Stupidi? Molto peggio: ostinati…!

Giu 13 • L'opinione • 1043 Views • Commenti disabilitati su Stupidi? Molto peggio: ostinati…!

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

La democrazia diretta sta diventando una seccatura e il popolo partecipa troppo spesso e senza essere qualificato in faccende politiche. Questo ritiene perlomeno la Svizzera “politicamente corretta”.

 

La Svizzera “politicamente corretta” critica l’uso del diritto democratico d’iniziativa, a suo dire inflazionato. Ciò non sorprende, perché moltissime iniziative (per la rabbia di tutti quelli che pensano di saperne più del popolo) sono state accettate negli ultimi tempi. E questo obbliga coloro che devono attuare le decisioni popolari (governi, parlamenti e tribunali) a delle ore straordinarie per loro fastidiose di lavoro intellettuale. 

 

E così, quando non riesce loro di dichiarare semplicemente irricevibile un’iniziativa, mettono in campo altrettanto inflazionati argomenti per evitare la sua applicazione, per relativizzarla o quantomeno per ritardarla il più possibile. I loro argomenti, permeati di malafede, sono sempre gli stessi: l’applicazione dell’iniziativa violerebbe il diritto internazionale (imperativo o no), oppure infrangerebbe dei princìpi costituzionali esistenti (per esempio il principio di proporzionalità).   

 

Dei politici “politicamente corretti”, giudici federali, professori di diritto e professionisti del giornalismo fiutano ufficialmente dietro ogni decisione popolare democratica che loro non aggrada, un odore di violazione dello Stato di diritto. Ma sotto sotto, si tratta per loro di non mettere in pericolo la da loro bramata adesione all’UE e perciò di non  far arrabbiare la Commissione UE e i giudici stranieri (Corte di giustizia dell’UE CGUE, Corte europea dei diritti dell’uomo CEDU). 

 

La discussione in atto da ormai lungo tempo circa il numero e la qualità delle decisioni popolari, ha ora ricevuto un nuovo impulso. Perché la direzione dell’UDC sta considerando il lancio di un’iniziativa popolare per l’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa (come già fatto per l’iniziativa-espulsioni). Ed è quindi di nuovo il panico nella Svizzera “politicamente corretta”, perché lo “stupido” popolo potrebbe ancora una volta – e del tutto inutilmente – cercare di imporre la sua volontà, ciò che potrebbe benissimo riuscirgli!

 

Alla Svizzera “politicamente corretta” che biasima la marea di iniziative si deve ricordare che parecchie di queste potrebbero essere evitate. Basterebbe semplicemente

 

  • che governi, parlamenti e tribunali governassero, amministrassero, legiferassero e giudicassero di principio nel senso indicato dal popolo sovrano e nell’interesse di quest’ultimo; sarebbero allora necessarie molte meno iniziative per attuare la volontà del popolo;

     

  • che governi, parlamenti e tribunali, in caso di iniziative accettate, applicassero poi la volontà popolare velocemente e conformemente al mandato ricevuto.

     

    Oppure, per l’attuazione della volontà popolare è ora necessaria ogni volta un’iniziativa, poi un’iniziativa d’attuazione e, in futuro addirittura un’altra iniziativa per l’attuazione dell’iniziativa d’attuazione?  

     

    Credo e spero di no. In ogni caso no, se governi, parlamenti e tribunali effettuano il loro lavoro semplicemente in modo conforme al loro mandato. Perché alla lunga, è impegnativo dover sempre correggere con votazioni popolari il lavoro politico e giudiziario, spesso lacunoso e lontano dal volere popolare. Costa denaro e non è uno scherzo dovere ogni volta raccogliere le firme per un’iniziativa (o per un referendum).

     

    Che così debba essere è probabilmente voluto ed è chiaramente una tattica di logoramento da parte dei “politicamente corretti”. Sperano evidentemente che il popolo ne abbia un momento o l’altro abbastanza di firme e votazioni per iniziative popolari e che si rassegni. Sarebbe così raggiunto l’obiettivo dell’abolizione alla chetichella della democrazia diretta.

     

    Ma non possiamo permetterlo. Chi è da sempre a favore della nostra Svizzera quale Stato indipendente, sovrano e neutrale, deve contrastare con tutte le sue forze tali tendenze. L’UDC lo sta facendo da tempo e non rinuncerà mai a combattere la battaglia per il mantenimento della nostra democrazia diretta.

     

    P.S. Il nostro giornale „Il Paese“ si batte da sempre strenuamente per questi princìpi. Raccomandiamo la rilettura dell’editoriale di Eros N. Mellini “Tanto fanno sempre ciò che vogliono lo stesso!” (Il Paese N° 11 del 30.05.2014) e dell’articolo di Rolando Burkhard “Stupido popolo?” (Il Paese N° 8 del 18.04.2014). 

     

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