Strategia energetica 2050 – nociva e cara per popolazione ed economia

Nov 17 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 629 Visite • Commenti disabilitati su Strategia energetica 2050 – nociva e cara per popolazione ed economia

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Il gruppo parlamentare UDC s’è riunito a Berna per preparare la sessione invernale delle Camere federali. Esso ha in particolare esaminato uno degli oggetti principali della prossima sessione, ossia la Strategia energetica 2050. I parlamentari UDC respingono chiaramente questo progetto inadeguato e addirittura nocivo. Essi presenteranno diverse proposte nel corso del dibattito nel plenum. Il gruppo UDC si oppone pure a una partecipazione della Svizzera all’Ufficio europeo di sostegno all’asilo (EASO). Una correzione della situazione insostenibile nel settore dell’asilo non passa certo attraverso strutture europee inefficaci, bensì esige delle misure indipendenti prese in Svizzera, ossia in particolare l’accelerazione della procedura d’asilo e la riduzione dell’attrattività.

Dopo un dibattito maratona di oltre un anno in seno alla commissione, la Strategia energetica 2050 del Consiglio federale è pronta per essere esaminata dal plenum del Consiglio nazionale durante questa sessione invernale. È tuttavia già sin d’ora chiaro, che questo progetto non raggiungerà gli obiettivi fissati né in termini di aumento dell’efficacia e dello sfruttamento di nuovi potenziali di produzione, né per ciò che concerne la trasformazione del sistema energetico svizzero. Il divario fra le illusioni ideologiche del Consiglio federale e i reali bisogni di popolazione ed economia è troppo grande. Il Consiglio federale, nella sua strategia, vuole proibire la costruzione di nuove centrali nucleari. La soppressione dell’energia atomica, che rappresenta circa il 40% della totalità della produzione elettrica svizzera, dovrebbe essere compensata con severe e forzate misure di risparmio, come pure con l’aggiunta di un massiccio sovvenzionamento delle energia rinnovabili quali il solare e l’eolico. Il fatto è che il primo pacchetto di misure della strategia energetica (altre seguiranno nei prossimi anni) non risponde chiaramente alla necessità di un approvvigionamento elettrico il più indipendente possibile dall’estero, finanziariamente vantaggioso e sufficiente. Il gruppo UDC critica severamente e respinge la Strategia energetica 2050 del Consiglio federale.

Regolamentazione eccessiva, divieti e nuove sovvenzioni

Le regolamentazioni eccessive, i divieti e le nuove sovvenzioni progettate avranno, quale principale effetto, quello di aumentare massicciamente il prezzo dell’energia. Ancora una volta, il ceto medio, le piccole e medie imprese e le regioni rurali ne faranno le spese. Con la malsana miscela di misure che contiene, questa strategia energetica minaccia non soltanto la prosperità del paese, ma anche l’impiego. Il divieto di certe forme d’energia, l’obbligo d’installare nuovi contatori elettrici “intelligenti” per controllare il consumo d’energia o gli inaspriti requisiti concernenti il risanamento degli immobili sono solo un inizio. I pacchetti di misure seguenti porteranno a ulteriori massicce restrizioni e a oneri supplementari, come una riforma fiscale ecologica che farà dell’energia un prodotto di lusso tassandola a oltranza. Il gruppo UDC combatte con veemenza questa procedura contorta che consiste nel proporre dapprima delle misure politiche, per poi presentarne solo a posteriori la fattura da pagare obbligatoriamente.

L’UDC s’è battuta fin dall’inizio contro questa follia regolatrice e sovvenzionistica imposta dallo Stato, impegnandosi in questo senso nei dibattiti in commissione. Le imprese e la popolazione hanno bisogno di un approvvigionamento energetico affidabile, a un prezzo vantaggioso e dipendente il meno possibile dall’estero. Questa strategia energetica distrugge a copi di mazza un sistema che ha dato buona prova di sé per decenni. Essa deve quindi essere combattuta fin dall’inizio. Oltre a una proposta di non-entrata in materia e di rinvio, l’UDC depositerà più di 80 proposte minori in questo dibattito politico importante per il futuro dell’approvvigionamento energetico della Svizzera.

NO a una partecipazione a cooperazioni inefficaci in materia d’asilo

Il gruppo UDC si oppone inoltre a una partecipazione della Svizzera all’Ufficio europeo di sostegno all’asilo (sigla inglese EASO). Il Consiglio federale deve finalmente affrontare il problema dell’asilo in Svizzera e ridurre il potere d’attrazione che questo paese esercita sui richiedenti l’asilo. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) concernente il rinvio dei richiedenti in Italia conferma ancora una volta che le convenzioni internazionali sono inefficaci di fronte ai problemi che l’asilo pone in Svizzera. L’armonizzazione dell’asilo a livello europeo, l’integrazione istituzionale e finanziaria in un organo senza avervi diritto di voto e il riconoscimento della giurisdizione della Corte di giustizia dell’UE sono inoltre indegni di uno Stato sovrano.

UDC Svizzera

Berna, 14 novembre 2014

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