Politica energetica: si può fare in altro modo

Apr 21 • L'opinione, Prima Pagina • 435 Visite • Commenti disabilitati su Politica energetica: si può fare in altro modo

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Il 21 maggio 2017 voteremo sulla legge sull’energia – è quindi ora che ci occupiamo in dettaglio della proposta e che guardiamo un po’ più da vicino a quali restrizioni andiamo incontro. Entro il 2035, il consumo globale d’energia nel nostro paese dovrebbe essere dimezzato. Per raggiungere quest’obiettivo, occorre una grande quantità di prescrizioni e divieti. La valida e affidabile elettricità dall’energia nucleare non sarà più a nostra disposizione. Dovrebbe essere promossa l’energia alternativa: di ciò potremmo anche essere contenti. Ma chi sa però se questa energia sia altrettanto affidabile in ogni momento e in ogni giorno dell’anno? Già oggi ci dà da pensare il fatto che l’energia cosiddetta pulita, che importiamo in certi momenti dall’estero, sia sovvenzionata dai contribuenti in Germania e altrove, al punto che l’energia idroelettrica prodotta in Svizzera non è più redditizia. Una cosa è sicura: la nuova legge sull’energia porta più prescrizioni, più burocrazia e più restrizioni personali.

Non ci sarebbe un’altra via? Invece d’immischiarsi nel settore energetico con misure di condizionamento, lo Stato potrebbe semplicemente concentrarsi su singoli compiti: dovrebbe promuovere di più la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. La costruzione su tutto il territorio di pale non è certamente la mossa più saggia. Dovrebbe quindi essere possibile utilizzare sensatamente altre energie e, nel contempo, sviluppare la tecnologia di auto, aerei, riscaldamenti ed elettrodomestici che impiegano sempre meno energia. Ciò è già successo negli ultimi anni, ma le possibilità sono ben lungi dall’essere esaurite. Le prospettive e le opportunità future in questo settore sono praticamente inesauribili. Delle migliori tecnologie s’imporranno e, soprattutto, saranno economicamente più attrattive. Ma questo ulteriore sviluppo deve avvenire senza imporgli misure di condizionamento e obiettivi. Nuove e migliori scoperte s’imporranno sul libero mercato. Fintanto che pagheremo delle sovvenzioni, continuare a ricercare non varrà la pena. Dei sondaggi dicono che la Romandia e il Ticino sarebbero piuttosto propensi ad accettare la legge sull’energia: con un chiaro rigetto, facciamo sì che ciò non succeda e che rimanga aperta una via che permetta di conciliare le vecchie e le nuove forme d’energia.

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