Quousque tandem o’ GSsE abutere patientia nostra?

Set 22 • Dalla Svizzera, Iniziative e referendum, L'opinione • 1166 Views • Commenti disabilitati su Quousque tandem o’ GSsE abutere patientia nostra?

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Personalmente sono fiero dei diritti popolari che la nostra democrazia diretta ci concede, non vorrei mai che fossero ridotti, ma c’è un limite a tutto. Per la nona volta il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha fatto una proposta volta a indebolire, o meglio a distruggere, il simbolo – ma anche lo strumento essenziale – della volontà di difesa della libertà e dell’indipendenza del nostro paese. E per l’ennesima volta ha beccato una legnata colossale!

Ce n’è da far perdere le staffe anche al buon Cicerone cui, tutto sommato, credo che il buon Catilina rompesse meno le scatole di quanto fa oggi questo gruppuscolo di sfruttatori parassiti di un sistema che, purtroppo, nel rispetto dei valori democratici che propugna, è costretto a sopportarne oltre ogni limite l’abuso dei diritti.

Mi si potrà contestare che anche le votazioni sugli stranieri avvengono a periodi regolari, ma c’è una differenza non insignificante: dalle prime iniziative di Schwarzenbach quando la percentuale di stranieri in Svizzera si aggirava attorno al 12/14%, dopo ogni rigetto la situazione è andata peggiorando, al punto che oggi la quota è circa del 23%. È quindi logico sperare ogni volta che l’esperienza insegni qualcosa – anche se i risultati dicono purtroppo che questo fatto è tutt’altro che scontato – ma nel caso del GSsE, le sue iniziative sono state finora sempre respinte a grande maggioranza, e quest’ultima non ha fatto che confermare come gli Svizzeri siano assolutamente impermeabili agli argomenti del GSsE e che la loro riproposta un anno sì e un anno no altro non è che il frutto di una testardaggine ottusa, delle cui conseguenti chiamate alle urne faremmo volentieri a meno.

Oggi ci possiamo quindi rallegrare del risultato netto, ma non illudiamoci: fintanto che un’iniziativa non potrà essere dichiarata irricevibile per tradimento dei valori nazionali radicati nella popolazione, il GSsE non demorderà e troverà sempre un valido aiuto in chi non esita a mettere nel proprio programma di partito l’abolizione dell’esercito. Puah!

Arrivederci quindi alla prossima votazione su questo tema fra un anno? Fra due? Magari fra tre?

Non illudiamoci, il GSsE è più fastidioso di una diarrea, ma contro di esso, purtroppo, non c’è ancora un vaccino.

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