Strane imposte

Apr 29 • L'opinione, Prima Pagina • 470 Visite • Commenti disabilitati su Strane imposte

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Proteggere i cittadini da imposte esagerate – molti candidati a funzioni politiche l’hanno scritto sulla loro bandiera. Ma una volta eletti, la situazione diventa tutt’altra. Le richieste allo Stato, si sa, sono illimitate, ognuno vorrebbe porre mano al denaro dello Stato (ossia il denaro degli altri). E qui ci vuole coraggio per porre dei limiti. A chi non ha voglia di rendersi sgradito, non rimane altro che aumentare le imposte o introdurre nuove tasse. La storia è ricca di esempi. 

 

L’imperatore Vespasiano, che nel 1° secolo regnava sull’impero romano, ebbe la grandiosa idea di tassare i gabinetti pubblici. Ma, notoriamente, la tendenza dei cittadini è sempre quella di evadere le imposte. Anche in questo caso, la reazione alla sgradita misura non si fece attendere: uno dopo l’altro, questi gabinetti pubblici furono chiusi, il che favorì il diffondersi di epidemie. La locuzione “il denaro non puzza” (lat. Pecunia non olet) ricorda ancora oggi la tassa imperiale.

 

L’imperatore Otto IV inventò, nel tardo Medio Evo, un’altra tassa: i cavalieri che si dedicavano al cosiddetto servizio d’amore, ossia all’esaltazione di belle donne, furono obbligati a pagare una tassa. Lo zar Ivan IV, aveva bisogno di soldi per scopi militari e, a questo scopo impose una tassa sui fucili e sul tiro. Altrettanto, lo zar Pietro il Grande, ebbe una nuova idea per procacciarsi denaro: introdusse una tassa sulla barba, su cappelli e stivali, sui bagni, sulle bare di quercia e perfino su cetrioli, noci e api. Chi portava la barba in strada doveva in ogni momento poter dimostrare di aver pagato la relativa tassa, altrimenti veniva immediatamente rasato in pubblico.

 

In atre monarchie europee ai tempi dell’assolutismo, furono imposte delle tasse sulle finestre, sulle calze e sugli zoccoli. Alla fantasia non ci sono apparentemente limiti. Anche i proprietari di carrozze e di posate in argento erano sottoposti a tasse. E con quali nuove imposte e tasse saremo confrontati nel prossimo futuro? Rimane una piccola consolazione: in una democrazia i cittadini possono, in una certa qual misura, dire la loro su quali nuove tasse debbano essere introdotte… 

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