SÌ all’esercito – SÌ alla sicurezza per tutti

Mar 7 • In terza • 1066 Visite • Commenti disabilitati su SÌ all’esercito – SÌ alla sicurezza per tutti

Foto Gripen 2

Iniziata la campagna di voto a favore del Gripen

 

Garantire la sicurezza per il paese e per gli abitanti è uno dei compiti centrali dello Stato, ed è codificato fra i primi nella nostra Costituzione. Uno sguardo sul mondo, tuttavia, dimostra che l’insicurezza globale è aumentata. La Svizzera ha quindi ancora di più bisogno di un esercito credibile, che sia in grado di proteggere anche lo spazio aereo. Il comitato “SÌ al Gripen” ha perciò presentato a Berna i suoi argomenti a favore di un indispensabile rinnovamento dell’aeronautica militare quale parte importante della difesa nazionale. Solo con un SÌ alla Legge sul Fondo Gripen il 18 maggio 2014 si può garantire nei prossimi anni la sicurezza dello spazio aereo, e così del paese e della gente.  

 

L’esercito non si può basare sui “periodi di bel tempo”. Esso deve essere attrezzato in modo che la sicurezza del paese e della gente possa essere garantita anche in situazioni straordinarie. Nessuno sa come si presenterà la situazione politica della sicurezza già fra soli 10 anni, per non parlare dei prossimi 20 o 30 anni. Per il comitato “SÌ al Gripen” è chiaro che, proprio per questo, la sicurezza dello spazio aereo è più importante che mai. Le forme moderne di minaccia quali gli attentati terroristici, ma anche i possibili conflitti, avvengono oggi in particolare dall’aria e nell’aria. L’importante ruolo della Svizzera quale Stato sovrano e neutrale, che offre in continuazione piattaforme per colloqui di pace (per es. fra parti in conflitto), di sviluppo duraturo (per es. conferenze internazionali) e prospettive economiche (per es. L’incontro annuale WEF), è reso possibile soltanto da una protezione aerea e da un servizio di polizia aerea credibili e autonome.

 

Costi sostenibili

Fino agli anni ’90, la Svizzera aveva circa 300 aerei da combattimento. Oggi, l’aeronautica svizzera ne ha a disposizione soltanto ancora 86: 32 F/A-18 e 54 F-5 Tiger. Senza l’acquisto dei Gripen, a fine 2017 l’esercito disporrebbe ancora di 32 aerei moderni, ossia un decimo dell’effettivo su cui poteva contare 25 anni fa. Per un’efficienza e una capacità di resistenza adeguate occorrono quindi assolutamente 22 nuovi aerei. L’acquisto con accessori, armamento e infrastruttura costa 3,126 miliardi di franchi e avviene tramite il preventivo ordinario dell’esercito, senza necessitare di risparmi altrove. Ciò è possibile perché dal preventivo ordinario dell’esercito, per dieci anni 300 milioni di franchi (0.04-0.05% del preventivo della Confederazione) andranno annualmente ad alimentare un apposito fondo. Il comitato fa pure notare a questo proposito,  che le spese per la difesa sono state ridotte dal 1990 da 6 miliardi di franchi l’anno a 4,4 miliardi (2012). Ma senza investimenti in equipaggiamenti moderni, la sicurezza del paese e della gente non si può garantire. Anche il tetto di una casa, di tanto in tanto, deve essere rinnovato, altrimenti avrà delle infiltrazioni d’acqua e infine crollerà. L’acquisto dei nuovi aerei Gripen è perciò un investimento assolutamente necessario.

 

La sicurezza comincia in aria

Gli aerei da combattimento sono un mezzo decisivo per la sorveglianza e il controllo dell’aviazione civile nei compiti di polizia aerea, come pure nella difesa dello spazio aereo in caso d’emergenza. Gli aerei entrano in azione quasi ogni giorno. Anche per una capacità d’intervento 24 ore su 24, come è stato oggetto di discussione nelle ultime settimane, occorre un’aeronautica militare efficiente con aerei moderni. Perché la sicurezza del paese e della gente comincia oggi nell’aria.

 

La Svizzera deve potere anche in futuro proteggere e, se del caso, difendere il suo spazio aereo – quale tetto sul paese e sulla gente. Perciò, il 18 maggio 2014: SÌ alla sicurezza – SÌ all’esercito – SÌ alla Legge sul Fondo Gripen.

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