Questo è un medicamento. Consulti uno specialista e legga e legga il foglietto illustrativo

Mag 31 • L'opinione • 1315 Visite • Commenti disabilitati su Questo è un medicamento. Consulti uno specialista e legga e legga il foglietto illustrativo

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Un po‘ di umorismo

 

Io possiedo un Natel. Un Natel Easy, ossia uno di quelli per cui pago per l’uso effettivo. E lo adopero poco. Ora ho ricevuto una cortese lettera dalla Swisscom, nella quale mi si dice che se non utilizzo il mio Natel per 12 mesi, esso sarà automaticamente disattivato. Fra l’altro, mi è già capitato una volta e, senza alcuna esitazione, mi hanno cancellato il mio credito di chiamate per l’importo di Fr 87.15. Così!

 

Perché vi dico questo? Perché lo stesso giorno, per puro caso, ho ricevuto per posta anche la fattura mensile della mia cassa malati. Notoriamente, si tratta di una di quelle fatture che vi mangiano una buona parte del vostro budget mensile. E poiché sfrutto la mia cassa malati più o meno quanto il Natel, ossia molto poco, sono spaventato perché, se le casse malati adottassero la strategia della Swisscom, a causa del non utilizzo di prestazioni mediche, potrei vedermi rifiutare presto o tardi qualsiasi futura cura di eventuali malattie e ridotto a “0” il mio “capitale di cassa malati”.

 

E così ho deciso di andare ancora una volta dal medico. Effettivamente il mio dito indice destro mi doleva da qualche tempo (nonostante, come detto, non telefoni quasi mai…!). Il dottore si è mostrato molto preoccupato, ha radiografato da cima a fondo il mio scheletro, ordinato un esame allo spettrofotogrammoscopio ad assorbimento atomico del contenuto fetale di sostanze inorganiche nelle ossa del mio indice allo scopo di definire la mia età presunta, e mi ha consigliato di sottopormi per precauzione a un’enteroscopia e a una terapia sessuale. Inoltre, mi ha dato una scatoletta di pastiglie (da prendere 3 volte al giorno).

 

Pastiglie. Un medicamento. Come dicono ogni volta nella pubblicità? “Questo è un medicamento; consulti uno specialista e legga il foglietto illustrativo!”. Bene, uno “specialista” mi aveva prescritto l’assunzione, quindi potevo fare a meno della consultazione. Mi sono perciò precipitato a leggere il foglietto illustrativo.

 

Mi sono stupito non poco. Sul foglietto ultra piegato di 50 x 16 cm, stampato fronte-retro, ho trovato scarse sette righe su cosa fosse il medicamento e per o contro che cosa era d’aiuto. C’erano poi 120 righe (quindi circa il 95% del testo) su quando NON dovevo assumere il medicamento, quando era raccomandata cautela, più un’infinita lista di possibili effetti secondari. Già questa sola lista era un motivo sufficiente per tentare di salvarsi la pelle consegnando alla velocità della luce il medicamento a un centro transitorio di raccolta di scorie radioattive o all’istituto di ricerca Paul Scherrer.

 

Ma torniamo al foglietto illustrativo. C’erano delle raccomandazioni del tipo (più o meno): questo medicamento non deve essere assunto da bambini e giovani fino a 17 anni, mentre per gli adulti dal 18simo anno d’età il suo utilizzo non è raccomandabile. Oppure: gli uomini non devono assumere il medicamento durante la gravidanza e durante l’allattamento l’assunzione non è raccomandabile (eh sì, vista l’ultima edizione di Eurosong la raccomandazione è del tutto comprensibile.). E poi: le pastiglie rimanenti non devono essere aggiunte al vostro prossimo risotto (certamente a causa del rischio che trabocchi). Mancava soltanto l’avvertimento che in caso di morte l’assunzione del medicamento dovesse essere immediatamente sospesa.

 

Ebbene, in un periodo in cui c’è evidentemente gente che lava il proprio gatto nella lavatrice e lo asciuga in un tumbler, che in caso di uno scarico intasato in cucina mette in allarme la centrale d’emergenza della marina da guerra e che dispongono di un’autostima tale che ogni 3 minuti devono dimostrare al resto del mondo, tramite telefonino, Twitter o Facebook, che sono ancora qui – beh sì, in tali tempi gli avvertimenti sul foglietto illustrativo, di qualsiasi tipo essi siano, sono purtroppo giustificati. Perlomeno quanto la recente normativa UE secondo la quale i tubetti di crema per la rimozione del pelo pubico, per evitare il pericolo di confusione, devono essere almeno 3 cm più lunghi di quelli del dentifricio.

 

 

 

Ronco

 

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