Strategia energetica – i piccoli passano alla cassa

Ott 9 • Dall'UDC, Deutsche Seite, L'opinione, Prima Pagina • 241 Visite • Commenti disabilitati su Strategia energetica – i piccoli passano alla cassa

Hansjörg Knecht, consigliere nazionale, Leibstadt (AG)

Logo UDC

La Strategia energetica 2050 sta prendendo una direzione sbagliata. Le regolamentazioni, i divieti e gli interventi dello Stato abbonderanno, mentre che i costi per le economie domestiche e per le imprese esploderanno. E, finalmente, saranno come d’abitudine i piccoli a dover pagare la fattura di questa politica impregnata d’ideologia socialista.
La Strategia energetica 2050 distrugge l’approvvigionamento elettrico vantaggioso e affidabile di cui beneficiava finora il nostro paese. A colpi di enormi sovvenzioni, di innumerevoli condizioni, divieti e regolamentazioni, la Confederazione s’appresta a mettere in atto un mostro socialista che alla fine dovrà essere pagato dalle famiglie, dai consumatori, come pure dalle piccole e medie imprese.
La RPC colpisce i piccoli
Le PMI saranno le principali perdenti di questa politica, perché non possono liberarsi della cosiddetta “retribuzione a prezzo di costo” (RPC) che passa a 2,3 centesimi. Per la mia azienda, ciò significa un onere supplementare di 50’000 franchi l’anno, importo che sarò costretto a risparmiare altrove. Degli investimenti e dei rinnovamenti dovranno essere rinviati e saremo costretti a cercare delle compensazioni nel rendimento dei procedimenti e a livello di personale. Solo le grandi imprese, consumando molta energia, possono farsi esentare da questa tassa. In altre parole, i grandi gruppi sono scaricati e le PMI pagano il conto.
Onerose consulenze energetiche
Questo sistema mi costringe, quale imprenditore, ad acquisire ogni anno i servizi di consulenza per poter recuperare la pesante tassa sul CO2. Va da sé che l’imprenditore ha tutto l’interesse ad aumentare il rendimento energetico della sua azienda per ridurre le spese. Io mi ci sono sempre dedicato di mia iniziativa negli ultimi 25 anni. E non nego che delle consulenze esterne possono essermi utili. Ma certamente non ne ho bisogno in tale misura. Ma ci sono costretto per far valere poi il mio diritto al rimborso della tassa sul CO2.

 

I proprietari d’immobili sono puniti
Accanto alla RPC, i proprietari d’immobili sono ancora penalizzati in diversi modi. La tassa sul CO2 passa da 84 franchi a 240 franchi per tonnellata. Per un’economia domestica di quattro persone abitante in un alloggio riscaldato a nafta, ciò rappresenta un onere di 2’000 franchi l’anno. Inoltre, lo Stato imporrà una marea di nuove prescrizioni e divieti che potranno andare fino al divieto dei riscaldamenti a nafta in tutta la Svizzera. E che non mi si parli più di garanzia dei diritti acquisiti! Ma non è tutto. Il Consiglio federale ha già adottato un nuovo sistema d’incentivi in materia climatica ed energetica, che provocherà degli aumenti supplementari d’imposte e prelievi sui carburanti. Questa strategia energetica totalmente fuori luogo imporrà a ogni abitante e consumatore dei costi supplementari di circa 750 franchi l’anno.
Saranno le famiglie e i proprietari d’immobili, come pure le piccole e medie imprese, a pagare il conto della Strategia energetica 2050. È ora di fermare questa politica ingiusta di stampo socialista.

Comments are closed.

« »