Propaganda governativa a scapito della verità

Feb 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 193 Visite • Commenti disabilitati su Propaganda governativa a scapito della verità

di Mauro Tuena, consigliere nazionale (ZH)

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Le spiegazioni del Consiglio federale in vista della votazione sulla naturalizzazione agevolata degli stranieri è un nuovo esempio di una vergognosa propaganda governativa. I presunti vantaggi di questo progetto, su cui il popolo deciderà il 12 febbraio 2017, occupano sei pagine, mentre che un solo trafiletto è accordato agli avversari del progetto, peraltro immediatamente spazzando via le loro riserve tacciandole di infondate.

 
Una presentazione tanto unilaterale di un tema in votazione è scioccante. Nel suo articolo 10a, la legge federale sui diritti politici esige dal Consiglio federale che rispetti i principi della completezza, dell’oggettività, della trasparenza e della proporzionalità nella sua informazione sui temi delle votazioni federali. Inoltre, il governo è tenuto a presentare le principali posizioni sviluppatesi durante il processo di decisione parlamentare. Nelle sue linee direttrici “Informazione e comunicazione del Consiglio federale e dell’amministrazione federale”, il governo osserva con molto zelo: “L’obiettivo primario delle campagne che precedono le votazioni federali è la libera e corretta formazione delle opinioni. Una persona può formarsi liberamente un’opinione se conosce le posizioni di tutti gli attori principali.” Il Consiglio federale conosce quindi il suo dovere – almeno sulla carta.
Gli avversari della naturalizzazione agevolata non hanno voce in capitolo

Ma nella sua presentazione del tema in votazione, il Consiglio federale non rispetta in tutta evidenza né la legge né le sue stesse direttive. Per il Consiglio federale, l’UDC – che rappresenta pur sempre quasi un terzo degli elettori e i cui deputati hanno chiaramente respinto le nuove norme in Consiglio nazionale (67 NO) – non è apparentemente un “attore principale” la cui posizione concernente la naturalizzazione agevolata meriterebbe di essere presentata dettagliatamente. Il governo è pure dell’avviso che il trafiletto isolato, che sviluppa in modo rudimentale gli argomenti contrari, sia sufficiente a tener conto del rifiuto che 19 consiglieri agli Stati – quindi quasi la metà della Camera alta – hanno opposto a questo progetto.
Gli elogi dell’integrazione – verifica delle domande alla scrivania

 

Il Consiglio federale in compenso, non lesina spiegazioni quando si ratta di presentare i suoi argomenti. Resta comunque il fatto che questi sviluppi verbali non offrono alcuno spazio a una differenziazione. “I giovani stranieri della terza generazione che vivono in Svizzera sono perfettamente integrati”, afferma senza esitazioni il Consiglio federale. L’integrazione dei candidati alla naturalizzazione agevolata sarà verificata tramite documenti da parte di funzionari della Berna federale che non vedranno mai le persone in questione. Le dozzine di musulmani, che fanno parte del gruppo di persone toccate dalla naturalizzazione agevolata, che si sono radicalizzati in Svizzera negli ultimi anni (spesso nelle stesse moschee frequentate dai loro genitori e dai loro nonni!), di cui un gran numero s’è recato in Siria per4 partecipare alla “guerra santa”, di tutte queste persone il Consiglio federale non vuole nemmeno sentir parlare. Preferisce evocare questi bravi giovani che fanno parte di società, che cantano in un coro misto  o che frequentano un club sportivo. Finora non è comunque provato che la proporzione di stranieri nelle società e nei club corrisponda alla quota di stranieri nella popolazione svizzera. In realtà, la quota di stranieri è senza dubbio di molto inferiore, se si fa eccezione di alcuni comprensibili casi come il “Forum patriottico dei Montenegrini dell’UE e della Svizzera” o del “Consiglio centrale islamico svizzero”.

 

Propaganda invece di fatti
L’obiettivo della tiritera governativa è evidentemente quello di far dimenticare la realtà dei fatti. Le persone che beneficeranno della naturalizzazione non sono esattamente solo dei giovani “che hanno trascorso tutta la loro vita in Svizzera”, altra menzogna del Consiglio federale. Per beneficiare della naturalizzazione agevolata, è sufficiente essere nato in Svizzera e avervi frequentato per cinque anni la scuola obbligatoria. I genitori non devono essere nati in Svizzera e non devono aver trascorso tutta la loro vita in Svizzera. Contrariamente alla procedura di naturalizzazione in vigore finora, l’integrazione non è più un fattore decisivo. La ministra della propaganda Simonetta Sommaruga, è riuscita a dipingere, nelle informazioni di voto del Consiglio federale, un quadro romantico di giovani stranieri che cantano yodler e che indossano abiti folcloristici.
La realtà è ben diversa. È perciò urgente che il popolo e i cantoni mettano una volta di più fine a queste sciocchezze. Mentre che la Svizzera distribuisce già oggi a tutto spiano circa 40’000 passaporti rossocrociati l’anno, bisogna assolutamente evitare che la naturalizzazione sia ancora più facile.

 

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