Siria: gli sviluppi dopo la fine della tregua

Ott 9 • L'opinione, Prima Pagina • 556 Views • Commenti disabilitati su Siria: gli sviluppi dopo la fine della tregua

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

Non si ferma il bagno di sangue in Siria. La precaria tregua sponsorizzata dai governi americano e russo è terminata lunedì in maniera prematura. Lo stesso giorno è stato colpito da bombardamenti un convoglio di aiuti umanitari delle Nazioni Unite diretto ad Aleppo, causando venti morti. Sulle difficoltà del cessate-il-fuoco, Andrea Walton ha intervistato Stefania Azzolina, analista esperta di Medio Oriente e Nord Africa presso il Centro studi internazionali di Roma:

R. – Di fatto, l’accordo è crollato sul campo militare, riproponendo la grande peculiarità e allo stesso tempo criticità del conflitto siriano, che vede attori sia locali che regionali e internazionali perseguire ognuno il proprio interesse. Da lì, la difficoltà di trovare una sintesi che possa accontentare tutti.

D. – Le Nazioni Unite hanno annunciato oggi la ripresa degli aiuti umanitari: qual è la strada per garantirli in maniera efficace e sicura?

R. – Ci vorrebbe un accordo sul cessate-il-fuoco: questo creerebbe le condizioni di sicurezza necessarie affinché le Nazioni Unite possano svolgere questo tipo di funzione. Come abbiamo visto, in questo momento tali condizioni di sicurezza sembrano non essere, almeno appunto nella zona di Aleppo, garantite.

D. – Potrebbe essere utile una “no-fly zone” nel nord della Siria?

R. – Sì, perché no. Anche se, al di là della “no-fly zone”, l’elemento più critico rimangono i combattimenti sul terreno. Se si guarda al caso di Aleppo, infatti, nel momento della dichiarazione dell’ultima tregua, di fatto si è creata una situazione di criticità per il passaggio dei convogli destinati nelle aree di Aleppo maggiormente colpite dalle forze presenti sul terreno: quindi tra i ribelli e, dall’altra parte, gli uomini dell’esercito di Assad, che hanno avanzato reciproche richieste affinché i convogli potessero passare, creando così una situazione di stallo.

D. – Si riuscirà nel futuro immediato a garantire un accesso universale per gli aiuti umanitari alla popolazione siriana?

R. – È difficile da prevedere in questo momento. Molto dipenderà da quelli che saranno, da qui alle prossime settimane, le evoluzioni dello scenario militare sul campo. Certo è che esiste la necessità di parlare con gli attori presenti nelle varie zone territoriali, cercando di strappare un accordo che crei quelle condizioni volte ad aiutare una popolazione che si trova in una fase di grande, grande criticità.

D. – Quali dovranno essere i capisaldi per un processo di transizione pacifico in Siria?

R. – Quello che colpisce in questo momento è l’assenza degli attori locali. Mi riferisco quindi ai gruppi ribelli – anche se bisogna sempre fare una differenziazione tra gruppi ribelli moderati e gruppi ribelli di fatto terroristici – e, dall’altra parte, alle forze appartenenti all’esercito siriano. Il presupposto deve essere anche un incontro diretto tra le parti in causa e non solo un incontro a livello internazionale che veda tutte le grandi potenze o le potenze regionali coinvolte nel conflitto, ma non i rappresentanti locali. 

(Da radio Vaticana)

 

Roma, ragazzo 21enne aggredisce passeggeri a bordo di un autobus

(Indirizzata a chi vuole entrare in Europa. Italia, migranti e criminalità senza freno, N.d.R.).

 

È stato arrestato dalla polizia un ragazzo di 21 anni dopo aver aggredito con calci e pugni alcuni passeggeri a bordo di un autobus a Roma.

È successo ieri mattina in via Fosso di Santa Maura, dove gli agenti del commissariato Romanina, durante il normale giro di controllo, hanno avvistato un uomo che all’improvviso veniva scaraventato fuori da un autobus, mentre un ragazzo lo picchiava con violenza.

Secondo i racconti dei passeggeri a bordo dell’autobus, l’uomo era salito sul veicolo già in un evidente stato di agitazione. Poco dopo aveva iniziato a prendere a male parole una donna e aveva tirato uno schiaffo a un ragazzo che cercava di tranquillizzarlo.

A quel punto un altro passeggero aveva cercato di calmare il ragazzo che ormai aveva del tutto perso le staffe. Infatti l’assalitore scagliandosi contro il passeggero, ha iniziato a prenderlo a calci e pugni, scaraventandolo fuori dal veicolo.

Nemmeno con il repentino intervento delle forze dell’ordine il ragazzo è riuscito a calmarsi: infatti, gli agenti hanno faticato a rendere inoffensivo l’uomo, che in un evidente stato di ebbrezza continuava a inveire e sputare, cercando di liberarsi dalla presa dei poliziotti.

Una volta trasportato in ospedale, l’assalitore è risultato positivo al test antidroga.

Il ragazzo è poi stato accompagnato in questura e arrestato per violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni plurime aggravate e interruzione di pubblico servizio.

(da Il Giornale.it)

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Roma: pestaggio sulla metro B per una sigaretta, grave un 37enne

Increscioso episodio di violenza nel pomeriggio di ieri a Roma, all’interno di un vagone della metropolitana B che si stava fermando alla fermata Bologna. Una donna e suo figlio di 37 anni sono stati infatti vittime di un pestaggio da parte di due casertani di 24 e 26 anni.

A scatenare la furia della coppia le rimostranze di madre e figlio, che avevano chiesto ai due di spegnere le sigarette che stavano fumando, in una zona nella quale è palesemente vietato.

L.R. e A.S., queste le iniziali dei due assalitori, hanno rifiutato di acconsentire alla richiesta, e da lì è nato un diverbio che è sfociato nel pestaggio: saltati addosso a madre e figlio, i casertani li hanno tempestati di calci e pugni.

Il 37enne ha avuto la peggio e ora è ricoverato in coma all’ospedale Umberto I, dove è in cura per una frattura alla scatola cranica e un’emorragia cerebrale. La sua prognosi resta riservata. La madre invece ha riportato varie lesioni, per le quali ha ricevuto una prognosi di otto giorni.

Gli agenti di polizia del commissariato di San Lorenzo e Porta Pia sono stati avvertiti dalla sala operativa, ma quando sono arrivati sul posto i due assalitori, che avevano gravi precedenti penali, si erano già dileguati. Per fortuna le descrizioni fornite dai testimoni oculari hanno permesso di rintracciarli in tempi brevi.

Fermati dalle autorità, i due si sono mostrati riottosi, con A.S. che ha rifiutato di dare le proprie generalità, tentando prima di divincolarsi e poi colpendo l’auto della polizia. Arrestati, i due sono accusati di tentato omicidio in concorso con l’aggravante dei futili motivi.

(da Leonardo.it News 19 settembre)

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Brescia: “‘Ndrangheta, camorra e Sacra corona al servizio logistico dei narcotrafficanti albanesi”

Aveva una “contiguità” con le tre mafie italiane l’organizzazione transnazionale di trafficanti di droga colpita dall’operazione “Ring New” della Guardia di finanza di Brescia che ha portato a 99 arresti e a maxi sequestri di cocaina, hashish e marijuana in Italia e in Europa. Al centro dell’indagine durata più di cinque anni, coordinata dalla Dda bresciana, un articolato gruppo criminale albanese in grado di dialogare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, con le più temibili organizzazioni mafiose italiane: la ‘ndrangheta calabrese, la camorra campana e la Sacra corona unita pugliese. Che non si facevano la guerra, anzi collaboravano al traffico di droga che dai Paesi produttori arrivava in Italia a tonnellate ogni mese, dall’Albania alle coste della Puglia e della Calabria, o via terra dal nord Europa dopo lo scalo in Spagna per la cocaina proveniente dal Sud America.

(da Il fatto Quotidiano)

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