Piano A o piano B per gli spacciatori di droga stranieri?

Dic 12 • L'opinione, Prima Pagina • 510 Visite • Commenti disabilitati su Piano A o piano B per gli spacciatori di droga stranieri?

Black Rot

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Nel canton Zugo è stato scoperto un mostruoso caso di traffico di droga. Sono stati arrestati 15 spacciatori di eroina e sequestrati 55 Kg di eroina per un valore di circa 10 milioni di franchi, oltre ad armi, munizioni, una dozzina di veicoli, come pure diverse decine di migliaia di franchi in denaro.

 

Dei 15 arrestati, 11 sono cittadini turchi (impiegati in piccole imprese o disoccupati a beneficio dell’assistenza sociale o di indennità AI), due Svizzeri (di origine turca), un Olandese e un Iraniano.

 

Si tratta quindi indubbiamente di un caso straordinariamente grave che darà ancora molto da discutere. Sarà interessante vedere se – come al solito – lo si tratterà con il piano A o, per una volta, con il piano B.

 

Il Piano A prevede che i poveri criminali – disoccupati, bisognosi d’aiuto e in parte invalidi – ricevano delle pene miti, anche in considerazione della loro difficile gioventù, la loro origine problematica e la carente volontà di aggregarli da parte della Svizzera. Si rinuncerà poi in seguito alla loro espulsione perché, fra uno spaccio di droga e l’altro, sicuramente avranno avuto la possibilità di mettere al mondo un figlio con una cittadina svizzera (probabilmente di recente naturalizzazione), cosicché non si possono interrompere i rapporti di famiglia. Qualora poi si arrivasse comunque a un decreto d’espulsione, la Corte europea dei diritti dell’uomo farebbe capo alla CEDU per obbligare la Svizzera a tenere nel nostro paese queste perle di umanità, perché in Turchia avrebbero probabilmente una vita un po’ meno piacevole.  

 

Il Piano B prevede che i membri di questa banda criminale siano condannati a pene detentive esemplarmente severe e che almeno quelli stranieri non ancora naturalizzati (al momento della condanna) siano espulsi senza tante storie. E qualora i giudici di Strasburgo vi si oppongano, che li si mandino tutti a quel paese assieme ai concetti di una CEDU totalmente avulsi dalla realtà.

 

Attendiamo ansiosi l’evoluzione delle cose. Altrettanto ansiosi attendiamo di vedere come l’élite “politicamente corretta” svizzera asservita alla CEDU pensi di attuare l’iniziativa per l’espulsione.

 

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