Pima i nostri! – Una formula collaudata

Set 26 • Lettori, Prima Pagina • 425 Visite • Commenti disabilitati su Pima i nostri! – Una formula collaudata

Negli ultimi giorni, sulle principali testate ticinesi e sui vari siti internet legati all’informazione, si parla delle prossime votazioni di settembre, e uno dei temi in votazione più discusso è sicuramente l’iniziativa UDC “Prima i nostri!“. Non starò a dilungarmi (e annoiarvi) facendo una panoramica delle trattande e delle motivazioni degli avversari al progetto UDC, mi disturba solamente vedere che dall’area sinistroide arrivano i soliti discorsi vecchi e avulsi dalla realtà che si focalizzano esclusivamente nel delineare le “colpe” dei cosiddetti partiti borghesi, senza però proporre nulla di veramente concreto.

In questo momento, da parte della classe politica, mi sembrerebbe importante dare un segno di unione nel voler risolvere un problema che colpisce tutti gli elettori senza alcun distinguo. Invece, ora che la disoccupazione raggiunge il 3.4% secondo la SECO, una parte del PLR, PPD e verdi con tutto il PS cercano di ostacolare questa proposta. Tengo a precisare che il dato SECO non è certamente da considerare una verità biblica e che è basato su dati meramente statistici. La realtà è un incubo molto peggiore. Io voterò SI al progetto “Prima i nostri!” perché ho votato SI il 9 febbraio, e il fatto che questa scelta disturbi tanto i poteri forti mi indica in modo chiaro e netto che si tratta della via giusta. Qui non si tratta solo di sostenere una categoria di lavoratori o una fascia di età, qui si fanno gli interessi di tutti i lavoratori ticinesi e domiciliati che hanno il sacrosanto diritto di essere tutelati e avere priorità rispetto a manodopera estera nell’accesso ai posti di lavoro. E non si vengano ad accampare scuse su presunte carenze di offerta o su poca motivazione dei lavoratori indigeni, l’unica ragione per cui si vuole affossare il progetto “Prima i nostri!” è proseguire nel dumping salariale e soprattutto negli accordi bilaterali, che sono la vera e unica causa di tutto questo. Vorrei porre, a questo punto, una domanda a tutti i miei concittadini. Prima dei bilaterali, io ero soddisfatto di come si evolveva il mercato del lavoro in Ticino, che non è MAI stato avaro nell’offerta alla manodopera frontaliera. Pertanto mi domando e dico: perché non si può ritornare a una tale situazione con l’inserimento di una clausola unilaterale preferenziale? Se questo non piace a determinati poteri che non brillano certo per soluzioni politiche nei loro paesi o in tutta Europa, invito questi signori a non aggrapparsi ai fili d’erba, bensì a trovare soluzioni anche se implicano scelte che a loro non piacciono.  Che dietro all’atteggiamento dei contrari vi siano gruppi di spinta è avvalorato dal fatto che, dopo il lungo tira e molla per cercare di rallentare il corso dell’iniziativa, in fretta e furia sia stato raffazzonato un controprogetto, cosa che la dice lunga sul perché questa votazione trova tanta ostilità in chi la avversa. Questa votazione è una scelta storica importante, che sarà determinante non solo per le realtà a breve termine, ma soprattutto per il futuro nostro e dei nostri figli. E non mi importa di sentirmi dire che non sarà facile, che non darà risultati o che alla fine si dovranno rispettare trattati e clausole firmati a causa di questa opprimente Unione europea. Ben venga che il mio, come spero anche il vostro, sia un chiaro e forte segnale di indipendenza da ordini che arrivano da chi vive in un mondo dorato ben lontano dai sacrifici della gente. Finora le varie formule magiche proposte da magonzi e imbonitori di folla non hanno dato il benché minimo risultato. Perché non provare con una formula che affonda le sue radici in un sistema che ci ha sempre dato solidità e prosperità?

 

Lettera firmata

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