Totalitarismo assoluto della maggioranza?

Ago 14 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione • 862 Visite • Commenti disabilitati su Totalitarismo assoluto della maggioranza?

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

Il 12 agosto a Berna, l’UDC ha presentato la sua progettata iniziativa popolare per l’attuazione delle decisioni del popolo – il diritto svizzero prevale sul diritto straniero (per i dettagli vedi testo del comunicato stampa pubblicato su questo portale). L’eco mediatica e politica, come c’era d’aspettarsi, è variata in massima parte dal rifiuto all’estremo scetticismo.

 

Le reazioni sorprendono ciò nondimeno. Perché in realtà dovrebbe essere naturale che nel proprio paese il diritto costituzionale deciso dal sovrano (popolo e cantoni primeggi sul diritto straniero (in effetti, per questa questione non dovrebbe nemmeno esistere la riserva del diritto internazionale cogente, perché è del tutto inimmaginabile che il sovrano svizzero inserisca nella Costituzione una norma contraria al divieto generico della violenza, del genocidio, della tortura o che contravvenga al diritto al rispetto dei diritti umani elementari).  

 

È sorprendente – quando non addirittura inquietante – che al giorno d’oggi siano necessarie in Svizzera delle iniziative volte a garantire che siamo ancora padroni in casa nostra. Affinché nel nostro Stato valga ancora il nostro diritto, affinché possiamo espellere pericolosi stranieri criminali, regolare l’immigrazione secondo i nostri bisogni, internare dei criminali incurabili,  eccetera. Fortunatamente, c’è ancora un partito in Svizzera – l’UDC – che s’impegna a lanciare tali iniziative, ottenendo anche per buona parte di esse l’approvazione della maggioranza del popolo.

 

Mi sembra paradossale la protesta politica contro la progettata iniziativa sull’asilo dell’UDC. Sarebbe disumana. Ma essa chiede semplicemente solo una cosa: che l’accordo di Dublino dell’UE, purtroppo sottoscritto dalla Svizzera, sia applicato alla lettera. In altre parole, quando l’UDC ha chiesto di rescindere questo accordo si protestò aspramente; adesso che l’UDC chiede che sia perlomeno applicato alla lettera, si protesta ancor più veementemente. Che cosa vuole dunque la classe politica dall’UDC? Che acconsenta a tutti gli intrallazzi politici volti a introdurre in Svizzera anche il più assurdo diritto internazionale (nota bene, non cogente), che perfino in molti Stati membri dell’UE non viene rispettato?   

 

Già, le iniziative popolari contro la politica internazionalista della Berna federale sono apparentemente un enorme oltraggio per la classe politica. Solo così si può spiegare che una consigliera federale metta in guardia contro il “potere della maggioranza” e che una consigliera agli Stati parli di “totalitarismo assoluto della maggioranza” (come denunciato dal consigliere nazionale Lukas Reimann alla conferenza stampa del 12 agosto). Questa visione delle cose, questa mancanza di stima, rispettivamente disprezzo per la nostra democrazia diretta è estremamente allarmante!

 

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