Smettiamola di “fare gli Svizzeri!”

Feb 8 • L'opinione, Prima Pagina • 182 Views • Commenti disabilitati su Smettiamola di “fare gli Svizzeri!”

Siccome l’ipocrisia non ci appartiene, ci preme dire apertis verbis, che l’elezione del rappresentante “ticinese” in CF, non ha suscitato il nostro entusiasmo. Diciamo pure che in passato, vantaggi derivanti da queste elezioni, se ne sono visti assai pochi; anzi! Spesso abbiamo avuto l’impressione che questo lembo di terra, sia stato sempre considerato – com’è tuttora – il “figlio della serva” al quale, di tanto in tanto si dà un buffetto sulla guancia e poi tutto finisce lì !

La tattica dei due piedi in una scarpa, del colpo al cerchio e uno alla botte, non ha mai suscitato la nostra ammirazione! Siamo consapevoli che il compromesso in questo paese è sovrano e va sicuramente di pari passo con una certa qual ingenuità nei confronti di coloro con i quali siamo chiamati a confrontarci: nazioni amiche? Esempio eloquente, le pressioni e le minacce esercitate dall’UE per farci sottoscrivere l’accordo-disaccordo quadro: un cappio al collo che ci strangolerà! In quanto a Elmar Brok – illustre Carneade – sarà opportuno rammentargli di pensare piuttosto alla sua sedia, perché a maggio potrebbe anche essergli tolta da sotto il suo grasso sedere!

A questo proposito, ci permettiamo di rammentare al nostro ministro degli esteri, che amicizia e rispetto debbono essere sinceri e non solo sentimenti espressi in occasione di incontri diplomatici e tavole imbandite per pantagrueliche abbuffate che lasciano il tempo che trovano e non risolvono di certo annose problematiche, come quella dell’accordo fiscale con l’Italia che non entrerà mai in vigore, anche se le promesse di marinaio si rinnovano ad ogni incontro!

Di questo “tira e molla” il nostro ministro degli esteri, anche in considerazione delle sue origini, dovrebbe essere oramai consapevole. Una tipica frase idiomatica, palesemente spregiativa, esprime chiaramente la considerazione che nel Belpaese si ha per la Svizzera e gli Svizzeri. A una persona un po’ tarda, ingenua, lenta a capire, gli si dice: “dai, non fare lo Svizzero!” Amicizia e rispetto sono tutt’altra cosa!

La Svizzera, in un lontano passato, era governata da politici che potevano  fregiarsi di questo titolo, che operavano per il bene e gli interessi dei cittadini; insomma si stava meglio! I nostri giovani avevano un futuro assicurato, il lavoro non mancava di certo e gli stipendi erano adeguati alle capacità professionali dei lavoratori. Poi, la oramai incontrollata, nefasta libera circolazione, ha ridotto il mercato del lavoro a quello attuale, che impone di accettare stipendi che in questa ricca, opulenta Svizzera non bastano mai! Ciò contribuisce all’estinzione del ceto medio, genera disoccupazione e astronomici costi della socialità, spesso a favore di gente che non ha voglia di farne e che ospitiamo senza badare a spese!

Da una decina d’anni a questa parte, complice la globalizzazione e quella stolta mania (che fa tendenza nei salotti buoni) di accogliere tutti e di spalancare porte e finestre anche a coloro che non ne avrebbero diritto, si è minata la stabilità di quella che un tempo era la nostra Svizzera, quella degli Svizzeri e per gli Svizzeri!

Oggi, grazie anche a certi pseudo-statisti (infatti, di quelli veri non ci consta di averne) l’hobby più praticato è quello di contribuire a rovinarci al pari di certi nostri vicini. Siccome pur facendo parte dell’UE sono conciati male, il politicamente corretto esige, che anche noi ci si ritrovi in analoghe, disastrate condizioni! Così,  per “metterci alla pari”, si pratica l’autolesionismo, si subiscono ricatti e s’abbassa il capo senza dignità: quella “gettata alle ortiche” dal PPD, la dice lunga! La decisione di inchinarsi al diktat disarmista che la cricca di Bruxelles vorrebbe imporci, non ci meraviglia affatto! È comportamento caratteristico di questo partito: alla faccia delle peculiarità svizzere!

Intanto, a proposito di autoflagellazione, a rimetterci tocca poi a buona parte della popolazione e se non si fa parte dell’Olimpo, spesso si è costretti a praticare ulteriori buchi nelle cinture dei pantaloni. Lo Stato intanto succhia ingordamente, emulando  un tristemente noto conte della Transilvania. L’importante è potersi profilare all’estero come “primi della classe” in fatto di pacchiana generosità. Si spende e si spande allegramente, ma per i nostri, i “braccini corti” sono una consuetudine!

Il “chiedi e ti sarà dato” è un dogma che – per gli altri – bisogna onorare a tutti i costi, anche se a scapito degli autoctoni. Ci si viene a dire che probabilmente – poiché mancano i fondi – dovremo lavorare fino all’età di Matusalemme, prima di poterci godere la meritata quiescenza. Chissà, forse 1,3 miliardi concessi senza contropartita – e altri sostanziosi “aiuti” in favore di paesi agli antipodi – avrebbero permesso di fessurare le crepe che minacciano la stabilità del 1. pilastro: l’AVS, tanto per intenderci!

Ultimamente è di moda cianciare a sproposito di “diritti umani”, che vanno assolutamente rispettati, come se in Svizzera non fossero garantiti! Sappiamo che questo paese di cuccagna ospita e protegge (sic!) ex jihadisti, terroristi tagliagole, pagando loro perfino rendite AI, a volte rifiutate a nostri lavoratori infortunatisi!

Di espellere questi criminali non se ne parla! La CEDU non lo permette, l’ONU nemmeno! Se poi lo facessimo, kompagni, figli e figlie di Maria, darebbero in escandescenze!

Nonostante abbiano trucidato, violentato e arso vive un considerevole numero di persone, bisogna assolutamente garantire a queste belve  i “diritti umani”, altrimenti la nostra reputazione all’estero ne risentirebbe! Il CF, terrorizzato e a rischio latente di “farsela sotto” a causa delle possibili reazioni, fa lo struzzo e preferisce privarci di un diritto sacrosanto: la sicurezza di un intero paese! Siamo alle comiche e c’è chi se la ride a crepapelle alle nostre spalle!

Auspichiamo sinceramente che la si smetta, una volta e per tutte, di “fare gli Svizzeri”, cominciando finalmente ad affilare le armi!

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