Quote rosa? No grazie!

Apr 17 • L'opinione, Prima Pagina • 849 Visite • Commenti disabilitati su Quote rosa? No grazie!

Lara Filippini Deputata UDC in Gran Consiglio

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio

Puntuale come un orologio svizzero, ecco che a fine/inizio legislatura si ripresenta la tematica delle quote rosa in parlamento quale panacea dei molti (?) mali che affliggono la nostra politica, in primis quella di non dare abbastanza spazio alle donne.

Introdurre una “corsia preferenziale” solo perché si è donna, non aiuta a risolvere il problema della parità di genere. Infatti se tutti/e sono uguali davanti alla legge, perché qualcuna dovrebbe diventare più uguale degli altri?

Il posto nel proprio partito, in lista, in politica lo si guadagna sul campo dimostrando con i fatti e con le idee di esserci.

Vogliamo veramente credere che solo portare l’alternanza di genere tra i candidati su una lista, sia il modo migliore per risolvere la “questione femminile”?

L’idea di venire considerate –  o che qualcuno ci consideri come tale – una “minoranza” da tutelare credo che sia l’essenza del vero maschilismo che tanto è aborrito da chi invece vorrebbe che per legge ci fosse dato spazio.

Gli stessi uomini poi che affermano che ci vogliono più donne in politica, spesso e volentieri sono anche i primi a mettere sotto una lente d’ingrandimento la donna in questione (quasi non fossero certi della buona idea!) e allora, prima ancora di essere competenti o incompetenti, siamo gnocche o gnocchette, eleganti o sciatte e via discorrendo. Magari ancora ci definiscono come Berlusconi definì la Merkel in una nota telefonata, delle “culone inchiavabili”. Eh sì, perché finché una donna, magari anche bella, fa cose che vanno bene, allora la si porta su un palmo di mano, ma se non si comporta o non fa quel che deve la si offende con epiteti che vanno a colpire la persona.

Bisogna quindi andare a monte del problema, ed è ancora un problema di società e di madri che crescono questi uomini non insegnando loro le basi del rispetto verso la donna. E le quote rosa, mi spiace, ma non saranno mai l’equivalenza di tale rispetto.

È importante non prendersi troppo sul serio, essere capaci in quanto donne di fare astrazione e di vivere il tutto con un po’ di sana ironia, ma finché ci saranno uomini incapaci di giudicare una donna per il suo effettivo operato allora le quote rosa saranno il contentino dato per quietare l’opinione pubblica e far credere che il “problema” li interessi per davvero.

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