Trattati bilaterali

Lug 12 • Dalla Svizzera, L'opinione • 1369 Visite • Commenti disabilitati su Trattati bilaterali

Dr. Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

In un discorso tenuto a Uster nello scorso novembre e avente come tema la nostra libertà e indipendenza in pericolo, Ueli Maurer si è espresso con insolita chiarezza, insolita per rapporto al modo di esprimersi proprio di troppi consiglieri federali degli ultimi decenni, sul problema dei trattati bilaterali con l’UE. Ho avuto l’onore, e il piacere, di conoscere molto bene Ueli Maurer, prima, durante e dopo la mia modesta presidenza dell’UDC ticinese: un grande, grandissimo presidente dell’UDC-SVP nazionale, come adesso possiamo solo sognarcelo. E un grande Consigliere federale, nonostante la sistematica denigrazione dei nostri media politicamente corretti, in particolare della  televisione che si vuole “servizio pubblico”, sotto la ferula di un Roger de Weck, insopportabile strabico (non parlo del difetto oftalmologico, anche se mi infastidisce il solo vederlo, ma della sua “Weltanschaung” partigiana e faziosa, accompagnata a un odio viscerale verso l’UDC-SVP paragonabile solo a quello della Bocascini – da boccaccia, bocascia – verso Berlusconi). Ma torniamo ai trattati bilaterali, come li vede Maurer.

Traffico stradale: dal CF fu propagandato come fattore decisivo del trasferimento del traffico nord-sud e sud-nord dalla strada alle rotaie. Per il traffico pesante (e non si dimentichi che si era già accettato il passaggio dalle 28 alle 40 tonnellate) il CF, che da anni ne imbrocca ben poche, prevedeva la riduzione a 650’000 traversate delle Alpi entro il 2006-2012. Oggi siamo nel 2013, e le traversate sono attorno al doppio. L’UE ha scelto la strada, è così evidente che non capisco come non lo si capisca, e di trasferimento alle rotaie non vuol sentir parlare. A non capirlo c’erano solo il CF con in testa un poeta a nome Maurizio Leuenberger, brillante uomo di mondo delle élites zurighesi, e l’ex consigliere nazionale Pedrina che purtroppo ancora imperversa. Fatto sta, e questa non è opinione personale, ma semplice constatazione di quel che si vede, da Lugano in giù e da Basilea in su dal punto di vista di linee di allacciamento è il deserto. E la NEAT di Leuenberger è praticamente costruita, a un costo triplo di quello prospettato dal poeta.

Trattato di Dublino: il paese responsabile dell’accoglimento o del rigetto di un richiedente l’asilo è il primo in cui l’asilante ha fatto richiesta. A meno che il richiedente giunga in aereo, tutti quelli che fanno richiesta in Svizzera sono passati prima da uno Stato UE. Per la maggior parte i richiedenti, in provenienza dall’Africa o dall’Oriente, ci arrivano dall’Italia, che oltre a non riprenderli ce ne spedisce sempre di più, anche pagando loro la trasferta da Lampedusa a Chiasso. La capacità dei nostri vicini e amici di rispetto dei trattati la conosciamo da un pezzo, ma questo lo dico io e non Maurer.

Trattato di Schengen: qui mi permetterò di aggiungere tra parentesi alcune mie blande considerazioni al testo di Maurer. Grazie a Schengen leggiamo quasi ogni giorno di bande di criminali che compiono incursioni e razzìe provenendo dai paesi confinanti e anche direttamente dai Balcani. Sono difficili da fermare perché adottano la tecnica del tocca e fuggi. Le assicurazioni contro il furto, con o senza scasso, l’anno scorso hanno denunciato aumenti  dei furti tra il 20 e il 30%. La procura basilese addirittura un aumento del 45% delle effrazioni. Abbiamo sentito una consigliera di Stato vodese chiedere la reintroduzione dei nostri controlli alle frontiere. Francia e Danimarca hanno già deciso di farlo (Che siano queste bande di ladri professionisti del furto con scasso, basate all’estero in campi vicino ai nostri confini, la cavalleria che ci aveva ventilato Peer Steinbrück, candidato socialista a settembre al cancellierato tedesco?). Constatiamo inoltre che la Grecia non è più in grado di tenere in pugno i suoi controlli al confine con la Turchia, diventando così la porta d’entrata via Balcani o Italia di tratta delle persone e traffico di droga. Alla prova dei fatti Schengen è largamente rimasto sotto le nostre aspettative. Da due punti di vista le ha invece largamente superate: quello dei burocrati necessari alle verifiche, stimati tra 30 e 40 e che invece già superano i 200 posti di “lavoro”,  e quello dei costi, passati dai 7 mio promessi dal CF nella propaganda per l’accettazione popolare del trattato, agli attuali 100 mio di franchi. Inoltre Schengen è riuscita a far crescere con certezza l’incertezza.

Segreto bancario: nella sua propaganda per Schengen il CF asseriva e assicurava che l’accettazione del trattato avrebbe permesso, a guisa di compensazione, la “salvezza” del segreto bancario. I risultati li abbiamo sotto gli occhi.

Libera circolazione delle persone e politica dell’immigrazione: le conseguenze della libera circolazione le constatiamo, specie nei cantoni di frontiera e a Zurigo, ad ogni momento. Il CF si era espresso così: “Generell kann angenommen werden, dass selbst bei einer vollständigen Realisierung der Freizügigkeit mit der EU keine massive Einwanderung zu erwarten ist”. (Da un punto di vista generale si può ritenere che anche nel caso di completa realizzazione della libera circolazione con l’UE non ci si deve aspettare una  immigrazione massiccia). Invece è proprio quello che tutti possono constatare. Negli ultimi 5 anni, in media 80’000 persone all’anno, più degli abitanti di  Lucerna  (e molto più della grande Lugano). Cerchie interessate proclamano a destra e a manca i benefici economici di questa immigrazione massiccia, ma alla stragrande maggioranza dei cittadini restano solo i conti da pagare per le strutture stradali, abitative, scolastiche, ospedaliere, energetiche, per i prezzi degli immobili e per il mercato dell’abitazione!

Riassumendo, dobbiamo constatare che abbiamo rinunciato alla nostra indipendenza in fatto di politica estera, ottenendo in compenso pochi vantaggi per l’economia e molti svantaggi per la collettività.

E aggiungo ancora, senza parentesi: ma dove lo abbiamo preso questo CF che quando si tratta di farci ingoiare trattative e trattati con l’UE non si vergogna di raccontarci frottole santissime, sempre smentite dai fatti? Sono degli incapaci o sono furbeschi imbonitori? Purtroppo, ancora una volta, il
popolo sovrano si è lasciato “imbonire”, esattamente come nel caso della votazione per Schengen, dalla propaganda massiccia dei media stampati ed elettronici: a eleggere i consiglieri federali saranno anche in futuro i parlamentari dell’inciucio socialborghese: quello che mantiene, nei cassetti di Bruxelles, la domanda di adesione all’UE.

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