Qualità della vita 2018 in Italia. Gli svizzeri hanno sempre più ferie

Gen 11 • L'opinione, Prima Pagina • 103 Views • Commenti disabilitati su Qualità della vita 2018 in Italia. Gli svizzeri hanno sempre più ferie

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere le notizie il 28 dicembre 2018. Il 28 dicembre 1943 uccisi dai fascisti i sette fratelli Cervi.

Qualità della vita 2018 in Italia. Gli svizzeri hanno sempre più ferie

In Svizzera tutti i lavoratori hanno diritto per legge a quattro settimane di vacanze pagate l’anno (20 giorni, come in Italia). Per chi non ha ancora compiuto i 20 anni, le settimane sono cinque. I contratti individuali o collettivi di lavoro possono tuttavia prevedere un numero superiore di giorni di vacanza. Spesso sono i lavoratori con più di 50 anni a ottenere più ferie. Omissis: in media, i lavoratori in Svizzera dispongono di 5,1 settimane di ferie all’anno. Ad avere più giorni di vacanza, per un totale di 6,3 settimane, sono le persone attive nel settore dell’istruzione, in particolare i maestri. Omissis: in base al “Barometro delle vacanze 2018” – link esterno della società di ricerche di mercato Ipsos e del gruppo Europ Assistance – soltanto circa una persona su cinque trascorrerà quest’estate le vacanze in Svizzera.

La destinazione più gettonata si conferma essere l’Italia, meta preferita da un quarto dei partecipanti al sondaggio.

La tabella qui sotto riassume alcuni risultati della enorme raccolta eseguita da Il Sole 24 ore, tuttavia può consentire a chi va in Italia a trascorrere ferie, una più attenta disamina.

Milano è sì la prima per qualità di vita, ma se si esamina la posizione delle rapine il valore è 118,2 per 100 mila abitanti ed è seconda dopo Napoli il cui valore è 181.4; e ancora, il valore degli scippi a Milano è 880,1, a Napoli 282,7.

Valori migliori di Napoli e Milano si trovano a Trapani, chi l’avrebbe detto, che sta meglio, perché il valore delle rapine è 33,5 e  il valore degli scippi è 87.9, sempre riferito allo stesso numero di abitanti.

E la famosa Rimini, la città regina per le ferie di chi viene dal nord Europa, il valore delle rapine è 105,8, e il valore  degli scippi è 1072,9, il peggiore d’Italia.

A Milano la speranza di vita media alla nascita è 83.7.a Napoli 80,7 l’ultima di Italia (dati 2017).

(il sole 24 0re, Swissinfo.ch)

————————————————————————

A Bruxelles si nasce eurodeputati e si muore lobbisti.

Se in Italia si nasce incendiari e si muore pompieri, a Bruxelles si nasce invece eurodeputati (o euroburocrati) e si muore lobbisti. A raccontarcelo è una bella ricerca di Transparency International che spiega come il 50 per cento degli ex commissari europei usciti di scena con le elezioni del 2014, lavori ora per gruppi economici portatori d’interessi. E come lo stesso faccia il 30 per cento dei 171 ex parlamentari che con la nuova legislatura hanno dovuto trovarsi un impiego. Il fenomeno che, come vedremo, coinvolge pure centinaia e centinaia di ex funzionari dell’Unione europea, spiega bene perché nel corso degli anni la fiducia nelle decisioni prese dall’Europa sia verticalmente calata.

Accanto alla crisi economica, gli elettori devono fare i conti con un problema di credibilità personale degli uomini e delle donne che rappresentano le istituzioni UE. Il caso più clamoroso, come scrive Sofia Basso sul numero di FQ Millennium in edicola, riguarda José Manuel Barroso, il predecessore di Jean Claude Juncker alla testa della Commissione, che a soli 20 mesi dalla fine del suo incarico ha accettato la presidenza non esecutiva della filiale europea di Goldman Sachs. E nel 2017 si è ritrovato a incontrare nelle vesti di lobbista della banca d’affari americana, il vicepresidente della Commissione, Jyrki Katanen. Un episodio opaco che, al di là delle giustificazioni dei protagonisti, ha mandato su tutte le furie Kelly O’Reilli, l’Ombudsman europeo. Una coalizione di 200 diverse ONG, l’Alliance for lobbying transparency, ha invece lavorato sulle carriere dei funzionari della UE e e ha scoperto che dal 2008 a oggi, quattro ex direttori della Stabilità finanziaria sono stati messi sotto contratto dalle aziende che dovevano controllare, mentre circa mille esperti dell’Ema, l’Agenzia del farmaco europea, hanno interessi diretti o indiretti nell’industria farmaceutica. Ma non basta. Perché su 33 lobbisti arruolati dalle prime dieci aziende produttrici di armi, un terzo risulta aver prima lavorato per un’istituzione UE. Ora, c’è da chiedersi se tutto questo sia compatibile con la democrazia.

(il fatto quotidiano Peter Gomez 21 dicembre 2018)

Anche il Portogallo ha i suoi gilet gialli

I “gilet gialli” sono arrivati anche in Portogallo dove per oggi, venerdì 21 dicembre, erano previste diverse manifestazioni antigovernative in tutto il paese, che ricalcavano quelle francesi. Il movimento si era organizzato tramite gruppi Facebook e su WhatsApp con l’intenzione di bloccare le principali autostrade del paese e le città, come è già successo in Francia, ma nonostante le adesioni sulle piattaforme online il movimento non è riuscito a coinvolgere la quantità di persone vista in Francia. I coletes amarelos, cioè i gilet gialli in portoghese, si sono uniti sotto lo slogan “Vamos parar Portugal” (“andiamo a bloccare il Portogallo”) e hanno avanzato varie richieste molto eterogenee, tra cui l’eliminazione del pedaggio autostradale, il taglio delle tasse e l’aumento del salario minimo. Omissis. Il Jornale de Notícias, uno dei più diffusi del paese con sede a Porto, oggi aveva parlato di gruppi di manifestanti che andavano dalle 30 alle 150 persone.

(Il Post dicembre 2018)

Account Microsoft, un primo addio alla password

Security Key e Windows Hello

L’alternativa è costituita da metodi che prevedono l’utilizzo di una cosiddetta Security Key oppure di un dispositivo fisico compatibile con lo standard FIDO2 definito dalla FIDO Alliance o ancora dell’ormai ben nota tecnologia Windows Hello che analizza le impronte digitali o le caratteristiche del volto per effettuare il login. La compatibilità è al momento garantita per tutte quelle piattaforme e per quei servizi ai quali ci si collega utilizzando il browser Edge. Nell’intervento, Microsoft sottolinea il suo primato: è a oggi l’unica tra le aziende di Fortune 500 ad aver compiuto un simile passo.

(Da punto informatico)

123456 rimane la password peggiore anche nel 2018

La Top 10 del 2018 vede le prime due posizioni invariate, per il quinto anno consecutivo. “123456” e “password”, incredibilmente, rimangono tra quelle più diffuse.

    1. 123456
    2. password
    3. 123456789
    4. 12345678
    5. 12345
    6. 111111
    7. 1234567
    8. sunshine
    9. qwerty
    10. iloveyou

 

(Da Punto Informatico)

Comments are closed.

« »