Scandalo nella politica svizzera della famiglia

Nov 6 • Lettori • 1289 Views • Commenti disabilitati su Scandalo nella politica svizzera della famiglia

Quale cittadino, e quindi parte del sovrano svizzero, considero uno scandalo che il Dipartimento delle finanze, rispettivamente l’apparato amministrativo a Berna, lavorino a un cambio di sistema nella politica svizzera della famiglia e dei bambini, in pratica a una sua rielaborazione. Ciò è stato comunicato dalla ministra delle finanze Widmer-Schlumpf in un’intervista al Sonntagsblick del 3 novembre 2013. Nella stessa, la ministra delle finanze si presenta quale ministra della famiglia, nonostante che – al contrario dell’UE – nel governo federale svizzero non esista tale titolo.

Inoltre, la politica della famiglia è in primo luogo competenza dei partiti e del parlamento, e non una faccenda della burocratici funzionari di Berna.

La consigliera federale Widmer-Schlumpf vuole, secondo le sue dichiarazioni, introdurre un nuovo sistema di assegni familiari, invece delle deduzioni fiscali. Il Dipartimento delle finanze sta lavorando a un progetto in questo senso e presenterà l’anno prossimo il relativo rapporto al parlamento. A mio avviso, ciò costituisce un orientamento totalmente sbagliato del sostegno alle famiglie nel nostro paese.

Quale padre di tre figli ormai adulti, posso parlare con cognizione di causa. Inoltre, sarebbe sbagliato se la famiglia, invece delle attuali deduzioni fiscali, fosse indirizzata mediante una politica di sussidi in una direzione simile a quella in vigore in Francia. Lì, dimostrando di avere un numero sufficiente di figli, si può praticamente rinunciare per lungo tempo a svolgere un’attività professionale.

Tale pensiero antisvizzero – erede delle idee sessantottine – è a mio avviso da combattere con tutti i mezzi.

Inoltre, Widmer-Schlumpf si contraddice da sola nella sua recente intervista al Sonntagsblick. “Lo Stato non può avvantaggiare un determinato modello di vita”, ha detto. Ma questo è invece il caso dal 2009, quando il parlamento a Berna ha deciso a favore delle deduzioni per la cura dei figli e delle deduzioni fiscali per le famiglie che affidano l’accudimento dei figli a terzi e dietro pagamento. L’iniziativa dell’UDC – sostenuta in modo determinante anche da parte del PPD – non è quindi nient’altro che uno ristabilimento della parità di trattamento per le famiglie che accudiscono esse stesse ai propri figli, senza per questo aver diritto ad alcuna deduzione fiscale.

Perché la consigliera federale Widmer-Schlumpf si oppone all’iniziativa a favore delle famiglie con una massiccia campagna mediatica? Da una parte, quale ministra delle finanze, per motivi di politica finanziaria in quanto si minaccia un calo del gettito fiscale, dall’altra perché questa iniziativa è stata lanciata dall’UDC e quindi viene respinta dal partito di Eveline Widmer-Schlumpf, il PBD. I cittadini maggiorenni potranno decidere il 24 novembre sull’iniziativa a favore delle famiglie. C’è da sperare che non danzeranno al suono dei tamburi, pifferi e zampogne bernesi, bensì che esprimeranno autonomamente la propria opinione.

 

Theo Biedermann, Cham

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