“Swiss Stop islamization Award 2018“

Set 7 • Dal Cantone, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 111 Views • Commenti disabilitati su “Swiss Stop islamization Award 2018“

Il Guastafeste lancia un Premio a livello nazionale per ricompensare chi si batte contro l’islamizzazione della Svizzera e la radicalizzazione dei musulmani.

Avviata una raccolta di fondi sul sito “tells-geschoss.ch”.

Giorgio Ghiringhelli (Il Guastafeste)

Lo sapevate che lo scorso 1. Agosto il movimento politico “Il Guastafeste” ha lanciato a livello nazionale un nuovo premio denominato “Swiss Stop Islamization Award” e il cui scopo è quello di ricompensare ogni anno tre persone – una per la Svizzera tedesca, una per la Svizzera francese e una per la Svizzera italiana – distintesi per la loro coraggiosa attività contro l’islamizzazione della Svizzera e contro la radicalizzazione dei musulmani?

Il boicottaggio della stampa ticinese

Se non lo sapevate prendetevela con la stampa ticinese che, a differenza di alcuni importanti organi di informazione della Svizzera tedesca e francese (Sonntagsblick, Blick, Tages Anzeiger, Basler Zeitung e Le Matin) non ha dedicato neppure una riga a questa iniziativa partita dal Ticino, privando così i ticinesi di un’informazione che era un loro diritto ottenere. A riferire sulla stessa sono stati solo il Mattino della domenica, il Mattinonline, RadiofiumeTicino , i portali online Ticinolive, Ticino-oggi , EtiCinforma e ovviamente il giornale che state leggendo. Silenzio assoluto invece dal Corriere del Ticino, dalla Regione, dal Caffè, dalle radio e televisioni pubbliche e private e dai portali online che vanno per la maggiore, come Ticinonline, Ticinonews, Liberatv e Ticinolibero. Ecco servita la pluralità della disinformazione!

Questo boicottaggio generalizzato dimostra che nella testa della quasi totalità dei giornalisti nostrani vige lo strano concetto secondo cui chi si batte contro la strisciante islamizzazione della nostra società e contro gli islamisti che subdolamente mirano a sostituire la democrazia con la sharia, è da considerare un razzista e uno spregevole islamofobo. Ragion per cui un Premio destinato a questi “estremisti” è visto come una provocazione che non va pubblicizzata, anche per non irritare gli islamisti. Sarebbe inutile spiegare a questi “professionisti” dell’informazione che i provocatori sono semmai coloro che con ogni mezzo e sempre più sfacciatamente stanno tentando di conquistare l’Europa per imporre a tutti l’Islam. Evidentemente il fatto che la stragrande maggioranza dei ticinesi abbia votato nel 2009 a favore dell’iniziativa che chiedeva di vietare la costruzione di minareti e nel 2013 a favore dell’iniziativa “antiburqa” non ha insegnato nulla ai giornalisti, ormai avviati sulla strada della sottomissione all’Islam.

Gli scopi del nuovo Premio nazionale

Il boicottaggio della stampa ticinese, e di molti organi di informazione confederati ( specie nella Svizzera romanda) dimostra l’utilità di un Premio destinato proprio a mettere in evidenza e ricompensare coloro che da anni cercano di aprire gli occhi della gente sui pericoli mortali che l’Occidente sta correndo , e che invece di essere sostenuti in questa loro coraggiosa battaglia sono spesso e volentieri censurati dalla stampa , trattati con disprezzo da una parte dell’opinione pubblica che li considera degli estremisti e dei razzisti, e lasciati soli anche da quella maggioranza di cittadini che la pensano come loro ma che non osano esporsi in loro favore . Il Premio si prefigge lo scopo di far conoscere l’esistenza e l’attività dei critici dell’Islam, di farli sentire meno soli, di incoraggiare altri cittadini a seguirne l’esempio e di dare a quest’ultimi l’opportunità di dimostrare con un gesto concreto il loro appoggio a queste coraggiose persone, spronandole così a continuare nella loro rischiosa, impegnativa, costosa e poco gratificante attività.

Mancano 1’700 franchi : ecco come contribuire

L’idea è quella di sostenere finanziariamente i tre vincitori, con un montepremi complessivo di almeno 6’000 franchi all’anno (cui vanno aggiunti altri 1’000 franchi per spese organizzative). Per il finanziamento di questo progetto è stata lanciata a livello nazionale una raccolta di fondi (“crowdfunding”) sul sito svizzero tedesco “Tells-Geschoss.ch”. Consultando questo sito potrete vedere in ogni momento come procede la raccolta di contributi. Al momento di scrivere queste righe sono già stati raccolti circa 5’200 franchi in poco più di un mese : un risultato incoraggiante ed eloquente se si considera che è stato ottenuto in pieno periodo di vacanze e malgrado il boicottaggio della stampa ticinese. Mancano però ancora circa 1’700 franchi, e faccio affidamento sul sostegno dei lettori de Il Paese per raggranellare la somma mancante (in caso di superamento del tetto di 7’000 franchi la parte in eccesso verrebbe destinata al finanziamento dell’edizione che si terrà nel 2019).

E’ anche possibile sostenere questa iniziativa richiedendo al sottoscritto per email             (ilguastafeste@bluewin.ch) o per telefono (091/7921054) l’invio di una polizza di versamento,  oppure effettuando un versamento sul conto corrente postale del movimento del Guastafeste (n° 65-67871-6 ; IBAN : CH6209000000650678716) , ricordandosi di specificare il motivo del versamento (“ Stop Islamization”).

Quindici candidati in lizza

Segnalo infine che sul sito www.ilguastafeste.ch é possibile leggere altre informazioni su questo Premio, come ad esempio gli articoli apparsi sulla stampa confederata e l’elenco dei 15 candidati – con le rispettive motivazioni – in lizza per l’attribuzione dello “Swiss Stop Islamization Award 2018”, che si svolgerà in novembre . Per la Svizzera italiana sono candidati il direttore di questo giornale, Eros Mellini, Lorenzo Quadri, Stefano Piazza, Iris Canonica, Boris Bignasca e Alexander von Wyttenbach.

 

 

 

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