Realizzare prioritariamente l’età di pensionamento 65/65

Nov 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1434 Visite • Commenti disabilitati su Realizzare prioritariamente l’età di pensionamento 65/65

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La mega-riforma “Previdenza vecchiaia 2020”, messa in consultazione oggi, è senza dubbio condannata al fallimento, in questa forma. Qualche idea utile si mescola a innumerevoli adeguamenti di dettaglio, a degli aumenti massicci delle entrate e delle imposte. Questo modo d’agire non permette di risolvere in tempo utile i problemi strutturali che affliggono la previdenza vecchiaia. Infatti, la soluzione di questi problemi è rinviata, in attesa di entrate supplementari. L’UDC chiede perciò che la priorità sia data alle misure strutturali essenziali. Una importante fra queste consiste nel parificare rapidamente l’età di pensionamento di donne e uomini a 65 anni. Inoltre, il prodotto della percentuale supplementare dell’IVA a favore dell’AVS deve beneficiare totalmente quest’ultima, e non essere amputato del 17% a favore della cassa generale della Confederazione.  

 

La riforma Previdenza vecchiaia 2020 messa in consultazione oggi è condannata in anticipo in questa forma. Questo progetto sovradimensionato subirà uno scacco, al più tardi in occasione della votazione federale. Diverse votazioni del passato hanno dimostrato che è molto difficile far passare delle mega-riforme. Questo insieme di misure non dà la priorità agli interventi strutturali urgenti ma, al contrario, rinvia la soluzione dei problemi strutturali acuti dell’AVS, attendendo delle entrate supplementari. È quindi urgente procedere separatamente e al più presto a qualche adeguamento indispensabile. La previdenza vecchiaia deve essere risanata a tappe piccole, ma efficaci e comprensibili per il cittadino. Invece, il Consiglio federale vuole procedere contemporaneamente a molteplici adattamenti. Questo procedimento rischia di finire nel nulla e, finalmente, di limitarsi alla ricerca di nuove entrate.  

 

Dal punto di vista dell’UDC, bisogna prioritariamente procedere alle riforme seguenti: l’età di pensionamento delle donne deve essere adeguato a quella degli uomini, ossia portata a 65 anni, nel più breve tempo possibile. Inoltre, il prodotto della percentuale supplementare dell’IVA a favore dell’AVS deve andare totalmente a beneficio di quest’ultima, e non essere amputato del 17% a favore della cassa generale della Confederazione. Conviene inoltre esaminare l’opportunità di un freno all’indebitamento capace di correggere a livello strutturale lo squilibrio finanziario dell’AVS, invece di puntare, come fa il consigliere federale Alain Berset nel suo progetto, unilateralmente su delle entrate supplementari. Nella previdenza professionale, bisogna arrestare l’attuale ridistribuzione dei fondi delle persone attive verso i pensionati che non erano previsti in origine. Il tasso di conversione minimo deve perciò essere abbassato.

 

L’obiettivo primario deve essere concepire una previdenza vecchiaia equa e garantita durevolmente. Lo sviluppo demografico esige perciò delle modifiche strutturali. L’UDC si batterà con determinazione contro qualsiasi aumento anticipato delle imposte o prelievi. Non si stabilizza la previdenza vecchiaia durevolmente ricorrendo a soluzioni facili come l’aumento delle entrate. Il sistema dei tre pilastri, che è tanto ammirato all’estero e che ha dato buone prove d’efficacia, deve essere garantito in futuro. È fuori questione di metterlo in pericolo con una mega-riforma destinata al fallimento.  

UDC Svizzera

 

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