è stata quella del consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, sentito dal presidente cantonale Piero Marchesi e dall’iniziativista prima del deposito del testo finale. Il Direttore del DSS si è detto aperto a discutere la proposta, che presenterebbe vari vantaggi. In primis, attenuerebbe proprio il cosiddetto effetto soglia di quei contribuenti che fortunatamente riescono a stare un po’ meglio, perdono il diritto al sussidio della cassa malati e non possono nemmeno dedurre fiscalmente l’intero premio. Si pensi in particolare ad anziani (con alti premi) o a famiglie numerose (sulle quali gravano i premi dei figli, attualmente non deducibili).

Sicuramente, dedurre fiscalmente i premi di cassa malati costa al cantone molto di meno che elargire ancor più sussidi, ossia di fatto completamente statalizzare il sistema sanitario. Un cittadino che paga il proprio premio di cassa malati è responsabile e mantiene la propria dignità di camminare sulle proprie gambe. La sinistra invece preferisce aumentare il numero di assistiti, che danneggia il loro morale facendoli sentire dei cittadini di serie B, e nei casi più scriteriati cancella qualsiasi responsabilità (tanto paga Pantalone) e di conseguenza lascia aumentare ancor più il consumo sanitario. Non si dimentichi l’alta percentuale di consultazioni mediche richieste di fatto solo per avere un contatto umano con un medico e non per veri motivi di cura. Un servizio sociale sicuramente da analizzare sul serio, ma un po’ caro se fatto passare sotto le tariffe sanitarie.

Una delle classiche critiche che subito i giornalisti di sinistra hanno sollevato riguarda i costi in termini di minor gettito, stimabili tra i 15 ed i 20 milioni di franchi annui. In primo luogo, come ho spiegato, all’UDC come partito del ceto medio e dei contribuenti interessa quante risorse vengono lasciate nelle tasche dei cittadini, e non quante non ne riceve più l’ipertrofico apparato burocratico. L’ordine di grandezza del minor gettito colpisce peraltro per la sua modestia se confrontato con le centinaia di milioni di franchi destinati a sussidiare i premi di cassa malati. Ma se ancora servissero altri argomenti, guarda caso sempre restando in tema di salute si ricordi che se i dipendenti dell’amministrazione cantonale facessero il piacere di assentarsi dal posto di lavoro per malattia o infortunio in linea con le medie svizzere dell’amministrazione pubblica comunicate dall’Ufficio federale di statistica, si libererebbero immediatamente circa 18 milioni di franchi di massa salariale oggi buttata al vento a causa di furbetti o, peggio ancora, mobbing e difficili situazioni lavorative nel cantone. Il tutto ovviamente senza alcuna rinuncia per le cittadine e cittadini ticinesi.

Retroscena

Come si è arrivati fin qui? Stando ai dati diffusi il 24 settembre 2018 dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il canton Ticino è fra i quattro cantoni che presentano l’aumento maggiore del premio medio della cassa malati. In termini assoluti il nostro cantone è il terzo. La fattura a sud delle alpi sarà dunque particolarmente salata se si considera la categoria degli adulti da 26 anni, il cui premio mensile 2019 sarà di 410 franchi, ossia ben il 4% in più del 2018. Aumenti del 4% saranno messi a carico in Ticino anche ai minorenni (0-18 anni), che saranno chiamati a pagare mediamente 107 franchi mensili.

Al di là del fatto che si attendono ancora misure incisive da parte del Dipartimento federale degli interni, i costi della spesa sanitaria, e quindi di riflesso i premi, continuano ad aumentare, riconosce l’UFSP. Secondo l’ufficio federale l’evoluzione in atto negli ultimi anni è dovuta a un maggiore ricorso alle cure, la cui portata non può essere spiegata da un punto di vista medico. Al fine di limitare la crescita degli oneri sanitari a carico dell’assicurazione malattia di base il Consiglio federale ha inviato in consultazione a metà settembre una prima serie di misure. Una seconda seguirà nel 2019. I provvedimenti si basano sulle raccomandazioni di un gruppo di esperti internazionali.

A livello cantonale il DSS, con misure cerotto, cerca di dare una risposta aumentando i sussidi di cassa malati. Così facendo però il DSS dimentica completamente il ceto medio che si vede ridurre ulteriormente il potere d’acquisto.

Già l’anno scorso l’UDC Ticino aveva presentato due iniziative, una cantonale di Gabriele Pinoja e una federale del CN Marco Chiesa, per sgravare maggiormente il ceto medio dal costo dell’assicurazione malattia e limitare la perdita di potere d’acquisto. Per quel che concerne la proposta federale, l’audizione del CN Marco Chiesa avrà luogo nel mese di ottobre, per quel che è della proposta cantonale datata 22 gennaio 2018, essa langue a tutt’oggi ancora nei cassetti bellinzonesi. Vista la portata del tema ci saremmo aspettati una rapida trattazione, ma a quanto pare in Ticino l’urgenza del tema ritorna in voga solamente nel periodo di pubblicazione dell’aumento dei premi.

Ecco perché a fine settembre abbiamo rotto gli indugi e provvisto a una soluzione più rapida e drastica, ossia l’iniziativa parlamentare elaborata volta a sgravare fiscalmente il costo complessivo dell’assicurazione malattia al netto degli eventuali sussidi di cassa malati. Questa misura permette, in particolare al ceto medio, su cui pesano in più di altri questi continui aumenti della spesa sanitaria e di riflesso dei premi, di recuperare una parte del potere d’acquisto perduto. Non si risolve certamente il problema dell’aumento dei costi della sanità, ma almeno attraverso la leva fiscale si riconosce il costo sostenuto totale o parziale, dedotto il sussidio di cassa malati.

In attesa di soluzioni incisive da parte del Consiglio di Stato e in particolare del DSS per ridurre i costi generali della sanità in Ticino, l’UDC propone una misura facilmente attuabile che potrà dare una risposta a giovani, famiglie e anziani.

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