Signora Sommaruga, noi tiratori, verremo di nuovo a Berna!

Mag 20 • L'opinione, Prima Pagina • 247 Views • Commenti disabilitati su Signora Sommaruga, noi tiratori, verremo di nuovo a Berna!

E non sarà una visita di cortesia, bensì di protesta come quella del 1993! A proposito, Lei dov’era, si dilettava a strimpellare il suo pianoforte? Una cosa è certa: questa volta saremo molti di più, poiché a dirla volgarmente, adesso cominciamo ad averne le tasche piene e altre parti anatomiche sature degli arroganti diktat e ingerenze che giungono da Bruxelles! La Svizzera ha una lunga tradizione. La pratica del tiro sportivo è fra le discipline più praticate in questo paese. I nostri soldati, da sempre, si portano l’arma d’ordinanza a casa. Poi ci sono i collezionisti, mentre dall’altra parte della barricata, ci stanno i delinquenti, quelli che le armi le usano, ma non al poligono! Le spianano sempre più frequentemente nella fascia di confine, dove le rapine a mano armata non si contano più! Da noi, grazie alla multinazionale del buonismo, del garantismo e del politicamente corretto, la situazione arrischia di diventare analoga a quella italiana. Caino, grazie a un codice penale risibile, è più tutelato di Abele, che deve subire e spesso anche pagare! Altro che lanciare lai per la chiusura dei valichi doganali durante le ore notturne! In quanto al famoso e inutile “registro delle armi” che si vorrebbe introdurre, verrebbe a costare un occhio. Ci hanno provato i britannici, poi hanno capito che non serve a niente, perché le armi usate dai delinquenti, si possono acquistare al mercato nero, che fiorirà ancora di più se si dovessero imporre ulteriori restrizioni! La subdola complicità con l’UE del dipartimento diretto dalla signora Sommaruga, è palese! Infatti sta brigando per adottare quale legge federale, le assurde, quanto inaccettabili norme UE in fatto di detenzioni delle armi. Non lo permetteremo! Siccome non siamo nati ieri, ci sorge il dubbio che questa strategia, che mira al disarmo totale della popolazione, sia indotta dal timore che un giorno, a furia di “tirare la corda”, essa si possa spezzare e che la gente si ribelli ai lupi camuffati d’agnelli, che cianciano di democrazia, ma che sono pronti a farne un unico boccone! Signora Sommaruga: faccia presente al suo mentore che siede a Bruxelles, che noi svizzeri, non rinunceremo mai al diritto di detenere armi e che, malgrado l’elevato numero di quelle in circolazione, la delinquenza in Svizzera è assai contenuta e quando si manifesta è purtroppo e solitamente “prodotto” d’importazione! Ovviamente, il diritto di difendersi è legittimo e umano! A meno di essere votati al sacrificio o essere autolesionisti, nel caso ci dovesse capitare, non staremo a cogitare se l’intruso entrato in casa è armato o no; reagiremo senza pensarci due volte, poiché il “pensare due volte” potrebbe costarci la vita. Siamo convinti che un processo (per eccesso di legittima difesa?) sia comunque sempre meglio di un funerale! Ma il politicamente corretto non lo permette, quindi bisogna fare in maniera che a rimetterci sia piuttosto l’onesto cittadino, che ha osato, magari con la sua arma d’ordinanza, difendere i propri cari e i suoi beni! Sia chiaro, checché ne dica l’ancella di Juncker: lo Stato ha il dovere di occuparsi di ciò che decide il Sovrano e non di, citiamo: ” ostacolare e controllare l’accesso alle armi nel miglior modo possibile” (fdc)

Nel “miglior modo possibile”, semmai, lo Stato deve onorare la Costituzione!

Gentile signora Sommaruga: in attesa di renderle visita a Berna, si sieda al suo pianoforte e cerchi di non maltrattare più di quel tanto, il grande Chopin!

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