Tragedia di Brissago e legittima difesa

Ott 22 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 128 Visite • Commenti disabilitati su Tragedia di Brissago e legittima difesa

Giorgio Ghiringhelli
Primo firmatario dell’iniziativa sulla legittima difesa

Nella mia veste di primo firmatario dell’iniziativa popolare “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”, sottoscritta lo scorso anno da 9’248 cittadini, esprimo la mia personale solidarietà all’agente della polizia cantonale che, nell’adempimento del proprio dovere e a rischio della propria vita, intervenendo a Brissago a difesa di due richiedenti l’asilo aggrediti da un terzo asilante armato di due coltelli, ha dovuto sparare uccidendo l’aggressore.

Anche se i fatti sembrano chiari e incontestabili, spetterà ovviamente ai giudici stabilire se si è trattato di legittima difesa o di eccesso di legittima difesa, ma quanto accaduto dimostra una volta di più che in determinate circostanze anche una persona ben addestrata all’uso delle armi non ha sempre il tempo per decidere come reagire a un’imminente aggressione fatta a sé o ad altri.

Figuriamoci dunque quando a dover prendere certe decisioni nello spazio di frazioni di secondi debbono essere dei semplici cittadini che poi, se uccidono o feriscono l’aggressore, finiscono sul banco degli imputati e dopo una lunga odissea giudiziaria arrischiano di dover pagare le spese processuali e i costi dell’avvocato di fiducia anche in caso di assoluzione: come era accaduto a quel commerciante di Brissago che nel 2005 aveva ucciso uno dei suoi due rapinatori e dopo essere stato assolto dal giudice dovette pagare di tasca propria quasi 10’000 franchi.

Per una tragica coincidenza il tema della legittima difesa è balzato prepotentemente alla ribalta, ancora una volta da Brissago, proprio mentre la Commissione della legislazione del Gran Consiglio ha dato avvio all’esame dell’iniziativa popolare summenzionata, i cui promotori potrebbero essere audizionati il 15 novembre. Se ne dibatterà nei prossimi mesi.

Ricordo infine che dal settembre 2016 è pendente a Berna un’iniziativa parlamentare presentata da Lorenzo Quadri (e sottoscritta pure da Ignazio Cassis, Marco Chiesa, Roberta Pantani, Fabio Regazzi e Marco Romano) che chiede di modificare l’art. 16 del Codice penale nel senso di un potenziamento del diritto alla legittima difesa per chi è aggredito in casa propria.

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