Strategia energetica 2050, una cambiale in bianco!

Mag 9 • L'opinione, Prima Pagina • 184 Visite • Commenti disabilitati su Strategia energetica 2050, una cambiale in bianco!

Il consumo d’energia medio pro capite dovrà diminuire del 43% entro il 2035, i riscaldamenti a olio combustibile saranno verosimilmente banditi, la produzione di energia da fonti rinnovabili dovrà raggiungere la strepitosa cifra di 11’500 GWh annui entro il 2035 – corrisponde a circa 10 volte (!?) l’energia prodotta annualmente dalle Officine Idroelettriche della Maggia – e le emissioni di CO2 dovranno essere drasticamente ridotte ai livelli del 1990. Queste sono solo alcune misure previste nel nuovo disegno di legge approvato dalla maggioranza del Parlamento federale. Chiamati pesantemente alla cassa saranno i piccoli e medi consumatori: aumento del 55% del contributo per le energie rinnovabili da 1,5ct. a 2,3ct. al chilowattora – corrisponde a ca. 1,5 Miliardi di franchi all’anno; aumento delle tasse sul CO2 con cui la Confederazione incasserà dai 300 a 450 milioni di franchi annui; tassa sugli oli combustibili da riscaldamento che aumenterà fino a 67ct. al litro; incremento della tassa su benzina e diesel fino a 26ct. al litro; e molte altre misure draconiane. In poche parole, Signore e Signori, la fattura della Strategia energetica 2050 in votazione il prossimo 21 maggio, che lasceremo pure in eredità alle prossime generazioni, sarà salata, molto salata. Da non sottovalutare sono pure gli aspetti tecnici: saranno necessarie almeno 1’000 pale eoliche – sul San Gottardo ne sono previste 5 (!?) – come pure una superficie importantissima per gli impianti fotovoltaici. Per trasportare l’energia prodotta in modo decentralizzato, le aziende distributrici dovranno investire almeno 120 miliardi nella rete di trasporto: anche questi costi saranno evidentemente a carico dell’utente finale. I proprietari di immobili saranno obbligati ad adottare costruzioni con standard energetici molto più esigenti e a sopportarne gli oneri saranno anche gli inquilini. Si stima che la strategia energetica 2050 nel suo complesso costerà mediamente 3’200 franchi all’anno in più per economia domestica di quattro persone, per un totale di 200 miliardi sulle spalle di cittadini e imprese. Non trascurabile è pure l’indipendenza energetica del paese: un concetto utopico da raggiungere se si pensa di sostituire tutte le centrali nucleari unicamente con nuove energie rinnovabili. Quest’ultime hanno lo svantaggio di essere molto dipendenti dalle condizioni climatiche – il sole e il vento non sono costanti – aumentando di conseguenza la dipendenza dall’estero, vedi importazioni. Una cosa è però certa: i bisogni energetici dei cittadini e dell’economia non potranno essere adattati alle condizioni meteo. L’approvvigionamento energetico del paese è un tema fondamentale e strategico per il benessere di una nazione, che non può essere subordinato a speranze e sogni di un mondo perfetto. Sono personalmente favorevole a una politica energetica più sensibile all’ambiente e maggiormente aperta alle nuove energie rinnovabili, ma ciò non deve diventare una guerra ideologia contro un modello del passato che ha comunque contribuito a generare ricchezza e prosperità per un intero popolo. La Germania negli ultimi decenni ha adottato una politica energetica sul modello della strategia energetica svizzera e ora ne paga le conseguenze. Gli enormi costi sono stati messi a carico del popolo tedesco che però, a differenza di quello svizzero, non ha avuto la possibilità di deciderli. Spero che il prossimo 21 maggio gli svizzeri colgano questa opportunità, rimandando al mittente un progetto che di strategico ha ben poco, se non di dare una cambiale in bianco nelle mani del Consiglio federale e dell’Amministrazione federale, che potranno condizionare il benessere del paese solo per il fatto di voler rincorrere sogni utopici.

 

 

Piero Marchesi

Presidente UDC Ticino

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