Rafforzare la difesa nazionale – arrestare l’internazionalizzazione

Set 5 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 694 Visite • Commenti disabilitati su Rafforzare la difesa nazionale – arrestare l’internazionalizzazione

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L’UDC s’impegnerà a favore di un rafforzamento della difesa nazionale in occasione dell’esame parlamentare della revisione della legge militare posta sotto il titolo di “Sviluppo dell’esercito” e approvata oggi dal Consiglio federale. Dei conflitti che stanno scoppiando molto vicino alla Svizzera indicano quanto un esercito performante sia necessario per assicurare l’indipendenza del paese. Per essere credibile, la difesa nazionale ha bisogno di correttivi supplementari rispetto alle misure prese nel settore della formazione, della disponibilità e della mobilitazione. Nella stessa occasione, bisogna arrestare il fatale orientamento dell’esercito svizzero verso la cooperazione internazionale che, durante gli ultimi 20 anni, ha generato gravi lacune nel dispositivo di sicurezza.  

La garanzia della sicurezza del paese e dei suoi abitanti è un compito-chiave dello Stato. Ecco perché la Svizzera ha bisogno di un esercito forte e performante al quale occorre dare una missione di difesa concreta, degli obiettivi vincolanti e una strategia basata sulla realtà internazionale. Un esercito capace di difendere il paese è anche indispensabile a garanzia duratura e credibile della neutralità.

Riforme inadeguate

Le riforme intraprese negli anni novanta come “Esercito 95”, “Esercito XXI” e “Fase di sviluppo dell’esercito 08/11” hanno messo l’esercito in uno stato inquietante, al punto di essere incapace di intervenire. L’entrata in funzione del consigliere federale Ueli Maurer e le misure mirate prese per correggere le deficienze hanno certamente permesso d’invertire la tendenza, ma il cammino verso un esercito capace di adempiere la sua missione costituzionale è ancora lungo. Questa constatazione è importante di fronte a un mondo la cui insicurezza sta crescendo. L’esercito deve di nuovo poter svolgere tutte le sue funzioni. Esso deve essere mobilitabile nello spazio di qualche giorno, alcune parti di esso addirittura di qualche ora, ed essere capace d’intervenire 24 ore su 24 durante un periodo la cui durata deve essere definita.

L’esercito deve disporre di mezzi finanziari sufficienti

Un esercito performante ha anche bisogno di una forza aerea capace di far fronte alle minacce provenienti dal cielo. Affinché l’esercito possa adempiere il suo mandato costituzionale, il suo effettivo non deve ridursi a meno di 120’000 unità. Ciò esige dei mezzi finanziari di almeno 5,4 miliardi di franchi annui. Per coprire la differenza per rapporto ai 5 miliardi di franchi previsti e aumentare il margine di manovra dell’esercito, il DDPS deve procedere a dei risparmi supplementari, al trasferimento di compiti e a delle ottimizzazioni per un importo globale di 400 milioni di franchi (per es. rinunciando a degli interventi all’estero e adottando altre misure). 

NO a interventi all’estero

L’esercito deve infine rinunciare alla sua funesta tendenza all’internazionalizzazione. Esso non deve essere integrato né nella NATO, né nella politica di difesa dell’UE. Bisogna in futuro rinunciare sistematicamente all’orientamento dell’esercito verso la cooperazione internazionale, come invece è stato progressivamente il caso durante gli ultimi vent’anni, e abbandonare gli interventi all’estero.

Solo un esercito indipendente e credibile garantisce alla Svizzera il suo statuto di Stato indipendente, neutrale e sovrano. L’UDC ha recentemente riassunto le sue richieste su questo oggetto in un documento di fondo intitolato “Per un esercito credibile capace di proteggere la popolazione” (francese).
UDC Svizzera

Berna, 03 settembre 2014

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