Tassa di collegamento. Per cosa?

Mag 27 • Dal Cantone, Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 822 Views • Commenti disabilitati su Tassa di collegamento. Per cosa?

Piero Marchesi Presidente UDC Ticino

Piero Marchesi
Presidente UDC Ticino

Il prossimo 5 giugno il popolo ticinese sarà chiamato a votare sulla modifica della legge sui trasporti pubblici, con l’inserimento della tassa di collegamento. Una nuova tassa a carico dei Ticinesi, una in più tra le molte.

Il concetto della tassa di collegamento

La proposta di modifica della Legge sui trasporti pubblici prevede l’attuazione di una tassa di collegamento che andrà a colpire i cosiddetti “grandi generatori di traffico”. Il concetto prevede di far pagare ai proprietari di fondi sui quali vi sono posteggi per almeno 50 autoveicoli una forchetta da CHF 1 a 3.50 al giorno per quanto riguarda i posteggi per dipendenti e da CHF 1 a 3 per visitatori e clienti, così da raggiungere un importo complessivo generato di CHF 18 milioni. L’idea della tassa parte dal presupposto di disincentivare l’utilizzo dell’auto per preferire l’utilizzo del mezzo pubblico. Nell’ottica di Governo e del Parlamento, per avere una presunta efficacia, la tassa dovrà essere per forza di cose riversata dai proprietari dei fondi ai lavoratori o clienti dei commerci. Altrimenti non avrebbe senso. E a pagare quasi il 70% della tassa non saranno i frontalieri, come lasciato intendere nelle fasi iniziali della proposta, bensì dai Ticinesi.

Mazzata per i Ticinesi

I parcheggi tassabili sono circa 29’000, di cui circa 14’000 per i clienti delle aziende e per i clienti dei commerci (negozi, vendita al dettaglio, ecc.), dunque interamente a carico dei Ticinesi, perché mi pare chiaro che i frontalieri la spesa non la fanno in Ticino.

I rimanenti 15’000 parcheggi saranno a carico dei lavoratori ticinesi – che spesso non hanno alternativa al trasporto privato per recarsi dalle valli al posto di lavoro – e ai frontalieri. Ipotizzando una ripartizione prudenziale in favore di Governo e Parlamento del 50% per ogni categoria – in verità il frontalierato costituisce il 25% della forza lavoro in Ticino – verranno chiamati alla cassa al massimo 7’500 su 63’500 lavoratori esteri in Ticino. Ergo, solo il 12% dei frontalieri verrebbero chiamati alla cassa. La gran parte della tassa verrà pertanto pagata dai Ticinesi.

Applicazione che colpirà anche i clienti dei piccoli commerci e artigiani

L’applicazione della tassa è alquanto incerta. L’articolo 35b della nuova legge cita: “Sono assoggettati alla tassa i proprietari di fondi o un insieme di fondi in connessione spaziale o funzionale, sui quali vi sono posteggi per almeno 50 autoveicoli…” La si vende come una tassa che intende penalizzare i grandi generatori di traffico con più di 50 stalli, ma andrà a colpire anche i dipendenti e i clienti delle piccole aziende e commerci con pochi parcheggi insediati in complessi industriali che nel complesso totalizzano più di 50 parcheggi.

Situazione finanze cantonali:

Bisogna dare atto al Governo e alla maggioranza del Parlamento di essere sinceri e trasparenti. Hanno candidamente ammesso che la tassa è un tassello molto importante nel risanamento delle finanze cantonali. La riduzione del traffico è in fondo una possibile e piuttosto remota piacevole conseguenza. La manovra di rientro da 180 Mio di CHF proposta del Governo, che prevede maggiori tasse per circa 103 Mio di CHF all’anno, non è che la conferma che si prevede di risanare le finanze mediante tasse, balzelli e nuovi oneri finanziari a carico dei Ticinesi. Basti pensare che dal 2005 al 2019 le imposte per le persone sono in aumento del 52% e nello stesso periodo le varie tasse a carico dei Ticinesi lo sono del 45%. Cifre impressionanti. La famigerata riduzione della spesa, che il mio partito tanto auspica, è confinata a fare da contorno.

Tassa provvisoria che diverrà fissa

Se la tassa venisse sciaguratamente accettata dal popolo avrebbe carattere provvisorio per una durata di 3 anni. È piuttosto evidente che una nuova tassa, che permetterà al Cantone di incassare fino a 18 Mio l’anno per cercare di tappare i buchi delle finanze, difficilmente verrà dismessa. A memoria, non ricordo una tassa di tale portata eliminata dopo 3 anni, soprattutto considerando la predisposizione della politica cantonale al tassa e spendi e sempre più allo spendi e tassa.

Gli strumenti per migliorare la situazione viaria del Ticino già ci sono. Penso alla mobilità aziendale, al trasporto collettivo, al miglioramento del trasporto pubblico, alla promozione del car pooling e a una miglior pianificazione degli insediamenti. Il tutto chiaramente con le risorse finanziarie già in possesso della politica, perché è troppo facile per ogni nuova esigenza mettere le mani nelle tasche dei Ticinesi che sono sempre più vuote. Per questi motivi il prossimo 5 giugno è importante votare NO alla modifica della legge sui trasporti pubblici.

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