Come ti frego l’elettore (svizzero): possesso d’armi

Mar 10 • Dalla Svizzera, L'opinione, Lettori, Prima Pagina • 251 Views • Commenti disabilitati su Come ti frego l’elettore (svizzero): possesso d’armi

Settimana scorsa il Consiglio federale ha adottato il messaggio sulla trasposizione della direttiva UE sulle armi. L’Esecutivo federale sostiene una trasposizione pragmatica della direttiva europea e viene incontro alle richieste avanzate dalle autorità d’esecuzione cantonali nel quadro della consultazione. Nel messaggio sottolinea inoltre l’importanza che l’associazione a Schengen e Dublino riveste per la sicurezza, la piazza economica e la politica in materia di asilo della Svizzera.

Questo il fumoso inizio del comunicato, del Consiglio federale, che dovrà sottoporre al nostro parlamento , entro il 2019, la relativa modifica della legge sulle armi.

La Svizzera dovrà infatti adattare la propria legislazione al diritto europeo che sfrutta il pretesto del terrorismo islamico per proibire ai cittadini onesti di possedere armi. Che il terrorismo islamico sia un pretesto è evidente. I seguaci dell’Isis, per gli attentati, non utilizzano di sicuro armi acquistate legalmente; quando usano armi da fuoco se le procurano sul mercato nero. Come tutti i criminali.

Naturalmente la Simonetta nazionale con tale proposta ci va a nozze e ci saremmo stupiti se così non fosse!

Per ora, gli altri membri del governo non hanno ancora espresso la loro opinione. Nemmeno il neofita Ignazio Cassis, che qualche giorno prima di venire eletto in seno all’Esecutivo federale aveva aderito all’associazione proTell, che si batte per diritto liberale alle armi, per poi dimissionare appena eletto quale 116° consigliere federale.

Questo oggetto, se dovesse esser accolto nell’emiciclo federale, obbligherà sicuramente le varie associazioni di tiro presenti sul nostro territorio, a lanciare il relativo referendum, che dovrà raccogliere cinquantamila firme valide per poi chiamare a votare il popolo in materia.

Il Consiglio federale ha pensato bene di includere nel testo del messaggio, per indorare la pillola, l’importanza che l’associazione a Schengen e Dublino riveste per la sicurezza, la piazza economica e la politica in materia di asilo della Svizzera (tutte parole inutili). Occorre pertanto limitare l’accesso a questo tipo di armi e rafforzare lo scambio d’informazioni all’interno dello spazio Schengen.

Con questa sibillina aggiunta, al momento della votazione, si richiameranno gli accordi di Schengen e il relativo pericolo di non più ricevere comunicati sui terroristi che circolano sul vecchio continente.

Capito come è possibile gabellare il popolo e far entrare il diritto europeo,senza tante storie, nel diritto svizzero?

Affaire à suivre !!!

 

FRG

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