Tre consiglieri federali -nessun argomento

Nov 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1086 Views • Commenti disabilitati su Tre consiglieri federali -nessun argomento

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Tre consiglieri federale – scusate se è poco – hanno lanciato oggi la propaganda governativa contro l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”. Ciò non è evidentemente bastato a dissimulare la povertà dell’argomentazione ufficiale. L’immigrazione smisurata degli ultimi anni non ha portato né reddito né prosperità supplementari alla popolazione, bensì ha avuto degli effetti negativi evidenti: rincaro degli affitti e dei prezzi immobiliari, infrastrutture sovraccariche, aumento del consumo d’energia e dei terreni, più disoccupazione, numero sproporzionato di stranieri viventi a carico delle istituzioni sociali, esplosione dei costi d’integrazione nelle scuole e cambiamento culturale sempre meno sopportabile. L’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” permette alla Svizzera di tornare a un’immigrazione misurata e controllabile. Come sempre, quando gli mancano argomenti seri, il Consiglio federale annuncia la decadenza della Svizzera e afferma che non c’è alternativa alla sua politica. Queste minacce prive di senso sono avulse dalla realtà e testimoniano soprattutto la mancanza di idee del Consiglio federale e la sua preoccupante concezione della democrazia.  

 

La Svizzera ha sempre accolto generosamente, ma in modo controllato, la manodopera straniera, offrendo delle prospettive professionali agli immigranti. Ma dal 2007, il numero degli immigranti in Svizzera supera di oltre 80’000 unità quello degli emigranti. In un anno, questo fenomeno causa una crescita della popolazione equivalente al numero di abitanti della città di Lucerna e addirittura, in due anni, quello della città di Ginevra. Gli effetti negativi di questa evoluzione sono palesi. Non sorprende, in queste condizioni, che il Consiglio federale faccia fatica a trovare degli argomenti convincenti a favore del proseguimento della smisurata immigrazione degli scorsi anni.  

 

Gli abitanti supplementari aumentano certo i consumi, ma ciò non ha portato granché alla popolazione residente. La libera circolazione delle persone non ha praticamente aumentato la crescita economica per abitante, ma ha messo sotto pressione i salari in certi settori e regioni. Il tasso di disoccupazione non è mai più stato basso quanto lo era prima dell’introduzione della libera circolazione delle persone. Il tasso di disoccupazione paragonabile a livello internazionale si situa ormai all’8,5% presso gli stranieri e al 10% fra i giovani. L’effetto di sostituzione provocato dall’immigrazione si manifesta nelle istituzioni sociali verso le quali sono spinti i cittadini di Stati terzi, da parte dei nuovi immigranti UE. Anche la propaganda ridicola di certe autorità municipali non cambia di una virgola questa realtà. I nuovi impieghi sono creati essenzialmente nella funzione pubblica e non nei settori produttivi dove il lavoro tende addirittura a diminuire. In altre parole, c’è bisogno di sempre più stranieri per gestire l’immigrazione, per curare gli stranieri e per insegnare agli stranieri. Non si tratta certamente di uno sviluppo duraturo. Stessa constatazione per la previdenza-vecchiaia nella quale le autorità hanno la faccia di bronzo di pretendere che l’attuale pericoloso sistema a palla di neve alimentato dai nuovi immigranti permette di risolvere durevolmente i problemi strutturali dell’AVS e di altri istituti sociali. Un imprenditore privato che osasse applicare tali metodi finirebbe in prigione.  

 

Pura propaganda anche l’affermazione secondo la quale la Svizzera accoglie soprattutto della manodopera altamente qualificata. Innanzitutto, l’economia svizzera può perfettamente soddisfare il suo fabbisogno di professionisti qualificati senza la libera circolazione delle persone. È poi provato che la libera circolazione delle persone non fa per nulla venire soprattutto delle persone qualificate. Per nascondere questa realtà, il Consiglio federale si basa sui diplomi scolastici degli immigranti. Ma non è assolutamente importante per l’economia nazionale sapere se un Portoghese assunto come piastrellista  (nel 2012 ce ne sono stati fra gli immigranti dieci volte di più degli ingegneri) abbia una maturità oppure no. La settimana scorsa, è stata smascherata un’altra dichiarazione ingannevole delle autorità. Concerneva l’aumento massiccio delle superfici abitate. Il Consiglio federale ama infatti giustificare la cementificazione del paesaggio con le esigenze supplementari di aree abitabili per persona. Ma le ultime statistiche provano che questo argomento sta sempre meno in piedi. La ragione principale dell’aumento della superficie abitata è incontestabilmente l’immigrazione.  

 

Rafforzare gli effetti negativi con un eccesso di burocrazia?

Quanto alle dichiarazioni del Consiglio federale a titolo “Riforma della politica interna invece di ostacoli burocratici”, esse sono semplicemente grottesche. Sono infatti proprio le cosiddette “misure d’accompagnamento” che hanno condotto a un rafforzamento massiccio della burocrazia e a un deterioramento dell’attrattività economica della Svizzera. Osare presentare questa politica antieconomica come delle “riforme della politica interna” è il colmo del cinismo.  

 

La dismisura dell’immigrazione attuale minaccia la nostra libertà, la nostra sicurezza, il pieno impiego, il paesaggio e, finalmente, la prosperità di tutta la Svizzera. L’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” non chiede né il congelamento dell’immigrazione, né la rescissione degli accordi bilaterali con l’Unione europea (UE). Essa incarica tuttavia il Consiglio federale di condurre nuovi negoziati con l’UE sulla libera circolazione delle persone, affinché la Svizzera possa di nuovo gestire e controllare in modo autonomo l’immigrazione sul suo territorio. È un’iniziativa ragionevole e moderata che merita il sostegno del popolo e dei cantoni il 9 febbraio 2014.  

 UDC Svizzera

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