Sorprese a Zurigo?

Giu 29 • L'opinione, Prima Pagina • 404 Views • Commenti disabilitati su Sorprese a Zurigo?

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Gli Zurighesi sono sorpresi in vista delle elezioni federali: il candidato al Consiglio degli Stati Roger Köppel ha davvero cominciato la sua tournée elettorale visitando ogni singolo comune del cantone e prendendo personalmente contatto con gli elettori. Prima di lui l’aveva già fatto un candidato al governo del canton Grigioni. Il socialdemocratico Claudio Lardi visitò anni fa – in effetti lo fece in bicicletta – tutti i comuni grigionesi e, guarda caso, fu eletto. Roger Köppel, presumo lo faccia in auto, ma gli auguro comunque molto successo per la sua campagna elettorale. Inoltre, dispone anche della «Weltwoche» quale eccellente piattaforma elettorale. Con le sue vaste conoscenze e la sua accurata retorica il successo delle sue apparizioni è assicurato dappertutto. Naturalmente, ciò non piace a tutti. Su Facebook, per esempio, dei veterani della sinistra sessantottina, nel frattempo ormai pensionati, devono dire la loro e in maniera tutt’altro che politicamente corretta.

Sotto la denominazione «Helvetias Helden» (eroi elvetici) e un’ingannevole foto con montagne e stelle alpine, degli pseudo-intellettuali ne dicono di tutti i colori nei riguardi di Roger Köppel, Philipp Gut, Christoph Mörgeli (tutti collaboratori della «Weltwoche») e Andreas Glarner. Si parla di una «cerchia di vecchi e inaciditi reazionari che tremano di fronte alla loro perdita di potere». Non si dovrebbe più parlare con loro né tantomeno di loro. Chi propone questo non tiene in gran conto la democrazia, perché proprio questa stabilisce che si possa discutere con opinioni divergenti. Nella pagina Facebook non mancano naturalmente i soliti raffronti con il nazismo. I citati politici avrebbero creato un clima intimidatorio, caratterizzato da denunce e da sfiducia. Gli elettori vengono definiti «miserabile marmaglia», che questi politici stanno conducendo direttamente in un regime autoritario. Qui emerge un vecchio pregiudizio della sinistra: scarsa considerazione della capacità di discernimento dei cittadini votanti, in compenso assoluta fiducia in un’élite politica che sa meglio di chiunque cosa sia bene per il popolo. Che la sinistra zurighese senta che il vento sta cambiando e che oggi soffia in ben altra direzione? Che si stia accorgendo che l’era della messa sotto tutela dei cittadini e dei loro castelli in aria di modello socialista sia giunta alla fine? E ciò non solo in Svizzera, bensì in parecchi Stati europei. Forse, se gli autori dei post in Facebook si guardassero allo specchio, scoprirebbero di essere nel frattempo diventati loro degli «amareggiati reazionari». Dopotutto, il socialismo reale ha fallito quasi dappertutto.

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