Quando non si possono confutare le verità, le si definiscono bugie

Mag 8 • L'editoriale, Prima Pagina • 545 Visite • Commenti disabilitati su Quando non si possono confutare le verità, le si definiscono bugie

Eros N. Mellini

Il Comitato apartitico contro la (demenziale) legge sull’energia ha inviato a tutti i fuochi della Svizzera un opuscolo – a titolo InfoEnergia – spiegando, in dodici pagine di articoli e grafici, le ragioni che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo, quando si parla di argomenti che si prestano alla strumentalizzazione da parte di chi dissimula con la parola “ecologia” quella che in realtà è una ben orchestrata caccia alle streghe) rendere imprescindibile il NO nelle urne il prossimo 21 maggio.

Al di là degli slogan che, per essere efficaci, devono utilizzare toni roboanti e provocatori – ancorché legati ad assolute verità di fondo –, mentre che le innumerevoli ragioni che rendono assurda e controproducente questa legge sono basate sulle conseguenze nocive ben reali e scientificamente provate che il drastico giro di vite imposto ai consumi causerebbe al nostro livello di vita e alla nostra economia basata per il 99% su piccole e medie aziende (PMI), le poche ancora accettabili provenienti dal fronte del SÌ sono di carattere puramente ideologico (presunto primato dell’energia “pulita”, uscita dal nucleare – ancorché precipitosa e sconsiderata). E si sa che l’ideologia prescinde da qualsiasi ragionamento utilitaristico. O forse no? Personalmente osservo che quella dell’ecologia è spinta al parossismo da lobbies che mirano a trarre il massimo profitto dall’industria delle energie rinnovabili, in particolare eolico e solare. Pensar male è peccato, ma …

Gli avversari, del resto, non hanno finora saputo confutare puntualmente alcuna delle tesi esposte dal fronte del NO, e Dio sa che – se avessero avuto l’opportunità di farlo sostenuti da prove scientifiche – avrebbero starnazzato ai quattro venti contestando punto per punto le nostre tesi. No, sui media ufficiali praticamente silenzio (a parte un recente articolo della consigliera comunale verde di Lugano, Melitta Jalkanen che, pateticamente, afferma con sdegno che “importiamo energia sporca”, come se quella che dovremmo per forza importare per coprire i vuoti lasciati dal nucleare e impossibili da coprire con le rinnovabili, sarebbe “energia pulita), quello che ho potuto leggere in quella “tribuna popolare” che è Facebook sono soltanto sporadici accenni di talebani rossoverdi che liquidano il tutto come “bugie dalla prima all’ultima”, “le bugie dell’UDC”, e così via.

È una bugia che Strategia energetica 2050 costerà circa 200 miliardi di franchi nei prossimi trent’anni? Ma non l’abbiamo detto noi, bensì il Consiglio federale (vedi comunicato stampa del 4 settembre 2013: “Per il rinnovamento e l’esercizio dell’attuale parco di centrali elettriche, tra il 2010 e il 2050 sul settore privato graveranno presumibilmente costi pari a 126 miliardi di franchi […]. Per la costruzione e l’esercizio di nuove centrali elettriche entro il 2050 si stima un fabbisogno di 67 miliardi di franchi …”). Gli oppositori si sono limitati a fare un elementare calcolo: 200 miliardi:30 anni=6,66 miliardi l’anno che, divisi su 8,2 milioni d’abitanti equivalgono a 812 franchi annui pro capite i quali, moltiplicati per 4 persone, fanno 3’248 franchi.

Come Doris Leuthard sia arrivata ai 40 franchi annui per persona da lei recentemente annunciati, è un mistero giustificabile solo con una carenza in matematica assolutamente intollerabile in chi occupa una funzione di tale importanza, oppure con la malafede. Se qualcuno ha altre spiegazioni alternative …

Al di là degli esempi specifici sulla doccia fredda o sul bucato a giorni imposti o sulla guida a giorni alterni (le misure potranno essere queste o altre, non ha importanza), è una bugia che il 43% di diminuzione dei consumi d’energia – e non rispetto a oggi, bensì il 43% in meno del 2000, pari al consumo del 1966 quando in Svizzera non arrivavamo ai 6 milioni d’abitanti – ci obbligherà tutti a dover sacrificare una grossa fetta delle nostre attuali comodità, con conseguente drastico calo del nostro livello di vita?

È una bugia che, con il divieto dei riscaldamenti a olio a partire dal 2029 – ma ovviamente la misura avrà effetto da subito e sarà progressiva – i proprietari d’immobili dovranno provvedere alla loro sostituzione il cui costo, assieme a quello delle misure di risparmio calorico come il rivestimento isolante degli edifici, verrà ovviamente ribaltato sugli inquilini? Perché se è vero che (forse) in futuro i costi di riscaldamento diminuiranno a seguito di dette misure, il costo non indifferente dell’investimento va pagato subito.

È una bugia che le 1000 nuove pale eoliche, che dovrebbero portare la produzione indigena di questo settore dall’attuale 2 al 20% del fabbisogno (peraltro una pia illusione, vista la precarietà di una produzione elettrica dipendente da fattori atmosferici), poste alla distanza di 250 metri l’uno dall’altro, costituirebbero una linea di 250 Km? E che ciò corrisponde più o meno alla distanza in autostrada fra Basilea e Ginevra?

È una bugia che uno studio commissionato dall’Ufficio federale dell’energia (UFEN) alla stazione ornitologica di Sempach, per quantificare il numero d’uccelli ucciso ogni anno da un impianto eolico è arrivato a una cifra media di 20,7 uccelli. E la situazione è già attuale in Germania, dove gli impianti eolici sono 25’000 e dove alle decine di migliaia di uccelli, fra cui anche specie protette, a questa carneficina si aggiungono 240’000 pipistrelli.

No, non sono per niente delle bugie, sono verità incontestabili che dimostrano l’assurdità di questa legge. E nemmeno tiene lo slogan avversario secondo cui gli oppositori della legge farebbero gli interessi dei petrolieri. Semmai è vero il contrario: passasse la nuova legge, i lucrosi affari li farebbero i fabbricanti e gli importatori di impianti a energie rinnovabili. La lobby, o forse dovremmo dire “la bottega” degli pseudo-ecologisti, in realtà tende a imporre i suoi prodotti spesso tutt’altro che ecologici. Il fatto che ci sia, fra i vari enti del fronte contrario, anche un comitato ecologico contro la nuova legge sull’energia, la dice lunga.

 

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