Porre fine al caos di Sommaruga nell’asilo

Mag 20 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 671 Visite • Commenti disabilitati su Porre fine al caos di Sommaruga nell’asilo

Logo UDC

La politica d’asilo condotta dalla consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga incoraggia gli abusi. I principali beneficiari ne sono i migranti economici, le bande criminali di passatori e l’industria svizzera dell’asilo. I costi annuali di circa 6 miliardi di franchi per l’industria dell’asilo e per l’aiuto allo sviluppo sono pagati dai contribuenti svizzeri. A seguito di un tasso di riconoscimento dello statuto di rifugiato attualmente del 60% (tre volte superiore a quello del 2012), c’è da attendersi che 18’000 dei circa 30’000 richiedenti l’asilo di quest’anno potranno restare nel nostro paese. Vi soggiorneranno durevolmente, causando dei costi supplementari di circa 600 milioni di franchi l’anno. La responsabilità di questo pasticcio incombe sulla direzione politica del Dipartimento federale di giustizia e polizia, ossia in particolare sulla consigliera federale Simonetta Sommaruga.
L’UDC ha presentato, in occasione di una conferenza stampa, il suo documento di fondo sulle disfunzioni nel settore dell’asilo, come pure due iniziative parlamentari richiedenti delle riforme costituzionali per correggere questa situazione. I problemi che segnano l’asilo in Svizzera hanno delle cause interne. Sono il risultato di una cattiva politica da parte dei servizi federali preposti. La consigliera federale Simonetta Sommaruga applica da sempre una politica di vasta accoglienza e d’integrazione, ma trascura totalmente l’esecuzione delle decisioni e l’applicazione rigorosa delle leggi esistenti. Accelerando il riconoscimento e moltiplicando le ammissioni provvisorie, i suoi servizi abbelliscono la statistica dei casi liquidati. Le cattive decisioni e i cambiamenti di prassi, per esempio nei confronti degli Eritrei e dei cittadini di Sri-Lanka, hanno provocato un’esplosione delle domande d’asilo provenienti da questi paesi. La Svizzera è una destinazione decisamente troppo attrattiva per i migranti. La maggior parte dei richiedenti non proviene d’altronde da paesi in crisi o in guerra. I principali beneficiari di questa intollerabile situazione sono i migranti economici e l’industria dell’asilo. I cantoni e i comuni, quindi i loro contribuenti, sono vieppiù sollecitati a pagarne la fattura. La responsabilità di questo pasticcio incombe sulla direzione politica del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ossia in particolare sulla consigliera federale Simonetta Sommaruga, che si sottrae sistematicamente all’esecuzione delle decisioni e delle giustificate preoccupazioni della popolazione. Le sue proposte di ristrutturazione sono inadatte o inapplicabili. Le riforme costituzionali proposte dalle due iniziative parlamentari dell’UDC non permettono certamente di sostituire la direzione politica del DFGP, ma gli impongono un quadro rigoroso.
 L’UDC fa le proposte seguenti per risolvere il caos nell’asilo:

  1. Si cerca invano un conteggio completo di quanto costi l’asilo ai contribuenti. Bisogna finalmente indicare in tutta trasparenza quanto costa annualmente un richiedente l’asilo durante i primi dieci anni di presenza in Svizzera (comprese le spese di procedura, l’aiuto sociale, il costo totale della scolarizzazione, il ricongiungimento familiare, i costi della salute incluso il dentista, i programmi d’integrazione, eccetera).
  1. La legge sull’asilo inasprita nel 2006 e nel 2013 deve essere rigorosamente applicata da tutte le autorità federali e cantonali, come pure dagli enti assistenziali. Si farà così capire alle bande criminali di passatori, che la Svizzera non tollera chi abusa del suo diritto d’asilo.
  1. Le possibilità di ricorso e gli strumenti giuridici devono essere ridotti. Un solo ricorso deve essere permesso dopo la decisione di prima istanza. Durante la trattazione della loro domanda, i richiedenti devono essere posti in centri controllati. Se violano i loro doveri di partecipazione o il codice penale, devono essere insediati in centri chiusi.
  1. I migranti economici e i richiedenti l’asilo delinquenti devono essere sistematicamente espulsi, affinché l’aiuto possa concentrarsi sulle persone realmente perseguitate.
  1. A questo scopo, il Consiglio federale deve stipulare accordi di riammissione con gli Stati del Maghreb e far ratificare gli accordi che non lo sono ancora. La Svizzera deve prendere delle contromisure in altri settori (per es. in materia di aiuto allo sviluppo) nei confronti dei paesi che rifiutano di riprendersi i loro cittadini.
  1. Le persone ammesse provvisoriamente devono essere riesaminate e rinviate il più rapidamente possibile nei loro paesi d’origine. Lo statuto dell’ammissione provvisoria deve essere abolito. Le persone che, non per propria colpa, non possono essere rimpatriate devono beneficiare di uno statuto di protezione.
  1. Le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati i cui motivi soggettivi addotti sono conseguenze di una loro fuga (per es. un’attività politica esercitata dopo la loro fuga) non devono aver diritto al ricongiungimento familiare.
  1. L’aiuto sociale per i richiedenti l’asilo e per le persone ammesse provvisoriamente, deve essere riportato al livello dell’aiuto d’urgenza. Anche l’aiuto sociale accordato ai rifugiati riconosciuti deve essere ridotto dopo un certo tempo, per evitare che queste persone s’installino durevolmente nella rete sociale.
  1. Le persone soggiornanti illegalmente in Svizzera o che rifiutano di cooperare con le autorità, non devono più avere diritto all’aiuto d’urgenza. Il sostegno dello Stato a queste persone deve limitarsi all’organizzazione della loro uscita dalla Svizzera.
  1.  Il Consiglio federale deve insistere sull’applicazione dell’accordo di Dublino e, di conseguenza, non più accordare procedure d’asilo a persone che entrano in Svizzera provenienti da uno Stato terzo.
  1.  A questo scopo, la Svizzera deve rafforzare i controlli frontalieri, in particolare dall’Italia e, se necessario, appoggiare con l’esercito le guardie di confine.
  1.  L’agenzia Frontex deve intercettare i natanti di emigranti immediatamente dopo la loro partenza e riportarli sulla costa. Eventualmente, si dovranno stipulare degli accordi con gli Stati nordafricani. Il Consiglio federale deve impegnarsi in questo senso all’interno del comitato di Schengen.
  1.  I rifugiati di guerra devono innanzitutto essere aiutati nella loro regione d’origine. Si otterranno sul posto dei risultati ben migliori con gli stessi mezzi finanziari, che non con azioni di trasferimento di pochi eletti.

Interventi (francese):
Porre fine al caos di Sommaruga nell’asilo

di Adrian Amstutz, consigliere nazionale, presidente del gruppo parlamentare, Sigriswil (BE)
Il Consiglio federale deve agire a livello internazionale

di Yvette Estermann, consigliera nazionale Kriens (LU)
Le cifre indicano un’evoluzione inquietante

di Céline Amaudruz, consigliera nazionale, Ginevra (GE)
Politica del DFGP: revisioni inappropriate della legge sull’asilo, invece di soluzioni ai problemi d’esecuzione

di Heinz Brand, consigliere nazionale, Klosters (GR)

 

 UDC Svizzera

Berna, 19 maggio 2015

Comments are closed.

« »