Stop all’esplosione dei costi nell’asilo

Mag 13 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 534 Visite • Commenti disabilitati su Stop all’esplosione dei costi nell’asilo

Manfred Bühler, Consigliere nazionale, Cortébert (BE)

Manfred Bühler, Consigliere nazionale, Cortébert (BE)

La revisione della legge sull’asilo (LAsi) sarà sottoposta al popolo il prossimo 5 giugno. L’UDC combatte questo testo con il referendum, perché esso non farà che aumentare i costi della politica d’asilo e dà l’illusione che la Svizzera possa accogliere tutta la miseria del mondo. Due punti principali della riforma votata dal Parlamento creano problemi.

 

Innanzitutto, la Confederazione avrà la possibilità di espropriare dei terreni o degli edifici per sistemarvi dei centri d’asilo contro la volontà dei proprietari, comuni o vicini. Tale possibilità esiste per le autostrade e per la ferrovia, per esempio. Ma introdurre questo meccanismo nel diritto d’asilo è un attacco frontale alla proprietà privata, peraltro garantita dalla Costituzione federale.

 

Oltre 50 milioni di franchi svizzeri per gli avvocati

 

In secondo luogo, la legge prevede un avvocato gratis per ogni richiedente l’asilo. Questa disposizione rischia di complicare e allungare le procedure, perché i consulenti giuridici non avranno interesse ad accelerare le cose per i loro clienti che, la maggior parte delle volte, non hanno reali motivi giustificanti l’asilo. Questi giuristi saranno pagati in ragione di un forfeit di oltre 1’300 franchi a persona. Con quasi 40’000 domande nel 2015, ciò rappresenta un costo diretto di oltre 50 milioni di franchi, e non farà che gonfiare ancora di più quella che è ormai giusto chiamare industria dell’asilo.

 

Non è lo strumento giusto per gestire la crisi dell’asilo

 

La revisione della LAsi proposta al popolo non è lo strumento giusto per gestire la crisi dell’asilo. Essa non fa che rafforzare una nefasta cultura del benvenuto che alimenta i passatori, i quali si fanno pagare a peso d’oro il viaggio dei migranti economici, illudendo quest’ultimi di avere un futuro in Svizzera.

 

L’UDC chiede delle misure concrete per controllare le frontiere e respingere effettivamente coloro che non hanno diritto alla nostra protezione. Solo così potremo salvaguardare la nostra tradizione umanitaria e avere il posto necessario all’accoglienza di persone veramente minacciate. Perciò, il 5 giugno s’impone un NO.

 

Le spese federali per il settore dell’asilo sono cadute al loro livello più basso nel 2007 (da notare che si tratta dell’ultimo anno di funzione del consigliere federale Christoph Blocher). Da allora, questi costi sono esplosi, raggiungendo gli 1,8 miliardi  di granchi nel 2016, quindi il triplo della cifra del 2007.

 

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