Qualche eretica riflessione sugli attentati di Bruxelles

Apr 3 • L'opinione, Prima Pagina • 406 Visite • Commenti disabilitati su Qualche eretica riflessione sugli attentati di Bruxelles

Black Rot

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I brutali attentati islamistica di Bruxelles hanno suscitato un’ondata di sdegno a livello internazionale. I commentatori politici e mediatici di tutto il mondo fanno a gara nel cercare spiegazioni, giustificazioni e soluzioni. A me personalmente, gli ormai quotidiani attentati terroristici in Europa, portano alla mente alcuni proverbi e citazioni magari un po’ eretici, ma che nella situazione odierna non mi sembrano così sbagliati: 

  •  „Es kann der Frömmste nicht in Frieden bleiben, wenn es dem bösen Nachbar nicht gefällt“ (“La più brava persona di questa mondo non può rimanere in pace, se non piace al cattivo vicino.” – Schiller, Guglielmo Tell)

  • „Chi è causa del suo mal pianga se stesso“ (rivisitazione di un verso di Dante Alighieri, Divina Commedia, XXIX Canto, Inferno)

  • “A mali estremi, estremi rimedi” (Proverbio)

  • “Das eben ist der Fluch der bösen Tat: Dass sie, fortzeugend, immer Böses muss gebären” (“Questa, appunto, è la maledizione del peccato, quella di continuare a generare sempre il peccato.” – Schiller, Wallenstein/I Piccolomini)

  • „Gouverner, c’est prévoir; et ne rien prévoir, c’est courir à sa perte“ (Governare è prevedere, e non prevedere significa rovinarsi con le proprie mani” – Emile de Girardin, La politique universelle).

    Lascio ai gentili lettori trarre le conclusioni da queste eretiche citazioni letterarie.

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