Perché abbiamo bisogno dell’aereo da combattimento Gripen?

Mar 26 • L'opinione • 903 Visite • Commenti disabilitati su Perché abbiamo bisogno dell’aereo da combattimento Gripen?

Markus Gygaz  Cdt di corpo, ex-Cdt delle Forze aeree svizzere

Markus Gygaz
Cdt di corpo, ex-Cdt delle Forze aeree svizzere

 

Analisi del contesto globale

Per affrontare il tema della politica di sicurezza in generale e quello dell’esercito in particolare, bisogna cominciare con l’analizzare il contesto nel quale viviamo. Molte domande importanti sorgono a questo livello. Per esempio, quali sono le conseguenze di una crescita della popolazione mondiale di 80 milioni di persone l’anno? L’urbanizzazione, l’estensione delle bidonville, la forte disoccupazione giovanile e i crescenti bisogni di risorse, sono gli effetti visibili di questa evoluzione. Quali sono le conseguenze della crescente mobilità? In primo luogo, l’aumento della polluzione atmosferica e del consumo d’energia. Certi risultati positivi dello sviluppo, come la prosperità, hanno degli effetti secondari negativi, in questo caso un aumento dei consumi, in particolare di risorse energetiche. Anche la prosperità ha delle conseguenze dirette sulle abitudini alimentari: si mangia più carne, per cui aumenta il consumo di energia e di acqua. I bisogni crescenti di acqua hanno delle conseguenze estremamente gravi. A seguito del basso livello delle falde freatiche, un terzo della popolazione mondiale non ha più accesso a dell’acqua pulita. La lotta per le sorgenti d’acqua è una conseguenza logica di questa situazione. Un altro elemento da considerare è l’enorme produzione d’armi e la loro proliferazione incontrollata. Da cui, l’accresciuto rischio di conflitti, di guerre e di atti di terrorismo. Si parla oggi di un mondo multipolare marcato dall’insicurezza e dall’instabilità. Per tornare alla Svizzera, se ne può concludere che la sicurezza del nostro paese dipende direttamente dalla stabilità degli ambienti che lo circondano.

 

Quando dei prestigiosi istituti di riflessione procedono ad analisi della pace che si rivelano sbagliati solo un anno più tardi, si capisce come l’essere umano, per intelligente e formato che sia, è incapace di predire perfino gli avvenimenti più semplici che si produrranno in un prossimo futuro.  Qualcuno nel 1988 ha forse predetto la caduta del muro di Berlino nel 1989? Questa incapacità di predire con precisione il futuro, ci costringe a prenderlo in mano noi stessi. Si tratta, per dirlo in linguaggio militare, di creare delle buone condizioni. Gli esempi degli Stati nordafricani come la Tunisia, l’Egitto e la Libia illustrano a che punto il passaggio dalla dittatura alla democrazia sia difficile. La libertà senza la sicurezza è l’anarchia. La sicurezza e la libertà devono perciò essere garantite ambedue per fondare una democrazia stabile. Noi Svizzeri siamo al posto giusto per sapere che la libertà, la sicurezza e l’indipendenza sono i fondamenti della nostra democrazia diretta nella quale le cittadine e i cittadini sono sovrani.

 

Mobilità crescente nei cieli

La mobilità aumenta anche nell’aria, come dimostrano i circa 100’000 aerei che solcano i cieli di tutto il mondo 24 ore su 24. Tutti questi movimenti aerei sono sorvegliati da radar civili che, tuttavia, registrano unicamente i velivoli che si fanno riconoscere attivamente. Tutto questo traffico è gestito da dei controllori di volo civili che sul loro schermo vedono solo gli aerei cooperativi, quindi non minacciosi. Solo i radar e i sensori militari sono capaci di scoprire anche gli oggetti volanti non cooperativi, perché bisogna evidentemente attendersi che un potenziale nemico cerchi di attaccarci senza farsi riconoscere. E solo degli aerei da combattimento sono in seguito in grado di controllare lo spazio aereo, d’identificare gli aerei sconosciuti e di constatare le violazioni delle spazio aereo, se del caso d’imporre un divieto di volo e, in caso di conflitto, di difendere detto spazio aereo.

 

 

 

Sicurezza del traffico aereo anche in Svizzera
Più di 3’000 aerei di linea attraversano ogni giorno lo spazio aereo svizzero che è uno dei più frequentati d’Europa. Un traffico così denso può creare in qualsiasi momento dei problemi. Le forze aeree sono la sola istituzione svizzera in grado di identificare degli aerei, di prestare loro aiuto o, se del caso, d’imporre loro delle restrizioni di volo. Questi controlli regolari hanno anche un effetto preventivo, come è il caso della polizia al suolo. Fintanto che degli aerei solcheranno l’atmosfera terrestre, occorreranno delle forze aeree per compiere delle missioni di polizia, di ricerca, di salvataggio, di controllo, d’aiuto e di protezione.

 

La protezione dello spazio aereo è un compito esclusivo delle forze aeree. Nessun altro lo svolgerà al nostro posto. In condizioni normali, i nostri 32 F/A-18 bastano al controllo del nostro spazio aereo. Ma per proteggere quest’ultimo in situazioni particolari, occorrono da 40 a 50 aerei da combattimento che assicurino una presenza permanente nell’aria. La ragione d’essere delle nostre forze aeree è tuttavia di poter intervenire in caso di conflitto. Questa missione esige un numero maggiore di aerei, perché la presenza in aria deve essere più forte di fronte a una minaccia e anche perché bisogna preventivare delle perdite.

 

A che punto siamo in Svizzera?

Il nostro paese è costruito su rocce, non abbiamo né risorse naturali nel nostro sottosuolo, né accesso al mare. Non siamo membri né dell’Unione europea, né della NATO. Ciò significa che vogliamo essere sovrani e indipendenti. Per conservare questi vantaggi abbiamo bisogno di un esercito con forze terrestri e aeree. L’esercito terrestre adempie la sua missione di concerto con la polizia, i pompieri e i servizi di salvataggio, come pure con il dispositivo di protezione della popolazione. Le forze aeree, da parte loro, assumono il loro compito da sole. Sono le sole a disporre dei mezzi che permettono di controllare, di proteggere e difendere lo spazio aereo. Gli Stati membri del patto NATO dispongono d’altronde anche loro di un proprio esercito, perfino i più piccoli come il Belgio, l’Olanda, la Danimarca e la Norvegia. L’Olanda, per esempio, possiede 80 aerei da combattimento F-16 con più o meno le stesse prestazioni dei nostri F/A-18. Ma dispone in più di aerei da trasporto e di rifornimento, come pure di elicotteri da combattimento, anche loro costosi come gli aerei da combattimento. Inoltre, l’Olanda mantiene una marina militare. E la Svizzera? Dalla caduta del muro di Berlino, abbiamo ridotto tre volte della metà le nostre forze militari e disponiamo ormai solo di un terzo del numero di carri armati che possedevamo in passato. Abbiamo smantellato una dozzina di aerodromi militari, eliminato i missili terra-aria Bloodhound e ridotto la flotta di aerei da combattimento da 330 a 86. Con i GRIPEN, ne avremo 54 e, senza questo acquisto, ce ne resteranno soltanto 32, ossia un decimo dell’effettivo del 1990.

 

Perché un certo numero di aerei da combattimento è indispensabile?

Abbiamo bisogno di questi 54 aerei da combattimento perché con il nostro piccolo spazio aereo nel cuore dell’Europa disponiamo solo di un tempo d’allerta molto breve. Bisogna perciò che gli aerei siano costantemente in aria. Persino i grandi aerei da trasporto volano a 700, addirittura a 900 Km/h. Questa grande velocità lascia ai nostri aerei da combattimento solo un brevissimo tempo di reazione. In un periodo di tensioni, o di fronte alla minaccia di un conflitto, occorre quindi che ci sia in aria un numero sufficiente di aerei da combattimento. Poiché un terzo, o al massimo la metà degli aerei di una flotta aerea militare è operativa in permanenza (cifre confrontabili a livello internazionale), un numero sufficiente di velivoli deve essere in grado d’intervenire 24 ore su 24. Ma contro chi sarebbero impiegati questi  aerei? In condizioni normali, contro degli aerei civili che non rispettano le regole della navigazione aerea. L’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha una lista di 29 pagine di Stati, compagnie aeree e aerei individuali che hanno il divieto di entrare nel nostro spazio aereo o di atterrare da noi. Capita anche che degli aerei civili abbiano bisogno d’aiuto perché il loro sistema di comunicazione o di navigazione è in avaria. Ci sono anche degli aerei ufficiali (come per esempio il Jet del Consiglio federale) che hanno bisogno di un’autorizzazione diplomatica prima di poter sorvolare un paese. I nostri aerei militari controllano in aria se l’autorizzazione corrisponde alla realtà. Essi intervengono anche contro degli aerei militari che non hanno l’autorizzazione di sorvolo, come degli aerei-cisterna, aerei da trasporto, esploratori o jet da combattimento oppure droni che non hanno il diritto di penetrare nel nostro spazio aereo, o ancora contro dei missili da crociera, sorta di bombe volanti che pure devono rimanere fuori dal nostro spazio di sovranità.

 

L’agenda di questo acquisto di aerei
Le valutazioni in vista dell’acquisto di un nuovo aereo da combattimento sono cominciate nel 2007, la scelta del tipo di aereo è stata effettuata nel 2011 e la votazione popolare avrà luogo in maggio 2014. Il primo velivolo è atteso in Svizzera nel 2018, l’ultimo nel 2020. Le due nuove squadriglie saranno operative solo nel 2023. Ecco la realtà. Cosa può succedere nel mondo nello spazio di 15 anni? Chi può predire con un minimo di certezza cosa succederà fra un anno? Nessuno! Bisogna perciò che prepariamo il nostro avvenire prendendo le misure necessarie. Come per i pompieri, l’assicurazione-malattia o l’assicurazione-infortuni, dobbiamo mantenere un esercito in grado d’intervenire, quindi regolarmente equipaggiato con il materiale più moderno – nella speranza, naturalmente, che non dovrà mai agire in un caso effettivo.  È assolutamente necessario che siamo pronti e che manifestiamo la nostra volontà di difenderci. Solo un paese che mostra la sua forza e la sua volontà di difesa è preso sul serio!

 

Durante gli scorsi 23 anni, il popolo svizzero s’è sempre chiaramente pronunciato a favore del suo esercito. Ciò dimostra l’importanza che esso attribuisce alla sicurezza e alla stabilità. Il popolo svizzero è consapevole del valore del suo esercito. L’iniziativa sulle armi, per esempio, era di un’enorme importanza in politica generale. e non soltanto dal punto di vista della politica di sicurezza. Ogni iniziativa popolare deve essere presa sul serio e ci chiede un grande impegno personale. Noi dobbiamo sempre dare prova di capacità di persuasione nella nostra lotta contro la fiacchezza generata dalla prosperità!

 

Finanziamento trasparente
L’acquisto di un aereo da combattimento porta sempre con sé un insieme di prodotti e di prestazioni. Il prezzo di un aereo individuale sarebbe il doppio, o addirittura di più. Nel caso del GRIPEN, questo “pacchetto” comprende non solo i velivoli di per sé stessi, ma anche la formazione, i simulatori, l’equipaggiamento, i sistemi d’esplorazione, come pure l’armamento aria-aria e aria-terra.

 

Il GRIPEN sarà finanziato tramite un fondo che riceverà ogni anno 300 milioni di franchi prelevati dal budget ordinario dell’esercito. Nessuno sarà quindi costretto a risparmiare – né il DDPS, né gli altri dipartimenti – per permettere questo acquisto. Durante gli scorsi 20 anni, il budget federale è passato da 32 a 52 miliardi di franchi. Questo raddoppio delle spese è andato a beneficio di tutti i dipartimenti salvo il DDPS (in passato DMF) che ogni anno disponeva invece di sempre meno denaro. Mai, dal 1850, abbiamo investito così poco nel nostro esercito, e quindi nella sicurezza nazionale (vedi tabella).

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Il nostro prodotto interno lordo (PIL) ammonta a circa 600 miliardi di franchi. Nel confronto mondiale, la Svizzera occupa così il 19° rango (eccezion fatta dei piccoli Stati con meno di un milione d’abitanti e dei paesi che vivono esclusivamente delle risorse del loro sottosuolo). Dividendo il PIL per il numero di abitanti (8 milioni), si ottiene 74’000 franchi circa. Da questo punto di vista, la Svizzera è il numero 1 mondiale. Siamo quindi molto ricchi, e si osa pretendere che non abbiamo i mezzi per acquistare un aereo da combattimento per il nostro esercito, ossia per la sicurezza del nostro paese! Un paese ricco e debole è molto minacciato.

 

Riassumendo:

  • il nostro mondo multipolare è instabile, segnato da una forte crescita demografica, dalla disoccupazione giovanile, da un forte consumo di energia, di alimenti e d’acqua, da migrazioni di milioni di persone, come pure da un’enorme produzione e proliferazione di armi;
  • la sicurezza della Svizzera è strettamente legata alla stabilità dei paesi che la circondano;
  • gli esseri umani hanno un atteggiamento civilizzato solo fintanto che i loro bisogni fondamentali sono soddisfatti;
  • nessuno conosce il futuro. Veramente nessuno!
  • il traffico aereo mondiale deve essere sorvegliato, gestito e controllato;
  • gli aerei da combattimento controllano in tempo di pace, proteggono in periodi di tensione e sono efficaci in caso di conflitto.

Il GRIPEN è l’aereo di cui la Svizzera ha bisogno – è moderno, performante e il suo prezzo è abbordabile.

 

Berna, 14 marzo 2014

 

 

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