Per pacchi: La Posta?

Dic 16 • L'opinione, Prima Pagina • 694 Visite • Commenti disabilitati su Per pacchi: La Posta?

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Sicuramente conoscete la situazione: siete a casa e aspettate un pacco il cui arrivo vi è stato promesso per questi giorni. Nel corso della mattinata guardate nella vostra bucalettere e vi trovate un invito di ritiro con l’osservazione: la consegna non è stata possibile. Il pesante pacco deve perciò essere da voi ritirato presso il vicino ufficio postale. Beninteso, il vostro pacco sarà ivi a disposizione solo all’indomani. Com’è possibile? Io abito nel centro del paese, a circa un minuto a piedi dal centro commerciale di Maggia, una stradina conduce davanti a casa – e la consegna di pacchi non sarebbe più possibile? Premetto che a Maggia, altrimenti, la consegna della posta funziona egregiamente. Le signore che da noi consegnano la posta, lo fanno in modo estremamente corretto e premuroso. Il servizio di consegna a Maggia è finora funzionato molto bene.

Da spiegazioni ottenute allo sportello della Posta risulta che adesso, i pacchi non vengono più distribuiti da Maggia, bensì direttamente da Cadenazzo. Apparentemente è successo che un addetto alla consegna non del luogo, non si è dato la pena di portarlo fino alla porta di casa e di suonare. Mi sono poi state fatte diverse proposte, qualora io continui a ricevere pacchi per posta: potrei, per esempio, andare in strada ad aspettare la consegna (dalle 7.00 alle 17.00?) o eventualmente guardare dalla finestra quando arriva l’auto gialla (i pensionati stanno comunque sempre alla finestra a osservare i vicini?). La stessa signora allo sportello ha dovuto ridere delle sue proposte. Il tutto sembra avere a che vedere con nuove prescrizioni, inventate a qualche scrivania in qualche ufficio di Berna e che poco hanno a che fare con la prassi quotidiana.    

Alla fine ho ricevuto altrove l’informazione esatta: pare che la consegna dei pacchi venga effettuata dalla Posta solo alle case abitate tutto l’anno. Poiché nel nostro vicinato ci sono alcune case di vacanza, il postino di Cadenazzo non s’è data la pena di verificare se il nostro indirizzo non concernesse per caso una casa abitata su tutto l’arco dell’anno. Rimaneva una sola possibilità: alla preannunciata consegna del prossimo pacco ho indossato degli abiti caldi e mi sono piazzato sulla strada. Ho potuto così conoscere personalmente il funzionario postale e indicargli come può arrivare con la vettura fino alla mia porta di casa dove c’è un campanello. E notate: la settimana dopo mi è stato recapitato di nuovo a casa il mio primo pacco… Sembra però che ci sia un altro importante problema di comunicazione fra la Posta e il comune: da circa due anni, la Posta stampa su diverse lettere l’osservazione “Per favore, indicare l’indirizzo esatto con la strada e il numero civico”. Ma il numero civico non c’è, perché il comune non li ha ancora assegnati. Sembra che, negli ultimi tempi, la Posta sia diventata un’azienda un po’ avulsa dalla realtà quotidiana, diretta a livello centrale e che, mediante nuove norme, vuole gestire le attività fin nelle valli più remote. Il servizio alla clientela può però funzionare solo se gli impiegati operativi svolgono il loro lavoro con buonsenso. Ed è quanto, per fortuna, ancora succede a Maggia. Con un grazie di cuore a tutti gli interessati!

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