Strategia energetica 2050: una rovinosa economia pianificata che conduce la Svizzera in un vicolo cieco

Set 8 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1170 Visite • Commenti disabilitati su Strategia energetica 2050: una rovinosa economia pianificata che conduce la Svizzera in un vicolo cieco

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Il messaggio sulla strategia energetica 2050, che il Consiglio federale ha approvato il 4 settembre 2013, è in realtà un’accozzaglia di interventi dello Stato, di misure restrittive, come pure di tasse e prelievi che dissangueranno letteralmente l’economia e, in particolare, il ceto medio. È evidente che questo progetto non permetterà mai di raggiungere l’obiettivo mirato, ossia un approvvigionamento energetico finanziariamente sopportabile e duraturo. Nonostante le numerose reazioni negative suscitate dal progetto messo in consultazione, il Consiglio federale s’è intestardito sugli errori socialisti e dirigisti. Esso cerca d’imporre per forza al paese l’abbandono del nucleare, evitando accuratamente una votazione popolare e senza proporre la benché minima alternativa. L’UDC respinge con determinazione questo modo di procedere estremamente pericoloso.

 

Più efficienza energetica, più tasse e più prelievi: dopo due anni e mezzo di procedura, diversi prolungamenti e parecchi ritardi, il Consiglio federale ha finalmente licenziato il suo messaggio sulla strategia energetica 2050. Coloro che speravano che, a seguito delle molte risposte negative date nel quadro della procedura di consultazione, il Consiglio federale avrebbe proceduto a sostanziali adeguamenti e miglioramenti, sono rimasti delusi. Questo progetto rimane caratterizzato da misure derivanti dall’economia pianificata e da castelli in aria. Una nebbia completa regna sulla via proposta per l’abbandono del nucleare. Benché nemmeno la metà degli obiettivi possa essere raggiunta con le misure proposte, il Consiglio federale non suggerisce né dei paletti che permettano di verificare la fondatezza della strategia, né delle alternative per eventualmente cambiare opzione. Esso spera semplicemente che tutto andrà bene, senza sapere come. E ciò che manca sempre nel progetto, è una visione globale e dettagliata di tutte le fasi della strategia energetica.

 

La strategia energetica del Consiglio federale conduce la Svizzera in un vicolo cieco e minaccia la prosperità del paese. Paese povero di materie prime, la Svizzera ha assolutamente bisogno di una politica energetica che garantisca un approvvigionamento il più sicuro possibile, la massima indipendenza dall’estero, prezzi competitivi e un allineamento ai bisogni del mercato senza sovvenzioni, senza prelievi obbligatori, senza nuove imposte e tasse. L’approvvigionamento elettrico deve quindi basarsi su dei concetti realistici e sulle tecnologie disponibili oggi. La cosa più tragica in questa faccenda è che non soltanto la composizione attuale dell’approvvigionamento elettrico della Svizzera è estremamente povero di CO2, ma che in più, un approvvigionamento elettrico ben organizzato permetterebbe di sostituire una buona parte delle energie fossili importate. Perciò bisognerebbe però rafforzare la produzione elettrica, invece di diminuirla.

 

L’UDC respinge con determinazione l’idea di un’imposta ecologica, qualunque sia la sua forma o presentazione. Quest’assurdità economica non soltanto è nociva per le imprese, ma rappresenta un carico eccessivo per tutta la popolazione e, in particolare, per le regioni rurali e di montagna. Il fatto che il Consiglio federale rinvia all’anno prossimo al più presto questa decisione, senza la quale la sua strategia energetica non potrà mai realizzarsi, quindi che stacchi l’aumento d’imposta dalla prima parte della sua strategia, è decisamente rivelatore. Con questa tattica delle fette di salame indegna di una democrazia, il Consiglio federale spera che la popolazione non si renda conto che vuole creare dei precedenti a tappe, finché non sia raggiunto il punto di non-ritorno. I responsabili dello scompiglio così creato non saranno allora più in funzione da molto tempo.

 

L’UDC si batterà con tutte le sue forze in Parlamento contro la strategia proposta dal Consiglio federale e continuerà a impegnarsi per un approvvigionamento energetico sicuro e finanziariamente sopportabile.

 

 

Berna, 4 settembre 2013

 

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