Prevenzione? Ma mi faccia il piacere!

Apr 29 • L'editoriale, Prima Pagina • 1773 Visite • Commenti disabilitati su Prevenzione? Ma mi faccia il piacere!

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Premessa: queste sono mie riflessioni personali e non necessariamente quelle del mio partito o della sua rappresentanza in Gran Consiglio. La premessa è a mio avviso doverosa, in particolare per l’asserzione che segue: dal punto di vista della logica delle misure di polizia – coercitive o preventive che siano – la segnalazione dei radar mobili è una c….ta più pazzesca ancora della “Corazzata Potëmkin” di fantozziana memoria. Infatti, è come se la polizia fosse tenuta a preavvisare con 24 ore di anticipo ai diretti interessati una retata in un postribolo non autorizzato o in una bisca clandestina. Ma gli utenti di tali locali sono relativamente pochi, e magari pure accasati con mogli gelose o solo preoccupate dello sperpero di denaro destinato all’economia familiare, e quindi a nessuno viene in mente di avanzare tale pretesa. Conducenti di veicoli a motore lo siamo invece quasi tutti e quelli per così dire “allegri” costituiscono verosimilmente la maggioranza, perlomeno se dobbiamo credere alla proporzionalità del recente voto in Gran Consiglio. Da qui l’illogica, a mio modo di vedere, ma benvenuta decisione del nostro Parlamento. Io sono indubbiamente un conducente “allegro”. Tanto che vedrei di buon occhio la possibilità di un “abbonamento alle multe”, pagando una ragionevole somma forfettaria annuale. Scherzo, ovviamente, e per il machiavellico “mio particulare” non posso che rallegrarmi della decisione del Gran Consiglio, ma le prossime riflessioni sull’argomento sono serie.

 

Prevenire che cosa?

Innanzitutto, bisogna capire cosa si vuole prevenire: l’incidente su quel tratto di strada o genericamente le infrazioni ai limiti di velocità? Entrambi le cose, mi si dirà. Tuttavia, fra di esse c’è una differenza non da poco e, in ambo i casi, è ai miei occhi piuttosto dubbia l’efficacia del radar.

Nel primo caso, dato che si viene multati DOPO essere transitati a velocità eccessiva sul tratto di strada in questione, la misura non ha alcun effetto preventivo nei confronti dell’incidente. In altre parole, se la velocità eccessiva mi fa stirare come una camicia un pedone o un ciclista sull’asfalto, non sarà la multa da pagare a posteriori a evitarlo.

Nel secondo caso, se l’effetto di prevenzione è reale – come le autorità e i sostenitori del radar a sorpresa vorrebbero farci credere – qualcuno mi dovrebbe spiegare perché nel preventivo dello Stato viene inserita una voce specifica inerente all’incasso da multe per eccesso di velocità, che non mi risulta sia mai stata diminuita negli anni, anzi. Ora, se i radar avessero il tanto esaltato effetto deterrente, questa cifra sarebbe dovuta diminuire negli anni raggiungendo addirittura, nel caso ottimale, il livello zero.

L’efficacia del radar sulla prevenzione è quindi a mio avviso pressoché nulla, sia in un senso che nell’altro.

 

Non mettiamo i radar, bensì togliamo certi limiti di velocità

Io rispetto il limite di 50 Km/h nell’abitato, perché lo ritengo ragionevole. Un po’ meno il 30 Km/h e praticamente mai il 20 Km/h, non perché non voglia, ma semplicemente perché trovo difficile, a quella velocità, tenere sotto controllo il piede che preme sull’acceleratore. Si tratta comunque sempre di uno sgarro limitato a due o tre chilometri orari, che non incide sulla capacità di reazione nel caso mi trovi a fronteggiare situazioni imprevedibili.

Ciò che invece mi trova decisamente più restio – soprattutto perché la considero un’emerita idiozia – è il rispetto della limitazione a 100 o addirittura a 80 Km/h in autostrada. E non mi riferisco ai cantieri perenni con cui l’USTRA ritiene opportuno rompere le scatole agli automobilisti lungo tutto l’arco dell’anno, bensì ai limiti posti su tratti assolutamente privi sia di cantieri, sia di difficoltà di guida particolari. In Svizzera interna ce n’è un’inflazione, ma anche il Ticino non scherza. Per esempio la tratta fra la galleria Mappo-Morettina e lo stradonino (rotonda di Magadino): si tratta di un’autostrada a tutti gli effetti, con due ampie corsie per direzione, si può sapere perché la velocità deve essere limitata a 100 Km/h? Lo stesso dicasi della tratta fra Biasca e Faido, sebbene lì, probabilmente, la corsia di sorpasso sia leggermente più stretta di quella di scorrimento. Resta il fatto che, se la posa di un radar mobile fa incetta di un grandissimo numero di conducenti in eccesso di velocità, forse è legittimo chiedersi se ad essere in fallo non siano loro, bensì il limite stesso.

 

L’alibi della prevenzione per dissimulare la “cassetta”

A mio avviso, è quindi chiaro che il discorso della prevenzione è semplicemente un comodo alibi per giustificare una ghiotta e facile opportunità di “fare cassetta” a spese della già tartassata categoria degli automobilisti (e motociclisti). Se il cantone non può fare a meno (?) di questa non indifferente entrata, si abbia almeno l’onestà intellettuale di ammetterlo, senza ricorrere a patetiche arrampicate sui vetri per dimostrare un effetto-prevenzione che non convince nessuno. Ma nemmeno si venga a dire che un cartello annunciante il radar posto 200 metri prima dello stesso abbia un concreto effetto correttivo sul modo di guidare del singolo conducente.

Ben venga qualsiasi misura a beneficio degli utenti della strada, sarebbe finalmente ora di smettere di trattarli indistintamente da pericolosi delinquenti. Ma parlare in questo caso di prevenzione… Ma mi faccia il piacere! – avrebbe detto Totò.

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