Previsioni sbagliate o semplicemente „fake news“?

Lug 14 • L'opinione, Prima Pagina • 176 Visite • Commenti disabilitati su Previsioni sbagliate o semplicemente „fake news“?

Black Rot

Perlopiù, si prendono delle decisioni lungimiranti basandosi su previsioni concernenti l’evoluzione futura. Si citano così spesso delle previsioni, o addirittura le si pilotano, quando si tratta di ottenere delle decisioni politiche dal popolo chiamato alle urne. Il problema è che queste previsioni determinanti sulla decisione, possono essere talvolta in qualche misura azzeccate, ma anche essere totalmente sbagliate. Che cosa succede quando queste previsioni diffuse dalle autorità si rivelano errate di 10 volte e, attenendovisi, si sono prese delle decisioni politiche completamente sbagliate? Niente!

Le previsioni sbagliate sono all’ordine del giorno

Le previsioni (sbagliate) vengono rabberciate alla bell’e meglio all’interno dell’amministrazione, ma sovente – per aumentarne la credibilità – provengono da esperti esterni, spesso professori.

Vi ricordate le famigerate previsioni secondo le quali la libera circolazione delle persone avrebbe portato a un’immigrazione netta di un massimo di 8’000 persone l’anno? Ne sono poi arrivate dieci volte tante, circa 80’000, in dieci anni circa 800’000. La previsione proveniva dal professore, svizzero ma abitante ad Amburgo, Straubhaar che, recentemente ha ammesso: “Si è trattato evidentemente di una previsione sbagliata”.

E com’era con la previsione inerente all’adesione all’accordo di Schengen/Dublino con l’UE? Anche in quel caso, i costi furono sottovalutati di 10 volte. Inoltre ci furono promessi mari e monti per ciò che concerneva l’arginamento dell’immigrazione, il rinvio di richiedenti l’asilo, lotta alla criminalità, eccetera. Una totale assurdità. Che Schengen/Dublino non funziona lo ammettono ormai anche i loro stessi autori nell’UE e loro stessi non vi si attengono più.

La lista degli esempi si potrebbe allungare a piacimento. Ci rinuncio perché il nostro piccolo giornale dispone di sole otto pagine. Intendiamoci, con le previsioni ci si può sbagliare. Nemmeno Madame Soleil ci azzecca sempre con i suoi oroscopi.

Tuttavia, emerge chiaramente qualcosa d’inquietante: le previsioni (sbagliate) presentate dal fronte delle autorità sono sempre concepite in modo di far apparire in buona luce le proposte governative ufficiali, facendo loro ottenere il consenso popolare. E la cosa funziona piuttosto bene, perché la realtà dei fatti la realizziamo ogni volta solo molto tempo dopo che la decisione popolare è stata presa.

Sono volute le previsioni sbagliate?

Ciò mi causa una gran brutta sensazione. Perché alimenta il sospetto che all’interno dell’amministrazione si citino – per di più interpretandole in modo molto “creativo” – solo le statistiche utili per il raggiungimento dell’obiettivo politico auspicato. E, ancora peggio, che per l’assegnazione dell’incarico di queste previsioni a terzi, si prendano in considerazione unicamente quegli esperti dei quali si è praticamente sicuri che le conclusioni andranno nel senso voluto: una specie di perizia “su ordinazione”. In caso contrario, la si può anche tenere nel cassetto rinunciando a divulgarla.

Si tratta, devo ammetterlo, solo di congetture. Naturalmente non posso provarle, senza riportare delle opinioni interne all’amministrazione che violerebbero il segreto d’ufficio, anche se lì circolano ormai come “segreti di Pulcinella”. Ma, naturalmente, nessuno lo dice chiaro e tondo rischiando così il suo posto di lavoro.

Intendiamoci, in ogni campagna di voto si fronteggiano sostenitori e contrari. E ogni partito bada a mettere in campo gli argomenti che più sostengono la propria posizione. Questo è legittimo. Ma dalla propaganda delle autorità, a mio avviso, si deve pretendere la massima obiettività, altrimenti degenera in “fake news”.

Che cosa fare?

Torniamo alla domanda posta all’inizio: che cosa succede quando, a causa di una comprovata crassamente falsa propaganda governativa, in perfetta buonafede si è deciso in modo totalmente sbagliato dal punto di vista politico? Come detto, niente. Naturalmente, in teoria, si possono democraticamente apportare i necessari correttivi mediante laboriosi referendum e iniziative. Ma ciò non solo è impegnativo, ma anche costoso e, dal punto di vista della tempestività, si arriverebbe spesso “una catastrofe troppo tardi”. E metterebbe a dura prova il nostro sistema di democrazia diretta: bisogna dunque ogni volta andare due o tre volte a votare, perché la chiara volontà popolare sia finalmente rispettata?

Una panacea contro questo presunto abuso non la conosco nemmeno io. Naturalmente non si fa nulla affinché questi falsi indovini interni all’amministrazione siano licenziati e i professori come Straubhaar non siano più impiegati quali “esperti”. In effetti, bisognerebbe che le decisioni politiche prese erroneamente sulla base di informazioni false da parte delle autorità, fossero automaticamente cassate, ritirate e che la proposta fosse nuovamente messa in votazione.

 

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