Regio Insubrica, a che serve?

Nov 6 • L'opinione, Prima Pagina • 473 Visite • Commenti disabilitati su Regio Insubrica, a che serve?

In punta di spillo

In punta di spillo

Questo carrozzone – che nelle “finalità” ha il seguente primo punto: “favorisce lo scambio d’informazioni, la conoscenza e la messa in rete degli attori chiave del territorio insubrico, affinché possano integrare le rispettive forze e risorse” – riscontra molte difficoltà nel proseguire i propri scopi e lavori. Recentemente il Consigliere di Stato Norman Gobbi, nella riunione di Mezzana della fine di settembre. ha detto chiaramente che se le province italiane non versano la loro parte di quote, entro la fine dell’anno, il Ticino si autosospende. L’importo scoperto è di 150.000 Euro e dovrebbe esser saldato dalle province di: Como, Lecco, Varese, Novara e Verbano-Cusio-Ossola.

Ora, fra queste province e la regione Lombardia vi è qualche divergenza di veduta, da quello che abbiamo inteso.

Maroni verso metà settembre aveva fatto recapitare alla sede della regione insubrica, uno scritto in cui comunicava che era disposto a pagare l’importo che riguardava le tre province lombarde, (Euro 90’000) a patto che dal comitato escano i delegati delle tre province in questione ed entrino i rappresentanti della regione Lombardia.

In data 16 marzo 2014 il senato italiano aveva votato la progressiva soppressione di questi enti.

Quindi anche la Regione insubrica, prima o dopo, dovrà procedere a delle modifiche in seno a sé stessa. Ma questo problema non ci riguarda più di quel tanto.

Ci preme invece conoscere se, sopprimendo questo ente, non ci sarebbe per il Ticino un risparmio finanziario e con risultati che, secondo noi, non cambierebbero di molto. Visto che nelle principali questioni con lo Stato confinante – frontalieri, tasse, traffico viario, black-list, ecc. – non se ne arriva a una. Vedremo come andrà a finire.

Per chi interessa, ecco il link della regione:(http://www.regioinsubrica.org)

Lago Maggiore, quo vadis?

All’inizio d’ottobre a Muralto si è concluso il trittico del Forum Lago Maggiore.

Preoccupazione degli addetti al lavoro, lo scarso impatto che, attualmente, la navigazione sul lago Verbano, ha sul turismo della regione. Da quanto si evince, l’attuale convenzione scadrà il 31 dicembre 2016, ma la richiesta per una nuova convenzione è da inoltrare a Berna entro la fine di quest’anno.

Attualmente la concessionaria “NLM”, azienda statale italiana, dispone della flotta più vetusta dei laghi italiani e a quanto sembra non propriamente rispettosa dell’ambiente.

Pure le tariffe non sono le più favorevoli per il turismo.

Sicuramente un approccio diverso, come elencano gli autori dello studio, sia per la parte Svizzera che per la parte Italiana, sarebbe un biglietto da visita non disprezzabile per il turismo.

Per ora sappiamo solo che l’emorragia dei viaggiatori è pari al 25%.

Auguriamoci che l’imminente rinnovo della convenzione, sia esaminato con cura e con delle garanzie ben precise per il turismo del Ticino.

 

GF

 

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