Presto l’Atomium al posto del campanile?

Nov 30 • Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 236 Views • Commenti disabilitati su Presto l’Atomium al posto del campanile?

L’Atomium, opera costruita per Expo 58, e ormai assurta a simbolo di Bruxelles.

(enm) È inutile ululare alla luna come un coyote cui è stata bruciata la coda, il risultato delle urne è chiaro: siamo stati asfaltati. Fa male, non solo perché ci avevamo messo tutto l’impegno ma, soprattutto, perché siamo convinti che si sia persa un’occasione per rimettere al centro del villaggio quel campanile che la nostra classe dirigente, da qualche anno, vorrebbe sostituire con l’Atomium, considerato molto più confacente al nostro crescente asservimento all’UE. Persa, come detto, questa occasione, è facile immaginare come il Tribunale federale – che già oggi si arroga arbitrariamente delle competenze legislative – non mancherà di dichiarare irricevibili otto decimi delle iniziative popolari in quanto contrastanti con il diritto internazionale cui oggi la maggioranza del popolo svizzero ha ratificato il rango di “superiore” rispetto alla Costituzione svizzera. Se vorrà atteggiarsi a rispettoso della volontà popolare – ma nessuno glielo impone, salvo un’eventuale ipocrisia – ci permetterà di votare, visto che sulle corna l’abbiamo già fatto, sulla lunghezza della coda delle mucche o sul volume delle loro mammelle.

Francamente, avremmo atteso l’apocalisse, paventato dagli avversari qualora l’iniziativa fosse stata accettata, con la serenità che tali assurdi scenari meritavano. Oggi siamo invece molto meno sereni anzi, il futuro ci preoccupa molto seriamente. Perché, e forse quelli che hanno votato NO in buona fede – siamo infatti convinti che molti l’abbiano fatto in funzione anti UDC in vista particolarmente dell’anno di elezioni – non l’hanno afferrato in tutta la sua gravità, con il primato della Costituzione federale, su ogni norma o modifica della stessa era il cittadino a decidere in ultima istanza. Al contrario, dando il primato al diritto internazionale saranno altri a decidere a quali leggi noi Svizzeri dobbiamo sottostare, che ci piacciano o no, che siano confacenti alla nostra cultura e storia o no. Sarà “diritto superiore” e ce lo dovremo prendere, incartare e portare a casa. Certo, ci si concederà l’alibi di inserirlo “volontariamente” nel nostro diritto nazionale, ma ciò avverrà solo pro forma, per tramite del Parlamento – della cui maggioranza, purtroppo, conosciamo l’atteggiamento servile nei confronti di Santa UE – perché una votazione popolare sarà del tutto superflua. Se non avallasse la ripresa del diritto internazionale, ci penserebbe il Tribunale federale a dichiararla nulla.

Detto questo, il risultato è stato inequivocabile e dobbiamo democraticamente accettarlo. Ma abbiamo la fastidiosa sensazione che oggi si sia fatto un pericoloso passo avanti nella direzione dell’adesione all’UE. E ci si permetta quindi un legittimo rammarico.

 

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