Signora Markwalder: sicura di stare bene?

Lug 9 • L'opinione, Prima Pagina • 1121 Views • Commenti disabilitati su Signora Markwalder: sicura di stare bene?

Drake

Siamo decisamente preoccupati per lo stato di salute della signora Christa Markwalder. Infatti le esternazioni della “presidenta” del Nazionale a proposito della Brexit, lasciano a dir poco basiti! Che la signora sia una europeista convinta, diciamo pure dichiarata, non ci piove, ma noi non siamo disposti, onde soddisfare le smanie di certi nostri politicastri oramai schiavi di Bruxelles, a venderci la nostra libertà e indipendenza per un piatto di lenticchie. La vogliono capire, questi signori, sì o no? Probabilmente no!

E allora, a questi “zerbini” al servizio dell’UE, bisogna porre qualche domanda.

Secondo voi, stuoini turbo europeisti, quali sono i motivi che hanno spinto la “perfida Albione” a lasciare l’osceno partouze?  

E ancora: perché altri paesi hanno l’intenzione di fare altrettanto?

Se l’UE fosse il Paradiso terrestre, la Terra promessa, potremmo comprendere cotanta attrazione, ma sappiamo benissimo che questa ammucchiata di paesi non è propriamente un Eden, ma un covo di affaristi ingordi, prepotenti, che temono la democrazia più della peste bubbonica!

Ciò dovrebbe far riflettere, a meno che il cervello sia stato allocato da tutt’altra parte e la fregola europeista, da parte degli arrapati e arrapate di nostra conoscenza, sia causata da qualche potente” stimolante” afrodisiaco per aumentare le prestazioni: ovvero meri interessi personali con l’intento di riempirsi la pancia! A questo proposito, la Signora Markwalder dovrebbe saperne qualcosa; mai sentito parlare di Kazakistan?

Il mantra per un’eventuale adesione da parte della Svizzera all’UE, le velate minacce di finire con le pezze sul sedere qualora ci si ostinasse – come auspichiamo – a rifiutarla, sono subdole provocazioni e un preoccupante sintomo indicante che la volontà popolare è oramai considerata quantité négligeable, roba da rozzi, incolti populisti!

A proposito: anche Juan Domingo Peron, tanto per citarne uno, era considerato un “populista”, ma si è comunque dimostrato un grande statista. Da noi di veri statisti nemmeno l’ombra; dobbiamo accontentarci di ciò che passa il convento e i risultati purtroppo si vedono!

Preoccupante caso d’imbecillità conclamata! Sta crollando tutto e che cosa ci si viene a proporre?  Di soccombere – dopo lo squillo delle trombe britanniche – sotto le mura di Gerico! Intanto in Austria si dovrà rivotare, poiché qualcuno ha intrallazzato nei seggi elettorali, pur di non far vincere l’odiata destra, quella – per intenderci – che potrebbe decidere d’imitare i Britannici. Probabilmente gli Austriaci sono meno boccaloni di noi svizzeri e non sono minimamente disposti a farsi abbindolare dalle lusinghe delle sirene europeiste.

Questa frase, pronunciata dal presidente della Corte costituzionale austriaca,  Gerhrart Holzinger, dovrebbe far riflettere i nostri “campioni” in fatto di democrazia, citiamo: “Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La nostra sentenza deve rafforzare il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia” (fdc)

“Stato di diritto, Democrazia” e non inchini a 90° per compiacere chi sappiamo e buttare alle ortiche oltre 700 anni di Storia!

Insomma: altro motivo di preoccupazione per Bruxelles e un ulteriore scossone al “gigante” dai piedi d’argilla. Intanto a Berna si sta tentando in tutti i modi di edulcorare l’esito della votazione del 9 febbraio (quella che non abbiamo capito!)  naturalmente con l’intento di non irritare Juncker & Company, altrimenti ci fanno la bua! E lo chiamano Governo!

Gentile signora Markwalder, dia retta! Si conceda una pausa. Lo stress può giocare brutti scherzi: le consigliamo di non sottovalutarli!

 

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