Revisione sbagliata della legge sull’asilo

Ott 14 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 596 Visite • Commenti disabilitati su Revisione sbagliata della legge sull’asilo

Gregor A. Rutz Consigliere nazionale UDC/ZH

Gregor A. Rutz
Consigliere nazionale UDC/ZH

La prospettiva di beneficiare di una protezione giuridica incondizionata e gratuita rende la Svizzera ancora più attrattiva per i migranti.      La situazione nel settore dell’asilo è preoccupante: i flussi migratori provenienti dall’Africa e dal Vicino Oriente non cessano di aumentare e le infrastrutture d’accoglienza europee sono vieppiù sovraccariche. I controlli alle frontiere non sono più possibili e le regole dell’asilo non vengono più applicate. Sono mesi che l’UDC mette in guardia contro questa evoluzione. Per porvi rimedio non serve rivedere delle leggi. È a livello d’esecuzione che bisogna finalmente accelerare le cose. Bisogna anche smettere di aumentare l’attrazione che la Svizzera e gli altri paesi europei esercitano sui migranti. Sia la “cultura del benvenuto” praticata ufficialmente dalla Germania, sia gli avvocati gratis previsti dalla nuova legge svizzera, si basano su concetti totalmente sbagliati. Era perciò indispensabile che l’UDC lanciasse un referendum contro la revisione della legge sull’asilo.   Dei fatti evidenti sono ignorati e dei problemi sono minimizzati nell’attuale dibattito sull’asilo. La realtà è che l’accoglienza di rifugiati è tutt’altra cosa dell’afflusso di centinaia di migliaia di migranti illegali. Ed è proprio il secondo fenomeno che si sta producendo attualmente in Europa, anche se molti si rifiutano di ammetterlo. Il trattato di Dublino non ha mai funzionato e, al più tardi entro quest’anno, la maggioranza avrà finalmente capito che anche l’accordo di Schengen è condannato al fallimento. Di fronte all’assalto proveniente dai Balcani, è diventato impossibile proteggere le frontiere esterne e registrare correttamente gli immigranti.   La dichiarazione della cancelliera tedesca Angela Merkel, invitante un numero illimitato di persone a venire in Europa, ha provocato due gravi problemi: da una parte, ha suscitato speranze presso un numero enorme di persone che, il più spesso senza alcuna giustificazione valida, desidera installarsi in Europa e farsi mantenere dai poteri pubblici; dall’altra, la sicurezza interna è vieppiù minacciata da un crescente numero d’individui che soggiornano illegalmente nello spazio di Schengen e le cui intenzioni sono imprevedibili.   L’obiettivo è chiaro: NO agli avvocati gratis!   Non c’è bisogno di riflettere a lungo sulle misure da adottare: solo la reintroduzione dei controlli alle frontiere, un’esecuzione rigorosa delle decisioni di rinvio e l’applicazione sistematica delle leggi in vigore permettono di garantire l’ordine e la sicurezza. Ma il Consiglio federale fa l’esatto contrario, prendendo tutte le misure possibili e immaginabili per aumentare l’attrazione che la Svizzera esercita sui migranti quale paese di destinazione.  Il diritto a un consulente giuridico e a un rappresentante legale gratis accordato a tutti i richiedenti l’asilo dalla rinnovata legge sull’asilo ne è un chiaro esempio.   A titolo di “misura accompagnatoria all’accelerazione della procedura”, il Consiglio federale vuole creare il diritto a un consulente giuridico e a un rappresentante legale gratis per tutti i richiedenti l’asilo. Un diritto incondizionato a un patrocinio legale gratuito è una novità assoluta nel sistema legale svizzero. Esso aumenterà per forza di cose il numero dei ricorsi, allungherà le procedure e provocherà alti costi supplementari.   Il diritto a un accesso gratuito alla procedura giudiziaria è supposto garantire che chiunque possa ricorrere alla giustizia, anche se gli mancano i mezzi finanziari necessari. Questo principio rafforza la parità di diritti, a favore delle persone senza mezzi. Si tratta quindi di un diritto fondamentale riconosciuto in Svizzera da decenni e confermato dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Detto questo, la CEDU limita però il diritto a un patrocinio legale gratuito ai casi di diritto civile e penale. Estendendo questa gratuità a tutte le procedure di diritto pubblico, la Svizzera va oggi ben oltre le esigenze della CEDU.    Disuguaglianza anticostituzionale   Per far valere un diritto a un patrocinio legale gratuito occorre, nel sistema attuale, soddisfare un certo numero di condizioni: la persona interessata deve essere in stato di bisogno; il processo non deve essere senza chance di successo; deve essere data la necessità di assistenza. Se tutte queste condizioni sono riunite, un patrocinio legale gratuito è possibile già oggi (anche nelle procedure d’asilo) secondo la prassi svizzera. Tale diritto esiste già anche in tutte le altre procedure di diritto civile, penale e pubblico, se le citate condizioni sono cumulativamente soddisfatte.   Un diritto incondizionato a un patrocinio legale a favore dei richiedenti l’asilo costituisce una violazione del principio di parità dei diritti. L’argomentazione secondo la quale i migranti sono particolarmente vulnerabili e colpiti nei loro diritti fondamentali non regge: uno Svizzero senza mezzi finanziari implicato in una procedura con un servizio di tutela, ossia in una procedura di privazione della libertà a fini d’assistenza, è altrettanto colpito nei suoi diritti fondamentali, tuttavia deve soddisfare le condizioni succitate per avere diritto a un patrocinio legale gratuito.   La messa a disposizione gratis di avvocati stravolgerebbe il concetto alla base del diritto a un patrocinio legale gratuito: invece di rafforzare l’uguaglianza di fronte alla legge, si creerebbe una disparità di trattamento anticostituzionale fra Svizzeri e migranti.   Bisogna impedire che la Svizzera diventi ancora più attrattiva   La prospettiva di beneficiare di una protezione giuridica gratuita e incondizionata rende la Svizzera ancora più attrattiva per i migranti. Si fa fatica a comprendere questa proposta nell’attuale situazione.   Sembra estremamente discutibile che le nuove regolamentazioni e, in particolare, il patrocinio legale gratuito portino “dei risparmi sostanziali a medio e lungo termine”, come pretende il Consiglio federale. Succederà invece l’esatto contrario: se tutti i richiedenti l’asilo saranno rappresentati da avvocati, il numero dei ricorsi aumenterà fortemente e le procedure si allungheranno invece d’essere accelerate.    Più ricorsi provocherebbero un massiccio aumento del carico delle istanze giudiziarie competenti, e quindi dei costi supplementari elevati. La giustizia svizzera è già oggi la più cara d’Europa: nel 2012, i tribunali e i ministeri pubblici federali, come pure il patrocinio legale gratuito, sono costati 1,6 miliardi di euro – una somma enorme. È evidente che l’introduzione di un’assistenza giuridica gratuita e incondizionata aumenterà ancora di più questi costi, riducendo l’efficacia delle procedure. Una ragione di più per rimanere con la regolamentazione attuale. 

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