Politica mediatica: passare dalle parole ai fatti

Mar 10 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 169 Views • Commenti disabilitati su Politica mediatica: passare dalle parole ai fatti

Il comunicato dell’UDC nazionale

 

Come previsto, l’iniziativa popolare “Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo” è stata respinta da popolo e cantoni. Le discussioni durante la campagna di voto hanno tuttavia evidenziato che quasi tutte le parti in causa constatano un assoluto bisogno di riforma della legislazione mediatica, ossia in particolare una riduzione dell’imposta sui media e una limitazione del mandato di servizio pubblico della SSR/SRG. Per l’UDC, è evidente che è ormai tempo di passare dalle parole ai fatti.

È anche grazie alle massicce pressioni della SSR/SRG, di numerosi giornalisti, ma anche di artisti che beneficiano del prodotto del canone di ricezione, che l’iniziativa “Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)” è stata rifiutata da popolo e cantoni. Ancora una volta, un lobbying massiccio, finanziato in particolare dal prodotto del canone, è stato inscenato, per esempio nella rivista “Link” dell’associazione a sostegno della SSR/SRG in Svizzera tedesca (cf. “AZ”, 5.2.2018).

Adesso, è tempo di passare dalle parole ai fatti e di mantenere le numerose promesse fatte prima della votazione. Secondo il presidente del PPD, il consigliere nazionale Gerhard Pfister, adesso bisogna “avviare un dibattito sul servizio pubblico, come pure sulle dimensioni e sull’orientamento materiale della SSR/SRG” (“Tages-Anzeiger” del 25.1.2018). Jürg Grossen, presidente del partito dei verdi-Liberali, s’è pronunciato a favore di un “servizio pubblico forte nel settore della televisione”, ma vede delle possibilità di riduzione nei settori dell’intrattenimento e dello sport (“Tages-Anzeiger” del 25.1.2018). Secondo Bernhard Guhl del PBD, la SSR/SRG deve concentrarsi sulla radio e sulla televisione, mentre che “le attività online devono essere ridotte” (nau.ch, 17.1.2018). Petra Gössi, presidente del PLR, ritiene anch’essa che la “SSR/SRG non può continuare a crescere anno dopo anno”. Sarebbe stata favorevole a un controprogetto all’iniziativa “NO-Billag” (watson.ch, 18.1.2018). Nel suo documento di fondo sulla politica mediatica, il PLR chiede la liberazione delle imprese dal pagamento del canone.

Jean-Michel Cina, presidente della SSR/SRG, ha promesso che “non ci saranno tabù nelle riforme future della SSR/SRG” (“Le Nouvelliste”, 9.2.2018). Secondo Ladina Heimgartner, direttrice generale aggiunta della SSR/SRG, è evidente che “la SSR/SRG deve dimagrire” (Medien-Club, SRF, 16.1.2018). La consigliera federale Doris Leuthard ha ripreso questa idea e si è dichiarata favorevole a un abbassamento a 300 franchi della tassa per famiglia (20min, 18.1.2018). Per quanto concerne il finanziamento della SSR/SRG, il suo direttore generale, Gilles Marchand, si è detto pronto a presentare delle varianti: “Siamo pronti a lavorare, a proporre delle varianti” (Le Temps, 6.1.2018).

Il gruppo UDC s’è già pronunciato durante il dibattito parlamentare a favore di un controprogetto che portasse l’imposta mediatica a 200 franchi e che liberasse le imprese da questo prelievo. La discussione sull’iniziativa “NO-Billag” conferma la giustezza di questa posizione. Allo scopo di avviare un dibattito veramente utile sul servizio pubblico, l’UDC postula i punti seguenti:

  1. La revisione dell’ORTV deve essere sospesa. Bisogna in primo luogo aprire un dibattito sul futuro mandato della SSR/SRG. Inoltre, come chiesto dalla CTT-CN, bisogna trovare una soluzione conforme alle leggi del mercato per ciò che riguarda i dati mediatici di Swisscom, prima di permettere alla SSR/SRG di fare in esclusività della pubblicità mirata.
  2. La revisione della concessione della SSR/SRG deve essere sospesa. La concessione attuale deve essere prolungata fino al 2020. Per la formulazione della nuova concessione si dovrà tenere conto dei postulati 17.3628 (riesame del numero di emittenti della SSR/SRG) e 15.3618 (rispetto del principio di sussidiarietà). Inoltre, bisogna dare al Parlamento un diritto di partecipazione.
  3. Nel corso dei prossimi mesi occorre infine procedere a un dibattito approfondito sul servizio pubblico.
  4. La preparazione di una nuova legge sui media deve essere abbandonata. Questo progetto è infatti inutile. Le misure di deregolamentazione necessarie possono essere prese nell’ambito di una revisione parziale dell’ORTV.
  5. Nuovi flussi finanziari e nuove sovvenzioni (Quote supplementari al prodotto del canone, estensione dell’offerta di servizio pubblico) devono assolutamente essere evitati.
  6. L’imposta mediatica per famiglia deve essere abbassata a 300 franchi (in. parl. Natalie Rickli). Parallelamente, le imprese devono essere liberate dall’imposta sui media (in. parl. Gregor Rutz).

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