Radicalizzazione islamica in Svizzera: come agire?

Nov 5 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 195 Views • Commenti disabilitati su Radicalizzazione islamica in Svizzera: come agire?

Membro del Comitato nazionale UDC

In occasione della riunione tenutasi a Frauenfeld il 28 ottobre 2017, l’assemblea dei delegati dell’UDC nazionale ha affrontato e discusso il tema della radicalizzazione islamica in Svizzera, definendo una risoluzione articolata in diversi punti.

La cronaca dimostra che la radicalizzazione islamica in Svizzera è un fenomeno che esiste ed è concreto. Tutti abbiamo ben presente i fatti dell’imam del Canton Berna, Abou Ramadan, che predicava odio, entrato in Svizzera nel 1999 come richiedente d’asilo e che dal 2004 al 2017 ha percepito aiuti sociali dal Comune di Nidau (BE) per complessivi Fr. 600’000.–.

Alla luce di questi fatti, ma anche di altri fatti successi a livello internazionale, le nostre autorità devono prendere seriamente il fenomeno dell’islamismo radicale e politico. Questo fenomeno deve essere affrontato e combattuto. L’UDC lo sta facendo da tempo, ad esempio mediante l’iniziativa approvata nel 2009 avente per oggetto il divieto di costruire i minareti in Svizzera (ritenuto che essi non sono un simbolo religione, bensì di dominio), nonché la recente iniziativa popolare depositata presso la Cancelleria federale chiedente il divieto di dissimulare il volto nei luoghi pubblici (come quella già approvata nel Cantone Ticino).

Per contrastare la radicalizzazione islamica, la consigliera federale Sommaruga continua a ribadire e mettere l’accento solo sull’importanza di registrare tutti i migranti che arrivano alle frontiere svizzere. Tale registrazione permette unicamente di rintracciare e identificare una persona dopo la sua entrata in Svizzera, ma non dice nulla sul passato di questa persona.

Interrogata recentemente dalla consigliera nazionale UDC Steinemann, la ministra ha dovuto ammettere che solo l’identità del 10% dei richiedenti di asilo può essere accertata senza alcun dubbio. Questo significa che eventuali terroristi passano tranquillamente tra le maglie della burocrazia.

I fatti di cronaca e i dati sono inquietanti.

Per questo motivo l’assemblea dei delegati UDC ha messo a punto una risoluzione chiedente alle autorità di attuare alcuni punti tesi a contrastare la radicalizzazione islamica in Svizzera.

Questi punti sono stati suddivisi in base alle competenze, e meglio:

Esigenze nei confronti delle autorità cantonali e comunali:

  • Un riconoscimento di diritto pubblico dell’islam o di una formazione statalizzata degli imam è fuori discussione
  • Chi non rispetta il nostro ordinamento giuridico deve lasciare la Svizzera
  • Le autorità e la polizia devono avere accesso in ogni momento alle moschee, nelle quali il culto deve avvenire in una delle lingue ufficiali svizzere
  • Le moschee e altre istituzioni islamiche che divulgano un islam radicale devono essere immediatamente chiuse e proibite
  • L’attività pastorale degli imam nelle prigioni e nell’esercito deve cessare. Gli imam possono essere rimpiazzati da psicologi dell’esercito o delle prigioni
  • In diversi ambiti l’islam sottopone i musulmani al diritto religioso (sharia). Le autorità e i giudici devono imporre l’ordine giuridico svizzero senza restrizione o eccezione alcuna
  • Rifiuto di introdurre dei giorni festivi ufficiali musulmani, in particolare il ramadan
  • Le norme penali contro gli appelli all’odio e alla violenza devono essere applicate nei confronti dei musulmani radicali in modo rigoroso
  • I corpi di polizia cantonali devono essere rafforzati, formati in modo mirato e impiegati nella sorveglianza

Esigenze nei confronti della Confederazione:

  • Imposizione immediata di controlli sistematici alle frontiere. Le persone che non dichiarano la loro origine perdono il diritto d’asilo o il diritto di entrata in Svizzera
  • Tutti i viaggiatori della jihad che ritornano o che sono già tornati in Svizzera devono essere posti in stato detentivo per motivi di sicurezza
  • I sevizi segreti devono tenere sotto sorveglianza tutti i musulmani che presentano un potenziale di radicalizzazione
  • Sino a nuovo avviso tutte le attività degli imam devono essere sorvegliate in tutta la Svizzera
  • Tutte le persone che sono sotto sorveglianza a causa delle loro radicalizzazione islamica e propensione alla violenza devono essere immediatamente espulse o messe in uno stato detentivo per motivi di sicurezza
  • Tutte le organizzazioni musulmane in Svizzera devono denunciare alle autorità gli estremisti, i divulgatori di odio e altri musulmani radicalizzati, alfine di permettere l’attuazione di misure adeguate
  • Ogni sostegno finanziario all’islam in Svizzera da parte di Stati musulmani, di altri governi, di organizzazioni straniere o di persone straniere, deve essere rigorosamente fermato
  • La legge sulla protezione dei dati deve, se necessario, essere adattata
  • Negli spazi pubblici e nei luoghi accessibili al pubblico nessuno ha il diritto di dissimulare il volto
  • Gli abusi nel diritto d’asilo devono cessare e chi si rende colpevole di abuso deve essere espulso
  • La macellazione halal, la dissimulazione del viso, ecc., non devono essere tollerati nei luoghi pubblici come le scuole, le prigioni, gli ospedali o nell’esercito. Dobbiamo vivere secondo i valori cristiani.

Queste misure messe a punto dall’UDC nazionale, permettono alle autorità di attuare il principio della “tolleranza zero” nei confronti della radicalizzazione islamica. Ora tocca a loro agire a tutela della sicurezza dei cittadini.

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