Tanti auguri, Ueli!

Dic 14 • L'editoriale, L'opinione, Prima Pagina • 1543 Views • Commenti disabilitati su Tanti auguri, Ueli!

Eros N. Mellini

Ueli Maurer è stato brillantemente eletto presidente della Confederazione. L’elezione a questa carica, come la rielezione dei consiglieri federali uscenti (salvo sconvolgimenti eccezionali come fu il caso di Christoph Blocher nel 2007) è praticamente automatica, ma il numero di voti ottenuto è un po’ il termometro del grado di apprezzamento che l’operato del candidato ha saputo suscitare nel Parlamento. Se si pensa che Ueli Maurer (curiosità: in quell’occasione, fra chi ne propose al gruppo parlamentare la candidatura, ci fu l’UDC ticinese) fu eletto in Consiglio federale nel 2008 al terzo scrutinio, per il rotto della cuffia, con 122 voti (un solo voto in più sull’altro candidato UDC Hansjörg Walther), che fu poi confermato nel 2011 con 159 voti, e nel 2015 con 173, l’elezione a presidente dello scorso 5 dicembre con 201 voti e una standing ovation – nonostante il chiaro handicap di militare nell’UDC – dimostra inequivocabilmente come in questi anni si sia fatto apprezzare, dapprima a capo del DDPS e poi del DFF. Conosco Ueli ormai da una ventina d’anni e, in particolare, ebbi modo di apprezzarlo nei dodici anni che fu alla presidenza dell’UDC, durante i quali fummo in contatto spesso e volentieri per questioni inerenti alla sezione ticinese, ma anche nell’ambito delle riunioni della Direttiva e del Comitato nazionale. Una mente brillante e un lavoratore instancabile, animato da un entusiasmo genuino e idealistico, fu in quegli anni l’artefice dell’ulteriore inarrestabile crescita dell’UDC sull’onda dell’impulso datole da Christoph Blocher con lo storico NO allo Spazio economico europeo del 1992. Sempre presente in tutti gli angoli della Svizzera dove vi fosse una possibilità di far attecchire la politica dell’UDC, a lui si deve la sua espansione  – a suon di fondazioni di sezioni – nella Svizzera romanda, nella quale eravamo quasi inesistenti.

Certo, entrando in Consiglio federale anche Maurer ha dovuto smussare qualche spigolo, non si può far parte di un governo basato su un sistema proporzionale e sulla concordanza, portando nel contempo in avanti la politica d’opposizione che caratterizza l’azione del partito a livello di legislativo. Semmai, c’è da chiedersi quanto sia opportuno un governo proporzionale. Infatti, se il nostro sistema è elogiato – e non dico che non abbia i suoi vantaggi – in quanto permette una politica fondata sul continuo compromesso e quindi maggiormente condivisa, questo discorso vale soprattutto per i partiti di centro per i quali il compromesso ha ormai raggiunto un grado paragonabile alla prostituzione, per i partiti più determinati nella loro ideologia – non importa se di destra o di sinistra – il livello esagerato delle concessioni fatte agli avversari politici è un boccone decisamente indigesto. All’UDC, in particolare, essendo l’ultimo partito borghese rimasto sulla scena, riesce sempre più difficile trovare delle alleanze sufficienti a costituire delle maggioranze. Qualche vota capita, paradossalmente, di assumere nei confronti di un determinato messaggio la stessa posizione della sinistra, ma per motivi diametralmente opposti. Invece, un’alleanza per concordanza di idee, come sarebbe logica con PLR o PPD data la stessa radice borghese, diventa sempre più problematica; per il semplice motivo che, primo, l’UDC è diventata troppo forte e quindi va combattuta al di là delle idee e, secondo, i due citati partiti di borghese hanno forse ancora la radice, ma solo quella: con una sorta di margotta politica, sulla radice primitiva si è innestata un’altra pianta che, purtroppo, dà solo frutti di colore rosso. E questo balletto di maggioranze lo deve subire anche il consigliere federale UDC di turno. Quando, all’inizio, Ueli Maurer era l’unico UDC in Consiglio federale – prima quindi di essere affiancato da Guy Parmelin – mi disse un po’ deluso: “Sai, sono quasi contento quando perdo 5 a 2, perché di solito perdo 6 a 1”.

No, non devono essere stati anni facili quelli di Maurer in governo. Prima con il DDPS ereditato in condizioni piuttosto disastrose (logisticamente c’erano addirittura problemi a organizzare i corsi di ripetizione), cui il Parlamento tende – sempre in ossequio alla sinistra – a limitare i fondi e cui il popolo negò poi il credito per l’acquisto del nuovo aereo da combattimento. Le cose vanno in compenso meglio con il DFF, da qualche anno ormai regolarmente con entrate superiori a quelle preventivate. Sembrerebbe proprio che il nostro ministro si trovi più a suo agio con le cifre.

C’è anche da dire che Ueli sfrutta quel minimo spazio di manovra che la carica ancora gli concede – o se non glielo concede, se lo prende – per dire la sua, seppure con un certo riserbo, sui temi cari al partito, anche non rispecchiando il parere del Consiglio federale. Niente di trascendentale, evidentemente non può esagerare, ma quanto basta a farci capire che lui non ha cambiato idea, è sempre dei nostri anche quando deve subire una decisione avversa. E lo fa, in particolare, quando prende la parola di fronte al Comitato del partito o all’assemblea dei delegati nazionali. Sempre sorridente e a suo agio, nel partito è sempre l’occasione per sentirsi in famiglia, come lui stesso ama dire.

Per riassumere, siamo di fronte a un uomo onesto, idealista, pragmatico e tendente a operare più che ad apparire. Una persona degna della massima stima e della cui amicizia vado fiero.

Tanti auguri, caro Ueli, per l’anno di presidenza che ti aspetta.

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