Sguardo ai programmi della prossima stagione

Lug 26 • Sport e Cultura • 1179 Visite • Commenti disabilitati su Sguardo ai programmi della prossima stagione

 

È sempre un piacere dare uno sguardo ai programmi dei teatri e delle organizzazioni concertistiche. Sembra di anticipare le soddisfazioni che potranno darci. Senza dubbio molti cartelloni pubblicati recentemente costituiscono promesse di considerevoli godimenti artistici.

 

 

 

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Le Settimane musicali di Ascona presentano il primo programma allestito dalla nuova direzione. La manifestazione rimarrà sostanzialmente nell’ambito delle linee tradizionali, che hanno fatto buona prova per tanti anni. Tra il 29 agosto e il 18 ottobre ci saranno quattordici concerti, con una certa prevalenza della musica sinfonica su quella da camera. L’inaugurazione verrà affidata come di consueto a una orchestra di grande fama, che questa volta sarà la City of Birmingham Symphony Orchestra, diretta da Andris Nelsons, con la partecipazione della soprano Kristine Opolais, una cantante che nell’autunno scorso raccolse ampi consensi come Yenufa all’Opernhaus di Zurigo; per le Settimane musicali di Ascona eseguirà i Wesendonck-Lieder di Wagner. Nella stessa serata si ascolteranno l’ouverture “Romeo e Giulietta” di Cajkovskij e l’ottava sinfonia di Dvorak. L’Orchestra della Svizzera italiana sarà presente, come in passato, con tre concerti. Non mancheranno “I Barocchisti” e il Coro della Radiotelevisione svizzera, sotto la direzione di Diego Fasolis, che faranno conoscere “The Judgment of Paris” di Sammartini. Una interessante novità costituiranno i due concerti “Serie Giovani”; presenteranno il pianista Jonathan Biss la prima serata e l’”Apollon Musagete Quartet” la seconda. Ci sarà anche una conferenza di un musicista illustre, il pianista Alfred Brendel.

 

 

 

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A Chiasso, per rimanere in Ticino, la parte della nuova stagione al Cinema Teatro dedicata alla musica classica non sarà particolarmente estesa. È vero che nel programma spiccano due serate con pianisti di fama internazionale, il consueto concerto lirico e una rappresentazione pomeridiana del “Barbiere di Siviglia” di Rossini. Ma tutto sommato mi sarei aspettato qualcosa in più. Nel Ticino c’è un conservatorio di musica avente un ottimo prestigio e forse, attingendo ai musicisti che lo frequentano, si potrebbero organizzare alcuni concerti di buona qualità e a costo basso. In tal modo il programma potrebbe acquisire una maggior consistenza e continuità su tutto l’arco della stagione. Per quanto concerne la danza sarà particolarmente gradita la presenza di artisti provenienti dalla compagnia di Amburgo, una delle migliori d’Europa, grazie al lavoro svolto per decenni da John Neumeier. Un altro ospite importante sarà  la compagnia di Bucarest, la quale presenterà alcuni dei più celebri passi a due. Tornerà il Balletto di Milano, questa volta con una versione particolare dello “Schiaccianoci”.

 

 

 

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Alla Scala la stagione comprenderà sedici spettacoli, dieci di opere e sei di balletto. Otto saranno i nuovi allestimenti. Dominano i melodrammi italiani. È giusto che il maggior teatro della Penisola si dedichi in modo speciale alla produzione operistica nazionale, senza dubbio la più gloriosa e la più apprezzata in tutto il mondo. D’altro lato la Scala non vuole trascurare quanto nei secoli si è fatto e si fa in altre nazioni. Trovare l’equilibrio non è facile con un cartellone limitato a dieci titoli. Inoltre in molte città, anche meno grandi di Milano, esiste un secondo e in certi casi perfino un terzo teatro d’opera, il che permette di ampliare e variare l’offerta. L’apertura avverrà con “La traviata”, diretta da Daniele Gatti. Per quanto concerne la danza ci sarà largo spazio per i grandi balletti tradizionali a serata intera. Splendida è la lista dei ballerini e delle ballerine, comprendente, tra molti altri, Svetlana Zakharova, Natalia Osipova, Polina Semionova, Ivan Vasiliev e Friedemann Vogel.

 

 

 

Grande è l’attesa per l’arrivo del nuovo sovrintendente Pereira. Quali saranno le sue preferenze? A Zurigo, dove resse le sorti dell’Opernhaus per molti anni, mostrò un vivo interesse per il melodramma italiano. Si è sempre adoperato, inoltre, per raccogliere compagnie di canto di livello internazionale. Forse questo orientamento non piaceva a tutti nella città della Limmat, ma è probabile che il pubblico milanese, invece, lo apprezzi e lo gradisca.

 

 

 

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Il Teatro Sociale di Como, che festeggia i duecento anni di esistenza, si limita all’abituale stagione di cinque opere, che verranno eseguite, come di solito, anche in diverse altre città lombarde. Certamente è notevole che si dia uno dei melodrammi più impegnativi di Verdi (l’”Otello”) e che si abbia avuto il coraggio di mettere in cartellone anche un lavoro di Wagner (“Il vascello fantasma”) ma per una ricorrenza così importante era lecito aspettarsi parecchio in più, soprattutto considerate le grandi tradizioni del Teatro. È facile prevedere l’obiezione: i soldi non abbondano e c’è da essere contenti che si sia arrivati almeno fin lì. Speriamo che le esecuzioni siano all’altezza delle glorie passate e che sul piano visivo non avvengano gli sbandamenti ai quali si dovette assistere in diversi allestimenti degli ultimi tempi.

 

 

 

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Se si guarda l’elenco dei titoli inclusi nella stagione 2013/2014 dell’Opernhaus di Zurigo non si può non esprimere ammirazione per la ricchezza e la varietà dell’offerta: opere del grande repertorio, opere eseguite raramente, opere moderne, prime assolute. Purtroppo nella mente di chi scrive circola il timore che i registi sconvolgano i melodrammi e rendano poco godibili le esecuzioni. Sembra che non esistano limiti alle licenze di costoro. Per esempio nella recente edizione della “Straniera” di Bellini il coro iniziale, che ha carattere gioioso in quanto precede una celebrazione nuziale, è stato impostato come evento  tragico, portando in scena – chissà perché – il cadavere dello sposo e facendolo risuscitare (morrà poi di nuovo, questa volta definitivamente, alla fine dell’opera).

 

 

 

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Il Lucerne Festival offrirà come sempre una serie di concerti affidati alle migliori orchestre del mondo, a direttori celebri ed a solisti non meno famosi. Ma nella prossima rassegna l’interesse si appunta sull’esecuzione dell’”Anello del Nibelungo”. Un omaggio a Wagner, nel duecentesimo anniversario della nascita, era doveroso, se si pensa che il compositore passò una parte notevole della sua vita a poca distanza dalla città. Così per la prima volta la musica dell’intero ciclo verrà eseguita a Lucerna. Suoneranno i Bamberger Symphoniker e la Bayerische Staatsphilharmonie sotto la direzione di Jonathan Nott. Naturalmente le quattro opere verranno presentate in forma di concerto. Questa scelta è dovuta all’assenza, a Lucerna, di un teatro in grado di ospitarle. Non è dovuta invece, si è affrettato a precisare il sovrintendente Michael Haefliger in una intervista alla rivista inglese “Opera”, a ragioni polemiche, come avviene in qualche caso in Germania, dove la forma senza scene e senza costumi viene adottata per non disgustare la parte del pubblico che rifiuta gli allestimenti sconvolgenti venuti di moda nei nostri tempi.

 

 

 

Carlo Rezzonico

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