Politica ferroviaria in Ticino

Giu 12 • L'opinione, Prima Pagina • 1458 Visite • Commenti disabilitati su Politica ferroviaria in Ticino

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

 

Negli ultimi giorni ne è stato dato l’annuncio tramite la stampa: la società ferroviaria della vicina Val Vigezzo (Italia) che, assieme alla FART gestisce la linea da Domodossola a Locarno attraverso le Centovalli, ha ricevuto dal portale Internet TripAdvisor la nota “Eccellente” per la sua offerta di collegamento ferroviario. Non è passato molto tempo da quando si levavano voci critiche sull’utilità di questa linea ferroviaria – ma oggi, le due società, quella svizzera e quella italiana, offrono assieme un prodotto diventato ormai un “must” per gli ospiti del Lago Maggiore.

Alla fine del 19° secolo regnava in Ticino una grande euforia in materia di nuove linee ferroviarie. Partiva allora da Lugano, dove era stata fondata una società per la navigazione e per la ferrovia attorno al Lago Ceresio. La forza trainante dietro al progetto era la Banca della Svizzera italiana. Nel 1882 fu inaugurata la linea del San Gottardo quale asse Nord-Sud, rendendo accessibile il Ticino a una grande schiera di turisti dal Nord.  Venne allora l’idea di collegare Lugano direttamente con il Lago di Como e con il Lago Maggiore. Ciò doveva essere realizzato in parte mediante battelli a vapore e in parte tramite una ferrovia a scartamento ridotto ancora da costruire. Nel 1884 venne realizzata e inaugurata a tempo di record la linea Menaggio (Lago di Como) – Porlezza (Lago di Lugano). E lì si doveva poi trasbordare sui battelli del Lago di Lugano. Il progetto corrispondente a ovest era costituito dalla ferrovia che da Ponte Tresa, sul Lago di Lugano, porta a Luino, sul Lago Maggiore, aperta un anno più tardi (allora con uno scartamento di 85 cm, portato poi più tardi a 110 cm). A Luino, la Società di navigazione del Verbano garantiva il collegamento diretto con tutte le città e grandi centri dei Laghi. La regione norditaliana dei cosiddetti Laghi, con al centro Lugano, era così bene servita dal punto di vista dei trasporti.

 

 

 

 

treno 2

Anche oggi un grande progetto ferroviario è in fase di realizzazione. Potrebbe avere delle conseguenze del tutto inaspettate per il turismo. Alptransit è progettato per poter trasferire il traffico merci dalla strada alla ferrovia. Nel contempo, incita i viaggiatori a viaggiare in tempi brevi attraverso il San Gottardo e il Ticino, raggiungendo rapidamente l’Italia. Dopo il completamento di entrambi le gallerie di base del San Gottardo e del Monteceneri, il Ticino si vedrà dal treno solo per pochi minuti, nessuno dovrà più scendere. Chi si fermerà dunque ancora in Ticino quando, grazie al nuovo collegamento veloce, potrà raggiungere molto più rapidamente l’Italia e il Mediterraneo dove, oltretutto, i prezzi di pernottamento e di ristorazione sono molto più convenienti?

Durante la Belle Époque era chic trascorrere lunghe vacanze in Ticino. La fitta rete di collegamenti ferroviari e lacuali era allora molto attrattiva e permetteva di visitare facilmente almeno tre dei grandi laghi. Seguirono poi le due guerre mondiali con i rispettivi anni di crisi, il trasporto stradale divenne sempre più vantaggioso e preferito, e per diverse linee ferroviarie fu definitivamente la fine. Le linee Menaggio-Porlezza, Ponte Tresa-Luino, la Valmaggina e altre hanno chiuso da tempo la loro attività. Sono sopravvissute solo la Lugano-Ponte Tresa (oggi parte della rete di ferrovie urbane ticinesi)  e la Centovallina, risp. ferrovia della Val Vigezzo, che sono riuscite a conquistarsi un posto stabile nel turismo trans-frontaliero. Vivere un viaggio lento nella natura selvaggia – è ciò che offrono oggi queste linee ferroviarie. In compenso, con l’apertura della galleria di base, nello spazio di un anno il contatto con la natura sulla via del San Gottardo passerà in secondo piano. Si tratterà unicamente di raggiungere nel tempo più breve possibile la destinazione – a nord o a sud.  

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